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23/10/2018

DUE CONTRO UNO






DUE CONTRO UNO
Figura 1

(Attilio Tibaldeschi)

 

Parlando di Catene di pedoni, abbiamo visto che la loro lunghezza può variare di molto e che possono essere molto lunghe specialmente nelle fasi di Apertura; anzi, alcune aperture prevedono la creazione lunghe catene che spesso si bloccano vicendevolmente.

Se non si vuole finire con una situazione bloccata, sarà necessario ricorrere alle pratiche che abbiamo visto, in altre parti della Rubrica, con i vari attacchi alla loro base, alla loro “pancia” o alla cima.

Fatalmente, se la partita non rimane bloccata (con un conseguente risultato di parità), le catene sono destinate a ridursi, riducendosi a “moncherini”, a volte in punti distanti della scacchiera e/o posti su traverse diverse.

Molto comune è la situazione di vedere catene ridotte a due soli pedoni contrastati da un solo …anello, resto di una precedente catena.

Durante i primi approcci alla Teoria scacchistica, nei primi anni di frequenza del Circolo Scacchistico Vercellese, mi colpì l’affermazione secondo cui: “…un pedone può fermarne due avversari”!

Il riferimento era rivolto ad una piccola catena di due pedoni che veniva contrastata da uno solo avversario, posto sulla stessa colonna di quello più avanzato, ma che impediva l’avanzamento a quello arretrato pena la cattura.

E’ intuibile, però, che il termine “fermare” sia da riferirsi alla possibilità di arrivare a promozione prima del pedone avversario ed impedirgli la stessa cosa.

Nella Figura 1, si può vedere facilmente che – con la mossa al Nero – le situazioni sono ben diverse: nella parte di sinistra, con le mosse 1. … b4; 2. axb4, a3; 3. b5, a2; 4. b6, a1=D; 5. a7, Db1; e il Nero vince!

Il destino dei pedoni centrali, invece, è abbastanza chiaro dal momento che i pedoni verranno promossi in successione, decretando una situazione di parità.

Per i pedoni posti sulla destra, il discorso è inverso a quello fatto per i primi, ma questa volta a prevalere saranno i Bianchi.

Naturalmente, questi discorsi valgono solo dal punto di vista teorico perché nella figura non compaiono neppure i Re (unici pezzi che devono essere sulla scacchiera obbligatoriamente!) o altri pezzi che possono rendere le cose ben diverse.

Allora, mettiamoli questi Re!

Anche qui, tutto dipende dalla posizione presente sulla scacchiera. 

Poniamo l’attenzione alla Figura 2 che non deve spaventare per i troppi …galli nel pollaio! Si tratta di un esempio che riporta tre diverse possibilità, le prime due nel Quadrante Sud-Ovest e nel Quadrante Sud-Est; la terza a cavallo dei due restanti Quadranti.

Oltre al posizionamento dei Pedoni, è fondamentale tener conto dell’Opposizione che, il più delle volte, giova a chi non ce l’ha; anche se i più esperti lo sanno, tale situazione permette di compiere manovre sulla scorta dei movimenti del Re avversario, dunque è meglio lasciare la mossa a lui!

Immaginando che sulla scacchiera ci sia solo la posizione del quadrante S-O, diventa indifferente avere la mossa o meno perché tutto si risolverà in Patta.

Se tocca al Bianco, ci sarà – tra diverse scelte – la sequenza: 1. Rc1, b3; 2. Rb1, bxa3+; 3. Rxa3, Rb4; 4. Ra1, Rb3; 5. Rb1, a2+; 6. Ra1, con posizione di Stallo o di cattura del Pedone nero; naturalmente, non sono previste le mosse errate (il Re bianco non può allontanarsi dalle colonne a, b e c) perché si deve sempre ragionare in termini di mosse migliori.

Questo primo esempio, permette di formulare la “regola”: “Se il Pedone debole si trova su colonna di Torre (a o h), col Re vicino e su una traversa qualsiasi, il risultato è di parità”.

Nel secondo caso (quadrante S-E), il Pedone debole si trova alla casa di partenza, ma non su colonna di Torre: in questo caso, la parte debole soccombe indifferentemente dal tratto, ad esempio: 1. Rh1, g3; 2. Rg1, g2; 3. Rh2, Rg4; con Aggiramento e cattura del pedone bianco.

Le varianti legate a questa posizione sono molto istruttive perché, oltre a tener conto dell’opposizione, si fanno esperienze sull’aggiramento e sulla Triangolazione.

In conclusione, si può affermare: “Se il Pedone debole è nella casa di partenza di una colonna non di Torre, soccombe in ogni caso”.

Quando il Pedone debole si trova su altre traverse (3^, 4^ e 5^), entra in gioco il possesso o meno dell’opposizione: senza opposizione si perde, con essa si riesce a pattare; una delle sequenze possibili senza opposizione: 1. Rf5, d6; 2. cxd6+, Rxd6; 3. Re4, Rc5; 4. Rd3, Rb4; 5. Rc2, Rc4; 6. Rb2, Rd3; con accompagnamento del Pedone a promozione.

Se l’opposizione ce l’ha la parte debole (cioè, deve muovere il Nero), il cammino verso la patta sarà più facile dal momento che il Re bianco riuscirà a portarsi davanti al superstite Pedone nero: 1. … d6; 2. cxd6+, Rd7; 3. Rd4, Rxd6; 4. Rc4.

Con posizionamenti diversi dei Re, le cose diventano da…mal di testa, per cui cercheremo di vederle a piccole porzioni.

 

Figura 2
Figura 2


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