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21/09/2018

CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (35)




CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (35)
Bobby Fischer, ai tempi della sua massima popolarità

Nel prossimo anno, il Circolo Scacchistico Vercellese compirà il 50° “compleanno”, cosa che ha già fatto mettere sul tavolo le idee per i prossimi festeggiamenti; alcune di esse sono in fase di preparazione avanzata, altre verranno concretizzate nei mesi a venire.

Andando a curiosare nell’annata di cinquant’anni fa della Rivista “L’Italia Scacchistica” – una delle Riviste più antiche al mondo, ma ormai sparita dal panorama editoriale –, si possono raccogliere alcune curiosità.

 

 

  • Nel 1968, dai resoconti sull’attività federale, Vercelli non aveva ancora un Circolo, anche se diversi giocatori si incontravano nei Caffè fin dagli anni ’30.

    La Provincia, però, poteva contare ben due Circoli federati: Biella e Cossato; il primo contava 82 Soci mentre il secondo ne contava 15.

     

  • Il Torneo di Sousse (l’antica colonia fenicia, chiamata Susa, in Tunisia ), valido per la selezione dello sfidante ufficiale del Campione del Mondo, fu uno dei più incredibili avvenimenti, non solo per gli Scacchi, ma per le vicende extrasportive.

    Sapendo che in quell’occasione era presente il capriccioso Bobby Fischer, tutto sembra più …normale.

    L’episodio più divertente fu in occasione di una partita che doveva giocarsi il Venerdì, quando il Campione aveva chiesto – con un altro giocatore, per motivi religiosi – di spostare l’orario della partita a dopo il tramonto del Sabato.

    Gli organizzatori (ingenui!) credettero di risolvere il problema mettendo il “ricupero” di quella partita in uno dei giorni di riposo, ma restarono senza parole quando Fischer rispose: “I giorni di riposo sono fatti per riposare, non per giocare a Scacchi!”.

    Per non far mancar nulla al suo personaggio, in quel Torneo continuò a lamentarsi degli accordi tra giocatori dell’Unione Sovietica che pattavano d’accordo tra loro, ma si impegnavano alla morte contro …di lui!

    Alcuni dicono che fu espulso dal Torneo, altri che lui lo abbandonò, anche se era in testa con un vantaggio notevole; di certo, dovette rimandare ad altra occasione il sogno di diventare Campione del Mondo.

     

  • Nel numero di Febbraio de “L’Italia Scacchistica”, si riporta un lungo articolo ripreso dalla Rivista “Schachmatyy Bulletin” e riguardante la “Forma sportiva”.

    Malgrado l’opposizione di molti puristi attuali, già cinquant’anni fa gli Scacchi erano considerati uno Sport, con caratteristiche peculiari riguardanti per lo più la mente che, tuttavia, doveva essere sorretta da una forma fisica più elevata possibile.

    La buona forma di uno scacchista è la disposizione di tutte le sue forze per ottenere il miglior risultato sportivo (…) la tensione nervosa, provoca variazioni della pressione arteriosa che uno stato di salute generale buono riesce a superare,  viceversa si rischia la patologia! (…) la preparazione fisica, decisiva per un praticante il Calcio o l'Atletica, è dunque importante anche per lo scacchista”.

    Tra i consigli orientati alla preparazione psicologica ed alla preparazione teorica, l’Autore cita comportamenti igienici relativi al cibo, al sonno, alla respirazione, ma anche alla “tempra dell’organismo” con alternanza di docce calde e fredde!

    Naturalmente, banditi fumo ed alcool malgrado l’apparente benessere che possono dare momentaneamente!

     

  • Cinquant’anni fa, al Mondo c’erano circa 70 Grandi Maestri la cui metà abbondante si trovava dietro alla “Cortina di ferro”.

    In un’intervista su temi scacchistici vari, con le stesse domande poste a 7 GM, molti hanno detto di aver iniziato a giocare quasi per caso e che gli Scacchi hanno avuto un ruolo che è andato ben oltre il successo sportivo come: la misura delle capacità personali, la sete di conoscenza, la logica di una lotta che, talvolta, termina in modo …non logico!

    Molto prudenti, ma fondamentalmente scettici, nei confronti delle macchine che giocavano a Scacchi; qualcuno, però, era possibilista visto che alla ricerca si stava dedicando l’ex Campione del Mondo Mihail Botvinnik.

    Sicuramente, oggi sarebbero sbalorditi per i risultati ottenuti da programmi anche non molto “forti”, cioè che, nei Campionati a loro dedicati, sono in fondo alle classifiche.

     

  • E a proposito di Grandi Maestri, in un’intervista ad uno dei primi GM ufficialmente riconosciuti Aleksandr Kotov, il grandissimo divulgatore tuonava contro il “decadimento” del livello dei Giocatori dell’Unione Sovietica che, pur contando diciotto GM al di sotto dei vent’anni, da oltre un decennio non vincevano il Mondiale Giovanile! Escludendo la punta luminosissima di Bobby Fischer nel 1972, il Campionato del Mondo fu appannaggio, fino al 2000, di un giocatore dell’URSS o originario di una delle sue Repubbliche, dunque Kotov si lamentava con non troppe ragioni.

    Tra le cause della perdita d’importanza (e influenza!) dell’URSS, egli citava il fatto che il titolo di GM fosse “inflazionato”: “Ci sono tanti GM ma non tutti lo sono realmente!”.

    Chissà cosa direbbe se sapesse che oggi i GM al mondo sono più di 1200?

     

  • Nei quarti di finale del Torneo dei Candidati al ruolo di sfidante del Campione del Mondo, il lettone Mihail Tal – già Campione del Mondo nel 1960 – venne intervistato ed il giornalista gli chiese quali ruoli preferisse sua Moglie che era un’apprezzata attrice di teatro; Tal, che era spiritosissimo, rispose che lei preferiva le tragedie perché lui era più adatto al repertorio leggero!

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