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24/10/2015 - Vercelli Città - Salute & Persona

"CIAO, FENOMENO DI UN PAPA’" - Francesca Archero commuove la Cattedrale di Vercelli gremita per l’ultimo saluto al grande ed indimenticabile Egidio

A breve on line il filmato con gli interventi integrali



"CIAO, FENOMENO DI UN PAPA’" - Francesca Archero commuove la Cattedrale di Vercelli gremita per l’ultimo saluto al grande ed indimenticabile Egidio

Ci sono persone sulle quali la Parola scorre, scivolando e andandosene, senza potere imbibire quel cuore, come il seme caduto sulla pietra, poi sulla terra arida oppure tra i rovi.

Ma ci sono poi quelle che la ricevono e si lasciano conquistare e fecondare dal Verbo, sicchè ne diventano in qualche modo icona, testimonianza e annuncio viventi, infine lo incarnano.

Accade quindi che una morte illustri una vita diventata Parola, meglio di come potrebbe un trattato di teologia.

Perché ad Egidio non c’è stato bisogno di ricordare, in quel tragico 12 ottobre, ciò che pure tante volte ci è stato predicato.

Guarda anche:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=64604

Farsi prossimo. Chi è il tuo prossimo?

Non se lo chiese il Samaritano, soccorrendo la malcapitata vittima dei briganti.

Farsi prossimo vuol dire farsi dono: anche quando c’è il concreto rischio di “dare la vita per i propri amici”.

Così quell’ambulanza che – a Roma, poco dopo l’incidente – ha posto per uno solo, non può trasportare due persone, diventa occasione per vivere una pagina di Vangelo, incarnata nella storia di uno di noi, uno dei  migliori, se non il migliore.

Se c’è un posto solo, meglio lasciare la precedenza ad Anna.

Anna è la Segretaria nazionale della Fand, compagna di lavoro di Egidio e di Albino, il Vice Presidente del sodalizio che, pochi passi più indietro, tutto vede e certo non potrà dimenticare mai, ciò che accade sul quel tratto di selciato.

La strada diventa così il proscenio di una rappresentazione sacra: il sacrificio di sé perché l’altro si salvi.

E’ tutto così normale.

Straordinario e normale

Deve essere sembrato normale ad Egidio, ancora cosciente, rinunciare a quel passaggio perché Anna potesse essere ricoverata un po’ prima, avere una opportunità in più.

Anna oggi è qui, in Duomo, a Vercelli,  con Albino, che prende il suo posto alla guida dell’Associazione ed entrambi permettono ai nostri Lettori di sentire dalla loro viva voce


nell’audiovideo tra breve on line

http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2479


cosa sia successo.

***

Ma il fatto in sé, dunque, altro non è che un segno della fecondità di una Parola capace di rendere eroe anche un uomo mite e pieno di senso dell’umorismo.

Non era difficile scherzare con lui, che forse aveva naturaliter assimilato la lezione di San Domenico Savio: qui da noi la santità consiste nello stare molto allegri.

Abbiamo talvolta riso, meglio dire sorriso, specie per le vicende politiche locali, che spesso abbiamo commentato insieme, ovviamente “a taccuini chiusi”, così si è più liberi, soprattutto nel periodo in cui lui fu Presidente della Prima Commissione del Consiglio Comunale di Vercelli, quella che ha competenza sul bilancio.

Ora si può dire.

La promessa e la consegna del taccuino “chiuso” sono (quasi) sempre state rispettate.

Ma la sua vita era l’associazionismo sociale e sanitario.

***

Apre il nostro filmato sulle esequie la testimonianza di Mauro Aguggia.


Il video: http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2479


Ed è sembrata la cosa più naturale, parlare di quegli anni in cui a Vercelli sorgeva il Centro di Diabetologia, mentre Egidio incominciava la propria opera di sostegno, formazione, diffusione della conoscenza, prevenzione ed insomma poneva le basi per un rapporto tra struttura sanitaria pubblica e mondo del volontariato che fosse complementare, privo di rivalità e protagonismi e così fecondo.

Anche se oggi tacca proprio al Volontariato socio sanitario l’ultima battaglia -  e proprio qui in Piemonte – contro una sanità algida ed autoreferenziale, che di fatto priva il diabetico, decine di migliaia di persone un tutta la regione, della possibilità di curarsi.

***

Le esequie di Egidio Archero dunque. A metà strada, inevitabilmente, tra cronaca e partecipazione anche un po’ autobiografica al lutto.

Esequie che però  - perciò - non sono soltanto un funerale, anche se gli occhi arrossati dal pianto ed i volti segnati dalle lacrime non si contano.

Sono esequie dove la speranza è palpabile, il dolore non ha l’ultima parola, la vita non è sconfitta, il  futuro non è esiliato.

Sarà perché tutti percepiscono nel proprio significato ulteriore, allusivo, simbolico, quel dono di cornee, reni e fegato che i familiari, sicuri interpreti della volontà di Egidio, hanno voluto rendere ad anonimi beneficiari, che perpetueranno anche qualche screzio di vita terrena del papà, del marito, di Francesca e Nicoletta.

Francesca oggi è veramente grande.

Grande non solo perché ha ormai preso la laurea, ultimo regalo che ha fatto a quel padre di cui è il ritratto, come il mistero di una natura benigna talvolta ci concede: vedere riflesso il papà nei tratti somatici della figlia.

E’  grande perché dimostra

– nel suo saluto, anch’esso parte del ricordo in video –

http://www.vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2479

di avere capito tutto del papà, di avere dato il giusto peso e valore ad una sapienza che si alimenta anche di ironia, prendendo sul serio la vita senza mai prendersi troppo sul serio.

Sicchè è inevitabile ricordare, sentendo Francesca, l’ultima occasione di incontro con Egidio.

Era da poco terminato l’anno scolastico e così gli parve naturale domandare ad Annamaria, che era con noi, come fossero andate le cose.

Dopo avere sentito il dettagliato resoconto, gli occhi si fecero sorridenti, preconizzando un grande anno in quarta elementare.

Francesca riesce a trattenere le lacrime fino alla fine. Altri non ce la fa.

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