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05/12/2009

MOMENTI DI GLORIA - Saranno tanto più veri quanto più sapremo conoscere i nostri limiti







MOMENTI DI GLORIA - Saranno tanto più veri quanto più sapremo conoscere i nostri limiti
I nostri limiti

Quando il record ha importanza…



 


Ci sono momenti in cui ognuno di noi si scopre a confrontarsi con le prestazioni di qualcun altro. Osservare il mondo sportivo con gli occhi degli esperti è sicuramente affascinante ma è talvolta deludente.


Se osserviamo una manifestazione sportiva in televisione potremo notare con elevato sgomento che i commentatori, che dovrebbero essere la fonte principale di divulgazione sportiva…, trovano un particolare e curioso piacere nel rimarcare gli errori degli atleti. Esistono donne che commentano una evoluzione sul ghiaccio di due persone che eseguono figure neanche avvicinabili all’umana specie, sogghignando sul fatto che hanno commesso una imperfezione… Si chiamano invidia e fastidio quelle temibili “signore” che attanagliano coloro che non sanno apprezzare il bello creato da altri. O forse, come diceva il cantautore, sanno dare buoni consigli perché non sono più in grado di sbagliare… .


A VOLTE SONO PIU’ SENSATI I COMMENTI DEL BAR SPORT


DI QUELLI TELEVISIVI


Nel mondo atletico sentiremo raccontare come frequente e normale che uno possa saltare con un solo balzo una distanza pari a quella di un camper e anche oltre. Quando un commentatore dichiara cosa banale saltare 8 metri, oppure dice che 10 secondi per correre 100 metri sono una cosa ormai semplice o che commenta come lento un passaggio dei 400 metri che neanche sotto “tortura” il creato umano nella sua maggior percentuale potrebbe mai percorrere nello stesso tempo, allora vuol dire che la follia sportiva della peggior specie è apparsa sul globo.  


Se questo è il mondo dei matti falliti che provano piacere a tirare coltri di fango contro i fenomeni, cosa dovremmo fare noi che magari cerchiamo di effettuare qualche “sgroppata” con la bici o qualche ora di fitness in palestra?


Ritirarsi a vita non solo privata ma deprivata del senso motorio potrebbe solo essere una sana opportunità per non vivere sentendosi denigrare. E’ curioso come si ritenga di èlìtes chi sa criticare perché conosce…


E invece dovrebbe proprio chi conosce capire il valore delle difficoltà, capire gli sforzi, gli aspetti nascosti che permettono la prestazione e aumentare il valore del gesto osservato.


Chi si sente bravo o chi si sente capace, proprio per queste motivazioni non dovrebbe distruggere il valore di quello che osserva. Noi possiamo valutare ciò che conosciamo mentre quello che non capiamo di solito ci conduce in due direzioni: o apprezzarlo intuitivamente o allontanarlo difensivamente.


Non si può capire tutto e conoscere ogni cosa, ma il bello di ogni situazione è che si può cercare di imparare in ogni momento. E si può anche cominciare a conoscersi meglio.


PRIMO: IMPARIAMO A CONOSCERE I NOSTRI LIMITI


Quando si affronta un percorso sportivo, il primo passo è quello di conoscere i propri limiti iniziali e cioè, ad esempio, quanto tempo siamo in grado di correre senza fermarsi, a che distanza lanciamo un oggetto o quanti chili solleviamo con un bilanciere, e via di questo passo.


Sono questi i valori di riferimento per il nostro record personale. Ogni altro tipo di valore ha un significato estremamente lontano da quello che possa essere un qualcosa di riferibile al nostro modo di essere fisico-sportivo.


Il cercare un riferimento esterno alle nostre capacità è uno stimolo che deve ispirare fiducia nei nostri mezzi, non annichilire le nostre aspettative. Capire che esiste qualcuno che è in grado di fare meglio di quanto noi siamo stati in grado di realizzare è anche un modo per comprendere che forse non si è né Superman né Wonder Woman,  e quindi rendere il “giusto omaggio” a noi stessi  e alle nostre gesta sportive, può essere definita “saggia cosa”.


Ma è in questi termini che bisogna cominciare ad agire affinché si possa cominciare a percorrere una strada di miglioramento fisico e, forse, anche mentale. Si dice che la scuola è maestra di vita così come la strada e tante altre cose… E anche lo sport può diventarlo con la sua necessaria disciplina e richiesta di regole per raggiungere obiettivi sia individuali che collettivi.


Addirittura, inerpicandosi attraverso le origini storiche del passato di alcuni sport, troviamo che alcuni sono nati con motivazioni fondamentali profonde, che coincidessero con valori di lealtà, sacrificio e senso del dovere individuale e di gruppo. Infatti è solo attraverso la continua applicazione di tali valori che si ottengono risultati.


Quindi, non sono importanti i risultati che altri raggiungono ma quelli che sono alla nostra portata e che dobbiamo cercare di avvicinare.


COCCOLIAMO IL NOSTRO “RECORD” PERSONALE


E’ per questo che, se vogliamo ragionevolmente muoverci in maniera oggettiva e non solo soggettiva nel panorama del nostro mondo fitness – sportivo, dobbiamo inserire dei “record” personali. Senza questi valori noi ci muoviamo a sensazioni, e, soggetti a stress e frustrazioni, esaltazioni e momenti felici, potremmo falsare quello che riusciamo a realizzare, sia nel bene che nel male.


Non siamo qui ad esaltare le prestazioni al fine di poter pensare che senza numeri non possiamo fare sport, ma siamo qui a considerare che poter valutare coscienziosamente il nostro operato ci conduce ad una maggiore consapevolezza dei nostri limiti e del nostro miglioramento. Oggi potrebbe essere qualche minuto in più di corsa, domani potrebbe essere qualche chilo in più sollevato e in futuro potrebbe essere qualsiasi cosa fatta nello stesso modo ma con minor fatica o fatta più velocemente a rappresentare un miglioramento del proprio record.


In un vecchio film veniva mitizzato un uomo che con una corsa verso un traguardo con un filo di lana da “strappare” vinceva una gara a dir poco epica. Ecco, questi “momenti di gloria” possono essere vissuti da ciascuno di noi, e forse tanti li hanno già realizzati. Ma per potersene rendersene conto è necessario che sappiamo riconoscerli, e che questo filo di lana sia per noi ben visibile.


Ricerchiamo con tranquillità i nostri limiti, non per ossessivamente bramare di superarli ma per coscienziosamente conoscerli e per stimare se e come e quando eventualmente raggiungerli e oltrepassarli.    


I record dei “grandi” sono tali perché eccezionali e realizzati da chi ha doti fuori del comune e anche i “meno record” degli altri atleti lo sono, anche e soprattutto alla faccia dei commentatori falliti che sciorinano inutilmente il loro “saper di sport” senza creare beneficio ma solo emettendo aria vacua che consola la loro vana vanità… .


Ma i record che ognuno raggiunge, il record che ciascuno supera, nello sport come nella vita, ha sempre un valore: enorme. E’ necessaria fatica ed impegno, sudore e sacrificio: per l’atleta assoluto come per il “casalingo”, quando si raggiunge il traguardo è sempre un momento di gloria. Basta, però, non crederci troppo.


 


Paolo Michieletto - paolo.michieletto@unito.it

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