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23/11/2016

DEBOLE? ADDIRITTURA BUCATA!





DEBOLE? ADDIRITTURA BUCATA!
Figura 1

(Attilio Tibaldeschi)

 

Assodato che il piano strategico – l’essenza degli Scacchi – serve a creare una posizione favorevole che verrà sfruttata grazie alla componente tattica, vale la pena ricordare che la strategia si prefigge di ottenere vantaggi di natura diversissima sia come utilizzazione ottimale dello spazio a disposizione e sia con la valorizzazione massima dei pezzi.

Per quanto riguarda lo spazio della scacchiera, senza dimenticare l’importanza delle linee percorse nel movimento dei pezzi, la fa da padrona quella rivestita dalla singola casa, con espressioni del tipo casa debole o casa forte che, a loro volta, danno origine a linee deboli o forti e, di conseguenza, a posizioni deboli o forti.

Ovviamente, i due termini sono speculari per i due colori, proprio come succede nel caso degli scambi commerciali in cui si ha una vendita se c’è un acquisto, ma di qui a dire che, in tale circostanza, la partita sia decisa equivale a dire che la concessione di un calcio di rigore – il riferimento allo Sport più conosciuto è d’obbligo – che spezzerebbe un equilibrio in un incontro determinante sia garanzia del successo finale.

Attori principali nella creazione di una casa debole o forte sono i Pedoni che costituiscono l’ossatura principale degli schieramenti; già il grande giocatore francese Philidor li definì “…l’anima degli Scacchi” lasciando intendere che non possono essere paragonati alla “carne da cannone” di infausta memoria, ma devono essere mossi in coordinazione con i pezzi e gli altri pedoni.

Particolare non indifferente è che il pedone non può retrocedere, dunque assume un’importanza notevole la sentenza di Steinitz, il sostenitore più accanito della Strategia, quando diceva: “Ogni spinta di pedone, provoca una debolezza” e facendo capire che quel pedone non potrà più difendere la casa che difendeva prima.

In modo molto semplice, nell’analisi di una posizione può essere sufficiente togliere tutti i pezzi, Re compresi, dalla scacchiera – durante gli allenamenti, non in partita! –e osservare quella che viene detta la struttura di pedoni.

Di ognuna, si possono rilevare pregi e difetti e, solo dopo anni di studio approfondito ed applicato in partita, si può vedere la differenza tra il giocatore dilettante ed il Campione.

La casa debole viene definita tale se non può essere difesa da un pedone; il perché sta nel fatto che anche nel nostro gioco vige la regola della difesa più economica: difendere un proprio pezzo con un pedone è molto meglio che farlo con un altro pezzo che potrebbe essere impiegato ad altri compiti.

Escludendo condizionidisperate, evitare che il pezzo che difende sia la Regina!

Nel caso di una casa debole, il disagio si complica se essa è controllata da un pedone avversario; in questo caso si parla di “hole”, termine usato nel gergo internazionale e da noi Italiani tradotto semplicemente in “buco”; per la verità, il termine inglese viene usato indifferentemente per la sola casa debole e quella anche controllata da un pedone avversario.

Esaminata e valutata la struttura dei pedoni, molte debolezze scompaiono per la presenza dei pezzi, ma si sa che i pezzi devono anche muoversi, dunque le debolezze possono evidenziarsi con maggior forza.

La debolezza di una casa dipende da alcuni fattori come:

  • la possibilità di essere attaccata da un pedone avversario

  • la vicinanza alle proprie linee che porterebbe il nemico in …casa

  • la facilità di essere controllata a distanza da un pezzo avversario

    Se un pedone si trova in una casa debole, risulta debole a sua volta.

    In definitiva, la battaglia sta tutta lì: ogni giocatore cerca di sfruttare le case deboli del contendente e rafforzare le proprie case forti.

    Un esempio di applicazione della strategia dello sfruttamento delle case deboli può essere illustrato con un semplice ragionamento (d’altra parte, gli Scacchi sono anche un esercizio di logica): se l’avversario ha una casa debole di colore bianco, cercherò di eliminare il suo Alfiere campochiaro, se ci sono dei difensori è necessario toglierli di torno con opportuni cambi di materiale; se possibile, occupare la casa (che è forte per l’occupante) con un pezzo che non potrà essere rimosso tanto facilmente e perciò definito “Avamposto”.

    Il pezzo più adatto per occupare un avamposto è il Cavallo.

    Certo, le cose non sono così semplici perché durante la partita si affollano idee a decine e tutte devono essere calcolate e valutate con la massima precisione, in più, difficilmente le debolezze sono tutte da una parte per cui spesso c’è una “corsa” ad arrivare sulle debolezze prima dei pezzi di colore opposto.

    La Figura 1 è stata ricavata dal testo: “Enrico PaoliStrategia e Tattica nel gioco degli ScacchiMursia 1967” su cui si sono formate generazioni di scacchisti italiani.

    Esaminando la disposizione dei pedoni bianchi, elenchiamo le debolezze che sono le case: a3, a4, b3, c3, c4, d3, e3, g3; per i Neri, risultano deboli le case: a5, a6, c5, c6, f6, h6.

    Quando, poi, la casa debole viene occupata da un pezzo avversario, la valutazione della posizione può essere molto diversa perché le debolezze sono a loro volta diverse: un Cavallo nero posto in g3 occupa una casa debole, ma può essere scacciato da un pezzo bianco come, ad esempio, un Alfiere.

    Però, se il Cavallo occupasse la casa debole c4, sarebbe molto più difficile farlo allontanare.

    Facendo un semplice conteggio, si vede che il Nero ha due debolezze in meno, frutto della mancata spinta di tre pedoni contro un solo pedone non spinto del Bianco.

    Ipotizzando una posizione come nella Figura 2, portiamo il Cavallo bianco in e5; la Regina nera (attaccata dal Cavallo) dovrà essere spostata dando l’illusione al Cavallo di aver messo …gli zoccoli su una casa debole del Nero.

    A sua volta, il Nero potrà scacciare il fastidioso Cavallo con la spinta f6; è vero che l’equino dovrà retrocedere, ma così ha creato una debolezza nel pedone e6.

    Si continuerà in tal modo fino a che uno dei due dimostri maggiore profondità nella visione di quello che sarà lo schieramento futuro; in caso contrario, sarà una salomonica patta!

Figura 2
Figura 2


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