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31/01/2019

GÉZA MARÓCZY, IL POLIEDRICO

Galleria di Campioni



GÉZA MARÓCZY, IL POLIEDRICO
Un'immagine della maturità di Maróczy

(Attilio Tibaldeschi)

 

L’aggettivo usato per definire Géza Maróczy, vuole riconoscere la ricca personalità di questo grande Campione, spesso dimenticato, purtroppo, anche da biografi o da commentatori tecnici.

Nato a Szeged (Ungheria), nota a noi come Seghedino, il 3 Marzo 1870, in gioventù respirò l’atmosfera particolare di un’Ungheria che, pur entrata a far parte dell’Impero Asburgico, aveva ottenuto di non perdere la sua identità nazionale.

Apprese il gioco da bambino, ma non mostrò particolari doti come fu, invece, per altri grandi scacchisti.

Compiuti i vent’anni, si trasferì, per motivi di studio, in Svizzera iscrivendosi ad Ingegneria ed arrivando alla laurea, sia pure con …comodo.

In quel periodo, si dedicò ad un’intensa attività scacchistica influenzato dai grandi eventi di quegli anni, in particolare – nel 1894 – dalla sfida mondiale tra Steinitz e Lasker che vide l’inizio del lungo regno del Campione tedesco.

Nell’anno successivo, fu organizzato un – oggi lo chiameremmo così – Super Torneo nella città inglese di Hastings che rimase a lungo l’evento scacchistico più importante, avendo radunato il Campione del Mondo in carica (Lasker), l’ex Campione (Steinitz) e numerosi pretendenti al titolo che avevano dominato il XIX secolo.

Ci fa piacere segnalare che, in quell’occasione, era presente Beniamino Vergani, un forte dilettante che, pur chiudendo la classifica all’ultimo postro, ottenne alcune vittorie di grande prestigio.

Al Torneo principale, ne fu affiancato uno per Dilettanti che fu vinto da Maróczy con sei vittorie ed una patta.

Non contento di aver dominato su avversari di non eccelso livello, pensò di sfidare l’astro nascente praghese Rudolf Charousek che si era messo in luce in una serie di Tornei nel breve arco di tre anni a spese di molti “mostri sacri”; non ebbe, però, l’opportunità di mostrare tutto il suo potenziale perché la tubercolosi lo stroncò ad appena 27 anni.

Il match con Charousek fu molto seguito e di livello elevato, ma Maróczy si dimostrò superiore in modo abbastanza netto; ad onore del vero, Charousek non gradiva le sfide e perse anche contro Mihail Cigorin che pure aveva superato in Torneo.

La consacrazione, avvenne nel Torneo di Norimberga del 1896, dove terminò al secondo posto, dietro al Campione del Mondo Lasker con cui pareggiò (ma Charousek ottenne una brillante vittoria) e davanti a grossi calibri come Tarrash, Pillsbury e Janowski.

Ottenuta …l’ammissione al “Club dei giocatori di vertice”, Maróczy prese una decisione sorprendente: diradò moltissimo il suo impegno verso gli Scacchi per dedicarsi all’insegnamento della Matematica in un liceo di Budapest!

Fece bene? Fece male?

Di sicuro, quando sentì nuovamente la sirena della scacchiera, nel periodo 1902-1907  inanellò una serie di buonissime prestazioni in tredici Tornei di cui ne vinse cinque ed in altri cinque giunse secondo.

Una curiosità di tipo regolamentare: nel Torneo di Montecarlo si impose sul secondo arrivato per un quarto di punto perché alla prima patta del Torneo, il regolamento attribuiva tre quarti di punto invece del tradizionale mezzo punto!

Col Torneo di Ostenda (Olanda), nel 1905, raggiunse il punto più alto della sua carriera, cosa che lo spinse a sfidare Lasker col titolo mondiale in palio; dopo tre tentativi, fatti con l’appoggio di Circoli prestigiosi, ma con una borse insufficienti o per ragioni contingenti.

Dopo il fallito ultimo tentativo, Maróczy accettò le circostanze e si consolò dicendo che forse Lasker fosse per lui un avversario troppo forte.

Attenuatosi il “sacro fuoco” degli Scacchi, si dedicò alla professione di ingegnare; l’unico (si fa per dire) contatto con gli Scacchi fu la pubblicazione di alcuni libri tra cui un Trattato generale, un Trattato di Teoria ed una biografia (più precisamente una raccolta di partite) di Paul Morphy, il grande giocatore americano.

Fece un’apparizione al grande Torneo di San Sebastian (Spagna) nel 1911 che, dopo un’assenza di alcuni anni, non fu per lui molto soddisfacente; là incontrò e fece amicizia col grande Raul Capablanca (il detronizzatore di Lasker) che per Géza ebbe sempre parole di grande ammirazione.

Il periodo più difficile della sua vita – era ritornato a Budapest – coincise col primo conflitto mondiale, durante il quale patì anche la fame; fortunatamente, alla fine della guerra trovò impiego in una banca, ma dovette lasciare nuovamente la Patria che era entrata nell’orbita sovietica.

La sua nuova residenza fu fissata a Londra dove ebbe modo di conoscere ed allevare nientemeno che la super campionessa Vera Mencik a quei tempi quindicenne.

Impegnato in un Torneo ad Amsterdam, notò un promettente giovane che si rivelò un altro futuro Campione del Mondo: Max Euwe!

Oltre che come giocatore, gli va riconosciuto il fiuto del talent scout!

Pur avanti negli anni, ebbe ancora da dire la sua quando partecipò alle prime Olimpiadi Scacchistiche (dopo due edizioni non ufficiali) in cui portò un prezioso contributo con 6 vittorie e 6 patte.

Data la sua età, era considerato “fuori moda” dai più giovani talenti ungheresi; per sciogliere il dubbio, Maróczy sfidò un rappresentante a scelta della Squadra: il povero Géza Nagy fu umiliato con 5 sconfitte, 3 patte e nessuna vittoria!

La caratteristica principale del suo gioco risiedeva nella grande capacità di resistere agli assalti, riuscendo a polverizzare tutte le bombe che gli avversari gli lanciavano; non era un difensivista (anzi, non disdegnava i Gambetti), ma piuttosto un creatore di muri “viscosi” che rendevano gli attacchi sempre più problematici da portare a termine.

Al nome di Maróczy è legata una variante della Difesa Siciliana.

Concluse la sua vita a Budapest il 28 Maggio 1951.

 

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