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26/07/2019

TEMPO D’ESTATE




TEMPO D’ESTATE
Francobollo celebrativo della missione Soyuz 9 nel corso della quale fu giocata la partita di Scacchi con gli avversari più lontani.

(Attilio Tibaldeschi)

 

D’accordo sul caldo (e relative tempeste!) di questi tempi, però, se si vuole parlare di Scacchi  si possono scegliere delle freddure o un …ventaglio di curiosità in cui le difficoltà del gioco passano in secondo piano.

  1. In tempo di svolgimento del Tour de France, dedichiamo il primo punto alla Francia: la prima Rivista di Scacchi fu fondata in Francia nel 1836, si chiamava “Le Palaméde” in onore del mitico eroe greco.

    Il fondatore fu il forte giocatore francese Louis-Charles de La Bourdonnais, unanimemente riconosciuto come il più forte giocatore del tempo (non esisteva ufficialmente il titolo di Campione del Mondo) e ad essa collaborarono molti forti giocatori del famosissimo  Café de la Régence di Parigi.

  2. E’ noto che, quando negli Scacchi si cattura un pezzo, si può usare il termine “presa” o il più prosaico e diretto verbo “ mangiare”.

    Un vegetariano di stretta osservanza si rifiutava di giocare a Scacchi perché non poteva …mangiare il Cavallo; dopo aver letto questa nota, si convinse a dedicarsi ad essi con minori remore!

  3. Nel 1844, si svolse il primo incontro scacchistico tramite telegrafo; ai due estremi, giocatori di Washington e Baltimora che sfruttarono la neonata linea telegrafica. A proposito di telegrafo, durante una partita giocata tra Stati Uniti e Russia, il grande Steinitz passò una notte in prigione perché sospettato di essere una spia dei Russi avendo inviato – via telegrafo – le mosse delle partite, scambiate per dei …messaggi in codice!

  4. E’ noto a tutti che, all’entrata dei locali da ballo, ci siano prezzi diversi a seconda se il Cavaliere sia da solo o con la Dama; un giovanotto, volendo fare lo spiritoso, chiese se ci fosse un prezzo speciale se entrava con gli Scacchi! La sua battuta non fu accolta e pagò il biglietto intero.

  5. La cattiva fama degli Scacchi che “…richiedono troppo tempo” è dovuta al fatto che per secoli si giocò senza limiti di tempo, tanto che qualcuno ne approfittava per rendere le partite mai finite.

    Un primo tentativo di regolamentare il tempo di riflessione di ogni giocatore, fu fatto introducendo delle clessidre, la cui gestione era molto scomoda; tuttavia, esse resistettero fino a oltre la metà del XIX secolo.

    Nel 1861, il match tra Adolf Anderssen e Ignaz von Kolisch vide l’uso di clessidre della durata di mezz’ora in cui ogni giocatore doveva eseguire dieci mosse; in questo caso, si parlò di “controllo del tempo” – ancor oggi vigente – cioè l’attribuzione di tempo aggiuntivo se si eseguiva un numero prefissato di mosse.

    Il primo orologio meccanico, fu adottato al Torneo di Londra nel 1883.

  6. Da sempre, esiste la lotta tra lavoratori che si accusano reciprocamente di “non battere un colpo” durante l’orario di lavoro; certi sospetti trovano giustificazione quando si scoprono i cosiddetti “furbetti del cartellino” che, piuttosto di oziare nel luogo di lavoro, si dedicano alle attività più disparate.

    Naturalmente, è anche possibile essere presenti “sul lavoro” e dedicarsi al dolce far nulla, magari stilando delle vere classifiche in cui i campioni sono sempre gli altri.

    La battuta più gustosa a questo proposito, fu la domanda che un tizio formulò ad un suo collega: “Lo sai che differenza c’è tra XXX (nome di un terzo collega) ed uno scacchista?” Alla risposta negativa del secondo, il primo rispose: ”Che lo scacchista ogni tanto muove un pezzo!”

  7. Alla fine del secondo conflitto mondiale, la Guerra Fredda non era ancora in atto e Stati Uniti ed Unione Sovietica decisero di dare vita ad un incontro a Squadre a distanza utilizzando la radio.

    Gli Americani erano alloggiati in un albergo di New York e la prima mossa del match fu eseguita dal Sindaco di allora Fiorello La Guardia; la Squadra dell’URSS, aveva come sede un Circolo di Mosca.

    L’incontro fu molto seguito da entrambi i Paesi, con un migliaio di spettatori nelle rispettive sale e numerosi servizi giornalistici.

    Anche se l’URSS era la prima volta che si esibiva, per di più di fronte alla Squadra vincitrice delle ultime Olimpiadi (Helsinki, nel 1937), il risultato arrise a coloro che avrebbero dominato il mondo per quasi tutto il XX secolo: sulle 10 scacchiere – con andata e ritorno tra gli stessi giocatori – i Sovietici vinsero 13 partite, ne pareggiarono 5 e ne persero solo 2.

    L’unico americano a vincere individualmente fu Herman Steiner, ma si pensi che Squadra avversaria giocavano due futuri Campioni del Mondo e due vicecampioni!

  8. Visto che siamo in tema di “TeleScacchi”, nel 1902 si svolse il primo incontro di Scacchi via radio con i due condottieri su due navi in navigazione; non si conoscono né chi guidava i due colori (probabilmente due Squadre) né l’esito.

  9. Dopo 68 anni – era il 9 Giugno del 1970 – la distanza tra gli avversari aumentò a dismisura se è vero che la partita si disputò tra il Centro di controllo di Bajkonur (in Kazakistan) e la navicella spaziale “Soyuz 9” su cui si trovavano gli astronauti Vitalj Sevastianov e Adrian Kamanian; la partita terminò patta dopo 36 mosse.

  10.  Dopo che San Pier Damiani – vissuto agli albori del secondo millennio – aveva definito gli Scacchi come "gioco libidinoso”, dunque proibito, la Chiesa diede il suo parere favorevole solo nel 1600 grazie ad un’opera di San Francesco di Sales che, nella sua “Introduzione alla vita devota”, dedica un capitolo ai divertimenti in cui vengono “sdoganati” gli Scacchi “…purché non si ecceda, per evitare che lo spirito venga appesantito da un impegno gravoso”.

    Prima di lui, Santa Teresa d’Avila aveva definito gli Scacchi come positivi nella sua opera “Cammino della perfezione”; per questo, Teresa è considerata la Patrona degli scacchisti.

     

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