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29/11/2019

RINALDO BIANCHETTI

Galleria di Campioni




RINALDO BIANCHETTI
Rinaldo Bianchetti

(Attilio Tibaldeschi)

 

Forse il titolo di Campione è un po’ forzato, ma è giusto riconoscere i meriti di chi, nel campo scacchistico, ha contribuito a scoprire i segreti che (ancora) riguardano il nostro bel gioco.

Questa volta, diamo spazio ad un Campione della Composizione, attività che si occupa dei Problemi e degli Studi.

Questa branca scacchistica permette di raggiungere titoli (e premi!) col solo uso della fantasia che non deve mai prescindere dalla tecnica.

Come già detto altre volte, il Problema è una composizione in cui si chiede la soluzione in un numero di mosse prefissato; la soluzione consiste in una mossa-chiave unica e da numerose mosse vincenti a seconda delle risposte di chi verrà mattato; in genere, ci sono posizioni che difficilmente si potrebbero trovare in partita viva.

Anche lo Studio è frutto di fantasia del compositore, ma in questo caso la disposizione dei pezzi è senz’altro più reale! L’unica difficoltà da superare, nel cercare la soluzione, è trovare l’unica sequenza di mosse per arrivare alla soluzione.

Mentre il Problema ha un enunciato del tipo: “Il Bianco muove e vince in X mosse”, lo Studio presenta enunciati diversi: “Il Bianco vince”, “Il Nero patta” indicando chi deve muovere per primo oppure: “Muove il Nero ed il Bianco vince (o patta)”.

Tra i Compositori di Studi più noti, un posto di rilievo lo ha avuto l’italiano Rinaldo Bianchetti che, oltre alle sue opere, ha dato un grosso impulso nella Teoria dei Finali; questo, ha permesso ai Giocatori successivi di condurre in porto la partita come …teoria comanda, con risultati che, precedentemente, erano lasciati all’estro (ed agli errori!)  del momento.

Nato a Genova il 17 Novembre 1882, frequentò il Circolo Scacchistico Genovese, intitolato a Luigi Centurini, altro grande studioso di teoria dei finali.

Gli studi di Ingegneria industriale e la successiva professione, gli permisero di frequentare il Circolo solo saltuariamente anche in considerazione del fatto che non fosse molto portato per l’agonismo e che giocasse quasi esclusivamente all’interno di esso.

Ritenerlo un semplice amatore, però, non era corretto dal momento che in alcune occasioni di incontri a Squadre – all’epoca, molto diffuse per aver la scusa di terminare l’incontro in …trattoria – si difese sempre con molto onore.

Restò famosa la sfida su 12 scacchiere col Circolo Milanese, in casa della forte compagine meneghina, nella primavera del 1921; a sorpresa vinsero i Genovesi e Bianchetti ebbe il suo momento di gloria – in quarta scacchiera – vincendo contro un avversario di maggiore esperienza.

Per onore di cronaca, nel successivo autunno, la gara di rivincita fu appannaggio degli ospiti con un punteggio più largo, ma in quella circostanza Bianchetti era assente.

Dedicandosi allo studio teorico, Bianchetti focalizzò la sua attenzione sui finali di pedoni sui quali, onestamente, c’è da perdere la testa.

Nel 1925, pubblicò la monografia Contributo alla Teoria dei Finali di soli Pedoni; vale la pena sottolineare che usò il termine “contributo” essendo una tessera faticosamente aggiunta al mosaico che molti studiosi cercavano di delineare.

Di sicuro, le idee da sviluppare venivano dalle partite vive, spesso oggetto di dispute post mortem tra grandi giocatori o studiosi; si componevano studi che miravano ad una dimostrazione delle singole idee, spesso con smentite clamorose!

Un grande studioso di finali, il francese André Cheron (1895-1980) ebbe a dire che i finali di pedoni presentavano difficoltà insormontabili, ecco perché preferì dedicarsi a quelli con i pezzi!

Il punto fondamentale di questi finali, riguarda la particolarità di certe case che risultano utili per la soluzione del quesito o del finale di partita viva; a seconda degli Autori, queste case vengono indicate come “corrispondenti” o “reciproche” o “coniugate” con significato uguale.

Nel duello tra Re (ma possono essere considerati anche i pezzi), diventa fondamentale la conquista di certe case che permetteranno di dare o minacciare lo scacco matto; in modo analogo, l’avversario potrà contare su case con lo stesso ruolo, rintuzzando le velleità nemiche, cioè sulle Case Reciproche.

Se le case reciproche sono in numero uguale, la partita finirà patta, ma se ad un colore ne manca anche solo una, il risultato arriderà a chi è più fornito e, ovvio, a condizione che la trovi!

La Figura 2 presenta un famoso Studio dell’inglese Locok la cui spiegazione visiva della soluzione fu proposta dal connazionale Tattersal che segnò sulla scacchiera le varie case reciproche utilizzando le lettere dell’alfabeto, dettando la regola: “Il Bianco vince se il Re muove in una casa che il Nero non ha come reciproca”; in seguito a ciò, il Bianco muoverà su una casa reciproca di quella in cui si trova il Re nero.

Della soluzione, citiamo solo la linea principale con le mosse migliori per entrambi i colori: 1. Rb1, Rh8; 2. Rb2, Rg8; 3. Rb3, Rg7; 4. Rc3, Rf7; 5. Rc4, Rg6; 6. Rd3, Rf6; 7. Rd4, Rg6; 8. e5, Rg5; 9. Re4, Rg6; 10. Rf4, Rh4; 11. exd6 dopo di che il Nero cederà anche il pedone in g4; i puntini neri riportano il solo percorso del Re bianco che, apparentemente capriccioso, è l’unico da seguire per poter avere ragione dell’avversario.

L’opera di Bianchetti fu oggetto di plagio da parte di uno studioso francese che era nientemeno che Marcel Duchamp, famoso esponente del Dadaismo oltre che scacchista di grande spessore; la polemica, riportata su L’Italia Scacchistica, rese giustizia al compositore genovese; di quella Rivista, Bianchetti fu collaboratore nei due periodi tra il 1923-’26 ed il 1946-’57.

Grazie al suo apporto alla teoria dei finali, Bianchetti fu insignito del titolo di Maestro ad honorem.

Oggi, con i programmi che giocano a Scacchi e che sono in grado di verificare tutte le mosse possibili se sulla scacchiera vi sono sei pezzi al massimo oppure di indicare le linee più promettenti quando gli attori sono più numerosi, risulta più facile verificare la correttezza degli Studi e, per i pigri, trovare la soluzione!

Uno Studio
Uno Studio "spaccatesta"


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