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31/12/2018

FUOCHI DI FINE D’ANNO




FUOCHI DI FINE D’ANNO
Inizia la marcia verso il Nuovo Anno

(Attilio Tibaldeschi)

 

Mentre il 2018 si avvia al termine, molti redigono vari  bilanci, altri sono impegnati nel vedere gli avvenimenti (sogni?) del prossimo 2019, altri ci scherzano su, rimandando a …data da destinarsi le cose più serie.

Pescando nel mondo degli scacchisti, salutiamo il vecchio anno – e salutiamo il nuovo – con una piccola serie di razzi pirotecnici.

  1. Poco più di un secolo fa, in un Torneo a Bagdad, il giocatore arabo Arachnid Khayam ebbe la meglio su di un quotato giocatore tedesco che non resse al logorio psicologico dell’avversario; quando toccava a lui la mossa, Khayam muoveva la mano avanti e indietro sul pezzo da muovere e ripeteva in modo ossessivo: “Io ci sarò ancora quando tu non ci sarai più!”.

    Oggi, un comportamento simile verrebbe sanzionato, ma molti giocatori hanno una simile propensione al disturbo, non come Khayam, ma almeno ispirato a lui.

  2. Regola fondamentale del gioco è conoscere il Regolamento!”, così ironizzava un forte giocatore italiano su chi dimostrava ignoranza in merito.

    Durante la Finale di selezione dello sfidante al Campione del Mondo – regnante il famosissimo Bobby Fischer – tra Victor Korchnoj e Anatolij Karpov, l’Arbitro dell’incontro rimase di stucco quando Korchnoj gli chiese se potesse arroccare con la Torre sotto presa; alla risposta affermativa, Korchnoj si giustificò dicendo che era la prima volta che gli succedeva in carriera!

  3. Questa la raccontò lo scrittore Giuseppe Pontiggia che capì immediatamente che gli Scacchi non erano un’attività per lui molto attraente.

    Portato a casa di un forte giocatore, gli fu mostrata la biblioteca (a metà del secolo scorso, i libri e le riviste erano l’unica fonte di conoscenza scacchistica) che conteneva qualche migliaio di volumi; quando il Maestro gli disse che doveva leggerne almeno la metà, il giovane Pontiggia decise di dedicarsi alla scrittura!

  4. In molte località si giocano partite a “Scacchi viventi” in cui prevale l’aspetto coreografico sulla tecnica che, peraltro, è di alto livello essendo la riproposizione di una partita famosa; tra le località più note al mondo, c’è Marostica (VI) la cui piazza diventa un teatro all’aperto con molti figuranti in ricchi costumi.

    Alla fine del secolo XIX, in Irlanda si costituì un’Associazione chiamata “Scacchi viventi” i cui Soci interpretavano i figuranti che si esibivano – con spettacoli itineranti – a scopo benefico.

  5. Molti conoscono Benjamin Franklin come politico ed inventore, ma pochi sanno che era un discreto giocatore di Scacchi e che scrisse il libro “La morale degli Scacchi” in cui trova alcune analogie tra il gioco e la diplomazia.

    Volendo imparare l’Italiano con un amico americano – anch’egli buon scacchista ed attratto dalla lingua di Dante – escogitò questa tecnica: chi perdeva a Scacchi s’impegnava ad imparare una regola grammaticale od a leggere un brano scritto nella nostra Lingua; entrambi raggiunsero un livello di conoscenza più che accettabile.

  6. Istvan Szechenyi, politico e scrittore ungherese, fu il fondatore dell’Accademia Magiara delle Scienze e ebbe altri interessi che lo portarono, ad esempio, ad imparare l’Italiano e l’Inglese al fine di leggere le grandi opere letterarie in versione originale; anche gli Scacchi stimolarono il suo interesse, tanto da portarlo quasi alla follia! Arrivò a stipendiare uno studente bisognoso perché giocasse con lui per 10 – 12 ore al giorno (se ci fossero stati i Sindacati!) fino a calmare la sete di gioco nel giro di alcuni mesi.

    Rimessosi in salute, la follia passò …al povero studente!

  7. Quando si dice che non è mai troppo tardi, quindi c’è speranza per tutti.

    Il Maestro argentino Julio Bolbochan ottenne il titolo di Grande Maestro alla bella età  di 57 anni dopo aver vinto consecutivamente due Campionati argentini. Già suo fratello Jacobo aveva raggiunto il titolo di Maestro Internazionale dopo un’analoga “doppietta”, più di dieci anni prima, all’età di 59 anni! Sarebbe interessante sapere se qualche loro discendente ha migliorato la tendenza al miglioramento.

  8. In occasione del Campionato del Mondo del 1886, il grande Wilhelm Steinitz protestò perché la scacchiera aveva le case bianche e rosse; la ragione risiedeva nel fatto che egli era affetto da Daltonismo per il rosso!

  9. Nel 1982, si svolsero le Olimpiadi Scacchistiche in Svizzera nella città di Lucerna e, al momento del primo turno, mancava la Squadra dell’Uganda.

    Dopo un “giro” di telefonate, si venne a sapere che gli scacchisti africani si erano recati a Lugano dove, peraltro, le Olimpiadi si svolsero nel 1968.

  10. Un Maestro di Scacchi americano scrisse un testo, nel 1939, dall’accattivante titolo “Il Bianco muove e vince”; successivamente all’uscita del libro, partecipò ad un Torneo a Dallas (Texas) in cui vinse tutte le partite in cui ebbe il Nero e perse tutte quello col Bianco.

    Forse, gli avversari che lo batterono avevano letto il suo libro e trovato i punti deboli della sua teoria?

     

    *    *    *

     

     

    BUON        2019

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