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25/02/2020

COSA SUCCEDE SULLA SCACCHIERA? (34)





COSA SUCCEDE SULLA SCACCHIERA? (34)
Una foto di Edgar Colle

 

(Attilio Tibaldeschi)

 

Col progredire dell’esperienza, la scelta dell’impianto di apertura si restringe su linee di gioco più conosciute e/o più praticate con lo scopo di non dedicare troppo tempo in quella fase di gioco; non è raro vedere, anche ad alto livello, uno svolgimento “veloce” con l’esecuzione di una decina di mosse in 15-20 minuti.

Nel caso che uno dei due dedichi molto più tempo dell’avversario, può significare che si stia muovendo in un territorio poco praticato, mentre l’altro – si dice in gergo – si avvale delle “analisi casalinghe” svolte durante la preparazione della partita.

Un grosso sostegno lo danno i data base che raccolgono milioni di partite giocate nell’arco di quattro secoli, con aggiornamenti annuali di oltre 200.000 partite giocate in ogni parte del mondo e da tutti (o quasi) i giocatori.

In questo modo, è possibile arricchire la teoria delle aperture in profondità (anche 15-20 mosse) così come vedere quali sono le preferenze dell’avversario che si incontrerà.

Dato che questa Sezione è dedicata ai “primi passi” – a partire da cinque anni fa, si possono ripercorrere tutti sull’archivio di “Vercelli Oggi” –, la raccomandazione che facciamo è quella di puntare l’attenzione e la pratica su due-tre aperture col bianco e altrettante col nero.

Non è il caso di memorizzare la sequenza delle mosse per evitare di perder tempo a chiedersi perché l’avversario abbia (o non abbia) fatto la mossa secondo la sequenza imparata; spesso, da un’apertura si può giungere ad un’altra con semplici “inversioni” di mosse.

Un’apertura considerata molto solida, cioè piuttosto difficile da contrastare, è il così detto Sistema Colle che prende il nome dal giocatore belga Edgar Colle, più volte Campione del Belgio e morto a soli 34 anni.

Oltre alle sue prestazioni sportive, nei suoi avversari Colle lasciò il ricordo di una persona estremamente gentile, affabile e mosso da un senso di sportività raro.

Nel gioco era molto imprevedibile sia come attaccante che come prudente difensore e fu quest’ultima dote a riflettersi nell’impianto di apertura che prende il suo nome.

La sequenza delle mosse del Sistema Colle è: 1. d4, Cf6; 2. Cf3, e6; 3. c3, d5; 4. Cbd2, tuttavia si può arrivare anche attraverso sequenze diverse che prevedono una spinta “prudente” del pedone di Re che avanzerà di una sola casa solo per permettere il successivo sviluppo dell’Alfiere campochiaro e l’arrocco.

Solo dopo aver portato il Re al sicuro, il pedone di Re sarà spinto in e4.

Le varianti più comuni sono: 4. …, Cbd7 che sembra uniformarsi alla prudenza del Bianco; più aggressiva, da parte del Nero, sembra: 4. …, c5; 5. e3, Cc6 che mette le premesse per un attacco al centro.

Quest’apertura viene detta “universale” perché sembra che il Bianco non tenga conto – almeno nelle prime mosse – di ciò che fa il Nero il quale, da parte sua, trova molta difficoltà nello sfruttare i punti deboli del Bianco.

Questo vuol dire che è il meglio assoluto per il Bianco? Ad alto livello, quest’apertura è poco usata per l’atteggiamento troppo passivo, ma qui parliamo ai principianti ai quali diciamo di non farsi condizionare.

Stretta parentela col Sistema Colle esiste nel Sistema di Londra, così chiamato per essere stato adottato con una certa frequenza nel grande Torneo di Londra del 1922; per inciso, il Torneo fu vinto da Capablanca, fresco Campione del Mondo che distanziò di un punto e mezzo Alechin, il suo successore sul trono mondiale.

Anche in questo caso, c’è la possibilità di giungere alla posizione mediante trasposizione di mosse; qui, però, c’è il motivo strategico di portare in gioco subito l’Alfiere camposcuro secondo la sequenza: 1. d4, Cf6; 2. Cf3, e6; 3. c3, d5; 4. Af4.

Rispetto al “Colle”, questo Alfiere viene portato in gioco prima di 4. Cbd2, cosa che gli permette di fare pressione sulla casa e5 oltre ad evitare di trovarsi con un Alfiere Cattivo; questa definizione indica l’Alfiere che trova difficoltà a muoversi essendo le proprie case (in questo caso, nere) occupate da pezzi amici.

Se in apertura le condizioni che rendono un Alfiere cattivo possono cambiare, nei finali con pedoni bloccati, avere un Alfiere buono contro uno cattivo potrebbe fare la differenza.

Dopo la 4^ mossa del Bianco, l’apertura può proseguire con: 4. …, c5; 5. e3, Cc6; oppure con: 4. …, Cbd7; in preparazione delle spinte dei pedoni “c” ed “e”.

Ancora più aggressivo è il Sistema Trompowsky che prende il nome dal suo ideatore, il giocatore brasiliano Octavio Trompowsky coetaneo di Colle, ma decisamente più longevo.

In questo impianto, l’Alfiere camposcuro viene proiettato più in profondità nel campo nero, cosa che potrebbe avvenire fin dalla seconda mossa: 1. d4, Cf6; 2. Ag5, per minacciare il cambio del Cavallo in “f6” con conseguente Impedonatura; in realtà, questa presa favorisce leggermente il Nero che vede le sue linee aperte, dunque sfruttabili per una buona reazione.

Meglio, dunque, sviluppare alcuni pezzi per poi portare l’Alfiere ad “inchiodare” il Cavallo che si trova in “f6”: 1. d4, Cf6; 2. Cf3, e6; 3. c3, d5; 4. Ag5 con le scelte viste per gli altri sistemi.

 

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