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31/12/2016

CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (28)




CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (28)

(Attilio Tibaldeschi)

 

Per una lettura un po’ più rilassante del solito, citiamo alcune curiosità che riguardano il nostro mondo con la speranza di invogliare qualche Lettore ad avvicinarsi ad esso o, almeno, suscitare un po’ di curiosità.

  • Accettando il dato per quello che è, è stato calcolato che le possibili combinazioni di pezzi che potrebbero verificarsi sulla scacchiera è stimato intorno a 10 elevato alla 120^ potenza! Come confronto, si calcola che gli elettroni presenti nell’Universo siano circa 10 alla 79^ potenza mentre dalla nascita della Terra sono trascorsi 10 alla 18^ potenza di secondi!

  • Non sappiamo quali siano stati i calcoli, ma pare che la partita teoricamente più lunga dovrebbe durare 5949 mosse.

  • Ai principianti si insegna di portare in gioco velocemente i pezzi ed arroccare il più in fretta possibile; nel 1966, il Grande Maestro bulgaro Bobotzov arroccò alla 46^ mossa nella sua partita contro lo jugoslavo Ivkov.

  • Di sapore proibizionistico fu l’irruzione della polizia di Cleveland (USA) durante un Torneo di Scacchi nel 1973: fu arrestato l’Arbitro del Torneo con l’accusa di istigazione al gioco d’azzardo (il montepremi previsto in quasi tutti i Tornei) e sequestrati i “dispositivi di gioco” come le scacchiere e gli orologi.

  • E’ noto che il Cavallo può passare su tutte le case della scacchiera in 63 mosse (la 64^ casa è quella di partenza), talvolta con dei percorsi che, tracciati sulla scacchiera, possono avere anche un certo contenuto artistico; altri percorsi generano, numerando le case in modo progressivo, dei quadrati (quasi) magici in cui la somma dei numeri sulle colonne e sulle traverse è uguale. Chissà quanti di questi percorsi non sono ancora stati scoperti, visto che ammontano a circa 122 milioni!

  • Altrettanto nota è la regola che permette al pedone di muovere di uno o due passi quando viene mosso per la prima volta; come fu per il movimento di altri pezzi, nel gioco originale, questo non era permesso, ma la regola fu codificata in Spagna intorno al 1280.

  • La scacchiera che siamo abituati a vedere (in particolare nelle stampe) alterna i colori bianco e nero per un’evidente  contrapposizione non solo cromatica.

    Spesso, nei Tornei più importanti che ospitano i Campioni, troviamo scacchiere di legno con dei sensori che permettono di trasmettere sullo schermo del PC le mosse di ogni partita; in questo caso, i colori sono quelli dei legni più comuni (acero, bosso, ebano, rosa, ecc.) e con la onnipresente (e meno costosa!) plastica si possono fare delle imitazioni che appagano l’occhio.

    Nulla impedisce, però, di vedere scacchiere con abbinamenti di colori vari, alcuni anche piuttosto fastidiosi.

    Quando la scacchiera era rappresentata su carta (pergamena), il lavoro richiesto per colorare diversamente le case induceva a lasciare il graticcio indistinto; solo intorno al 1090 si cominciarono a distinguerle con diversi colori.

  • Le Donne, si sa, sono i pezzi che si muovono più velocemente insieme alle Torri ed agli Alfieri; rispetto a questi pezzi, però, esse sommano i due movimenti rendendole così pericolose e potenti.

    Facendo riferimento alle nostre dolci metà, le Donne amano molto andare a spasso, chiacchierando e/o soffermandosi davanti alle vetrine.

    Nel Torneo di Londra del 1882, nella partita Mason – Mackenzie,  la Donna del Bianco mosse per 72 mosse consecutive! Chissà cos’avrà detto il suo Re al ritorno a casa!

  • Non è raro, specie tra i principianti, vedere esaurire le partite con una girandola di catture che portano velocemente al finale.

    Nella partita Thorton – Walker del 1992, la prima cattura si verificò alla mossa numero 101!

  • Un ultimo avviso …pubblicitario: il gioco degli Scacchi è raccomandato dagli Psicologi come pratica efficace per migliorare la memoria e come freno per l’avanzare del morbo di Alzheimer; più complesso è il discorso relativo al rafforzamento dell’intelligenza, anche se il gioco interessa settori diversi della mente e della personalità.

    In molte ricerche – fece notevole impressione quella condotta nel 2011 e coinvolgendo più di 100 Scuole in tutta Italia – si sono dimostrati gli effetti positivi sui risultati scolastici dei giovani studenti, così come sulla personalità di giovani altrimenti destinati all’emarginazione.

     

     

     

Un felice 2017 a tutti i Lettori

 

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