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28/01/2019

SE CI SONO ANCHE I RE




SE CI SONO ANCHE I RE
Figura 1

(Attilio Tibaldeschi)

 

Non è il caso di sorprendersi se, nel titolo, si parla della presenza dei Re quasi come un’ipotesi.

In realtà, questa puntata dedicata ai più esperti vuole essere una continuazione della precedente in cui si parlava di contrapposizione di un pedone contro una mini-catena di due; come abbiamo visto, l’esito della partita dipendeva essenzialmente da come erano posizionati (= in che traversa si trovava il pedone solitario) i pedoni.

Però (ovvio!), sulla scacchiera non possono mancare i Re ed è proprio da come sono posizionati che si può stabilire come finirà.

Tralasciando situazioni particolari in cui i Re sono lontani dalla lotta viva, vediamo quei casi in cui la fa da padrona l’Opposizione che deve essere conosciuta in tutte le sue sfumature se non si vogliono avere delle amare sorprese.

Se è chiaro che ogni traversa risulta essere diversa per i pedoni lanciati verso la meta di una promozione sul campo, per le colonne la cosa apparirebbe indifferente, ma anch’esse hanno le loro brave eccezioni!

Le colonne “di Torre” –  a” ed “h” – hanno qualcosa in meno rispetto a quelle più interne tutte dotate di due lati; quelle di Torre, invece, trovandosi ai limiti della scacchiera, si devono adattare ad uno solo mentre dall’altro c’è il nulla!

Esaminiamo la Figura 1 in cui i Re “deboli” hanno la certezza della patta proprio grazie alle particolarità delle colonne: sulla sinistra, il Re Nero non potrà essere scacciato dalla colonna “a” dal Re bianco che, a sua volta, non potrà staccarsi dal pedone, pena vederselo finire catturato.

Nella colonna di destra, il Re nero sarebbe nella posizione ideale davanti al proprio pedone, ma il Re bianco non gli permetterà altro che salire e scendere sulla stessa colonna, tenendolo “murato” sul bordo stesso.

Tornando al “due contro uno”, la Figura 2 illustra due posizioni tipiche di tanti finali il cui esito è determinato da chi deve muovere.

Partendo dalla posizione di sinistra, il Bianco riesce a pareggiare indipendentemente dalla mossa: se deve muovere il Nero (cioè il Bianco ha l’Opposizione), la mossa da fare sarà 1…, b4; 2. axb4+, Rb5; 3. Rb2, Rxb4, finendo in un caso della Figura 1.

Se, nella stessa posizione, dovesse muovere il Bianco (l’Opposizione sarebbe del Nero) sarà unica e determinante la mossa 1. Rd4, che impedisce al Nero di insinuare il proprio Re verso il pedone bianco; vediamo cosa succederebbe in caso di errore: 1. Rb2, Rd4; (il Nero mantiene l’Opposizione diagonale) 2. Rc2, Rc4; (conquista l’Opposizione verticale) 3. Rb2, Rd3; 4. Rb1, Rc3; 5. Ra2, Rc2; 6. Ra1, Rb3; ed il pedone bianco cadrà!

Nel caso in cui il pedone debole si trovasse nella casa di partenza, il risultato arriderà sempre alla parte più forte a meno che sia su colonna di Torre.

Se il pedone debole si trovasse in 3^, 4^ o 5^ traversa, diventerebbe determinante l’Opposizione: non dovendo muovere (cioè avendo l’Opposizione) si patterà, in caso contrario si soccomberà;  facendo riferimento alla parte di destra della Figura 2: 1. Rf3, Rh5; 2. Rg3, Rg5; 3. Rf3, Rh4; 4. Rf2, Rg4; 5. Re3, Rg3; 6. Re2, Rf4; 7. Rd3, Rf3; 8. Rd2, Rxe4 con vittoria.

Con l’Opposizione al Bianco, il Nero potrà fare il tentativo: 1…, f5; 2. exf5+, Rf6; 3. Rf3, Rxf5; 4. Re3, e4; 5. Re2, Rf4; 6. Rf2, (fondamentale mantenere l’Opposizione!) e3+; 7. Re2, Re4; 8. Re1, Rd3; 9. Rd1,(altra Opposizione fondamentale!) e2+;  10. Re1, Re3; Stallo!

Visti i casi più comuni e semplificati, il tema è ben lontano dall’essere esaurito specie se i Re non si trovano nei dintorni dei pedoni; tuttavia, queste poche regole fondamentali possono essere sufficienti a non compiere gli errori più grossolani.

Se, infine, i due pedoni contro uno sono ancora distanziati di due o tre traverse, la parte più forte deve spingerli con prudenza e possibilmente spingendo prima quello che si trova su colonna libera e poi facendosi affiancare da quello sulla colonna su cui c’è il pedone avversario.

Oltre che nei finali di partita, la conoscenza in questo ambito è utilissima per la composizione e la risoluzione degli Studi artistici.

Figura 2
Figura 2


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