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09/12/2014 - Vercelli - Pagine di Fede

"DOVE SEI?" - Padre Enrico ripropone la domanda antica rivolta all’uomo che ha smarrito la propria identità - Nel giorno dell’Immacolata Concezione, il 27.mo anniversario di episcopato del Vescovo emerito - GALLERY E FILMATO

Un dono speciale di Mons. Marco Arnolfo al suo predecessore - Festa semplice ma grande




"DOVE SEI?" - Padre Enrico ripropone la domanda antica rivolta all’uomo che ha smarrito la propria identità - Nel giorno dell’Immacolata Concezione, il 27.mo anniversario di episcopato del Vescovo emerito - GALLERY E FILMATO
Il dono di Mons. Marco Arnolfo a Padre Enrico Masseroni, ieri in Cattedrale a Vercelli

(guido gabotto) - In pochi sanno, come sa Padre Enrico Masseroni, conciliare  la profondità della meditazione sulla Parola di Dio con la accessibilità di questi pensieri, così che possano essere intesi,  da tutti e non solo dai biblisti, diventando patrimonio comune. 

Per  proporre poi l’insieme in una omiletica che è autenticamente tale, ma già è capace di presentarsi, senza tradirsi, come catechesi e poi tradursi nel seme di una azione pastorale viva.

Approfondire, meditare, offrire, mettere a disposizione ed anche insegnare.

Certo alla base di questa straordinaria attitudine sapienziale c’è un rapporto non episodico né occasionale con la preghiera.

Del resto, insegnava Guigo II il Certosino che la lettura della Parola origina una meditazione che si fa oreghiera. E la preghiera è, infine, già contemplazione.

E su questa strada ha a lungo camminato ed ancora cammina Padre Enrico Masseroni, Arcivescovo emerito di Vercelli, che ieri è stato al centro della celebrazione in Duomo.

Si festeggiava, infatti, il 27.mo anniversario della sua ordinazione episcopale. Fu uno dei Vescovi più giovani del Piemonte, destinato alla Diocesi di Mondovì, dalla quale arrivò poi a Vercelli.

In questa circostanza l’Arcivescovo Marco Arnolfo ha avuto il pensiero delicato ed affettuoso di lasciare al “festeggiato” il ministero della omelia, non trascurando poi di presentare al suo predecessore, insieme agli auguri, anche un dono particolare: un grande libro dove lasciare quegli scritti che Padre Enrico, distilla nelle sue giornate di studio.

Il video con l'omelia integrale: http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2350

Per la verità, Padre Enrico è stato un po’ a lato del centro, perché al centro della giornata di ieri c’era Maria.

Ricorreva infatti la Solennità della Immacolata Concezione, una verità di fede già intuitivamente rinvenibile e certo condivisa dal popolo di Dio lungo i Secoli e che pure ha dovuto attendere quasi duemila anni (fino all’8 dicembre 1854) per essere proclamata come tale dalla Chiesa.

Nella quale, peraltro, si era già sentita la voce chiara del teologo francescano di origine scozzese Giovanni Duns “Scoto” proclamare – siamo all’alba del 1300 – “Potuit, decuit, ergo fecit”.

Cioè, Dio poteva preservare Maria dal peccato originale; ciò sarebbe stato conveniente nell’economia della salvezze; quindi lo fece.

Che, letta così, rappresenta una conclusione a tutta prima ed apparentemente abbastanza diretta, ma le cose non devono essere sempre sembrate così semplici e, comunque, questa è stata per secoli materia dibattuta dai massimi teologi.

E proprio sulla figura di Maria, si appunta il pensiero di Padre Enrico che nella propria omelia riparte da quella così inattesa, ma sempre attuale e soprattutto non eludibile domanda, risuonata all’alba della creazione nel giardino dell’Eden:”Dove sei?”.

Così l’Eterno si rivolge ad Adamo che avrebbe preferito non incontrarlo in quel momento. Ad Adamo che non sa più chi è. Ha smarrito, invece che affermato, la propria identità nella appena sperimentata, eppure già incolmabile, distanza da Dio. In quella “autonomia” nella quale degenera il libero arbitrio, cifra di quella “somiglianza” stupefacente e, ad un tempo, rischiosa.

Dove sei?

A che punto sei del tuo cammino?

Così pare ad ognuno di noi di sentirsi chiamare e richiamare nel ripetersi di quell’interrogativo lungo le strade della nostra vita.

Omelia profonda, offerta con garbo, ma a tratti forte, per non dire quasi severa: il tentativo di rimuovere Dio dalla storia dell’uomo che ha caratterizzato le filosofie materialiste del XIX Secolo, si è corrotto nella negazione dei caratteri di umanità della vita in cui si dissolve tanta parte dell’esperienza del “Secolo Breve”, quello appena passato.

Il documento che offriamo ai Lettori è il filmato realizzato ieri in Cattedrale, che ripropone integralmente l’omelia di Padre Enrico e poi i pensieri affettuosi che gli rivolge Mons. Arnolfo. Ci sono anche i canti preparati dalla Cappella Musicale della Cattedrale di Vercelli, mirabilmente diretta dal bravissimo Mons. Denis Silano e, infine, la benedizione che l’Arcivescovo impartisce ai presenti ed alle loro famiglie.

Il video: http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2350 

E crediamo di non sbagliare se pensiamo che quella benedizione si possa considerare estesa a tutti i Lettori che vorranno seguire questo video, nel quale si racconta un altro momento bella di vita comunitaria della famiglia diocesana.

Infine, i consueti, ma non per questo meno sinceri ringraziamenti agli “organizzatori”, soprattutto al Vicario Generale Mons. Cristiano Bodo, al Parroco del Duomo Mons. Pino Cavallone ed al Cerimoniere della Curia, Don Stefano Bedello per la perfetta cura di ogni particolare.

Ed anche per come sempre assecondano il nostro lavoro.

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