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28/10/2016

COSA SUCCEDE SULLA SCACCHIERA? (23)





COSA SUCCEDE SULLA SCACCHIERA? (23)
La Difesa Alechin in una delle sue varianti

(Attilio Tibaldeschi)

 

Continuando sulla strada delle Aperture in cui il Nero risponde in modo asimmetrico, entriamo in una parte della teoria un pochino più esplorata anche se comprendente soluzioni ben poco adottate almeno ad alto livello.

Una delle risposte peggiori – secondo gli esperti – ad 1. e4, è 1., f6, che racchiude in sé una serie di negatività la principale delle quali è l’indebolimento della struttura dei pedoni sul lato di Re, quello in cui normalmente si arrocca.

Il nome di quest’apertura – chiamata Difesa Barnes – deriva da Thomas Wilson Barnes che volle giocare col Nero la stessa prima mossa (simmetrica) che faceva col Bianco eseguendo come prima mossa: 1. f3 e dando vita all’Apertura Barnes.

La motivazione di queste scelte, coi due colori, derivavano dal fatto che riteneva 1. e4 un errore!

Dopo la risposta del Nero, la partita continua con l’occupazione del Centro da parte del Bianco 2. d4, cui segue d6; e il Nero dovrà sbrogliarsi con difficoltà.

Malgrado non sia annoverato tra le grandi personalità – era giocatore di media categoria – Barnes fece scalpore una sua vittoria contro un Campione come Paul Morphy giocando proprio quella Difesa! Per la verità fu uno dei pochi giocatori che riuscirono a vincere un cospicuo numero di partite al Campione americano.

Morì, non ancora 50enne, in seguito ad una dieta che gli fece perdere 50 kg in pochi mesi.

E’ sempre bene ricordare che le posizioni che si vengono a creare dopo un certo numero di mosse, possono essere molto simili, ma le sequenze che le generano non possono essere “stravolte” a caso: anticipando o posticipando una mossa si può cadere in situazioni sgradevoli se non perdenti.

La Difesa Robatsch è la dimostrazione di quanto appena detto: il piano del Nero mira al controllo del Centro secondo i princìpi della Scuola Moderna che lascia al Bianco il compito della sua occupazione.

La risposta ad 1. e4, è 1., g6 che prelude allo sviluppo dell’Alfiere camposcuro del Nero in “fianchetto” (in g7); dopo 2. d4, che occupa l’altra casa del Centro, le varianti danno vita a continuazioni che assumono denominazioni particolari: variante Norvegese in caso di 2., Cf6, o altre se il Nero esegue la prevista 2., Ag7.

Di tutte queste, la più adottata è la Difesa Pirc che vedremo in altro momento.

Giocatore di buon livello tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, l’austriaco Robatsch fu anche un valente botanico.

La Difesa che porta il suo nome ha la caratteristica di essere molto mutevole a cominciare dal nome, tanto che qualcuno la chiama Difesa Moderna generando un po’ di confusione con la Difesa Moderna-Averbakh che, partendo da una sequenza di mosse diverse, va ad assomigliare alla Robatsch.

In seguito alla sua adozione da parte di giocatori di alto rango, questa Difesa venne tolta dal limbo delle Aperture Irregolari, cioè che non hanno ancora trovato ancora una dignità teorica per la scarsità delle partite nei vari Tornei.

Nella partita chiamata Fianchetto di Donna, il Nero compie un’azione simmetrica rispetto alla Difesa Robatsch sviluppando, questa volta, immediatamente l’Alfiere campochiaro; malgrado l’apparente somiglianza, questa scelta del Nero potrebbe essere pericolosa perché permette un eccessivo avanzamento dei Pedoni bianchi con la relativa mancanza di spazio di manovra.

Quest’apertura è caratterizzata dalle mosse: 1. e4, b6; alle quali possono seguire 2. Ac4, (la cosiddetta Variante dell’Alfiere, che punta sul punto debole f7) oppure da 2. d4, Ab7; 3. Cc3, (in alternativa, 3. Ad3).

La denominazione “Fianchetto di Donna” a volte viene cambiata in Difesa Owen in onore di John Owen (1827-1901), giocatore (ed ecclesiastico anglicano) inglese che, come Barnes, riuscì a sconfiggere Paul Morphy con quest’apertura! Per la cronaca, si trattava di un’amichevole, mentre nella sfida ufficiale si dovette accontentare di due sole patte.

Con la Difesa Nimzowitsch, entriamo nel novero delle aperture proposte da stelle del firmamento scacchistico di tutti i tempi.

Il Lettone Aaron Nimzowitsch fu uno dei teorici più fecondi ed esponente della Scuola Ipermoderna che si oppose alle idee (= dogmi) dei sostenitori degli Scacchi “Classici” ed il suo testo “Il mio Sistema” è una pietra miliare della letteratura del nostro gioco; se all’autorevolezza del teorico si aggiunge un po’ di …sana follia, ecco la Difesa che porta il suo nome!

Le mosse che caratterizzano questa difesa sono: 1. e4, Cc6.

E’ evidente che il Cavallo nero esercita il controllo sulla casa d4, ma l’eventuale spinta del pedone bianco in quella casa è tutt’altro sconsigliabile essendo il pedone difeso dalla Regina; di fatto, la prima mossa del Nero risulta, se non dannosa, almeno velleitaria.

Le continuazioni più comuni sono: 2. d4, d5; 3. c5, comunemente detta “Variante di blocco” oppure 2. d4, d5; 3. Cc3, (Variante classica); per trasposizioni di mosse, si può rientrare nella Partita Viennese o nella Partita Spagnola.

Chiudiamo (per stavolta!) la rassegna con la Difesa Alechin il cui propositore non ha bisogno di presentazioni trattandosi di una stella di prima grandezza.

Le mosse tipiche sono: 1. e4, Cf6; la mossa del Nero potrebbe essere oggetto di critiche come quelle a carico della Difesa Nimzowitsch, ma – repetita juvant – la scacchiera non è simmetrica per quanto riguarda i lati (di Re e di Regina) per cui il fianchetto nella Difesa Robatsch è meno pericoloso del Fianchetto di Donna; in modo analogo la risposta del Nero in quest’apertura ha almeno il vantaggio di attaccare subito un pedone indifeso!

Da parte sua, il Bianco ha il vantaggio di occupare il Centro costringendo il Nero a muovere ripetutamente lo stesso pezzo contravvenendo alla regola, della strategia generale, di non muovere troppe volte lo stesso pezzo in apertura “…se non per precisi motivi”; il Nero, però, ha questi motivi precisi: dopo un inseguimento senza risultato, il Bianco si troverà coi pedoni centrali in mezzo alla scacchiera con la possibilità di creare partite caratterizzate da tensioni determinate dai pezzi che si contrappongono senza l’appoggio dei pedoni.

 

Una linea di gioco potrebbe essere: 1. e4, Cf6; 2. e5, Cd5; 3. c4, Cb6; 4. d4, d6.

E da questo momento si possono scatenare attacchi e contrattacchi!

Oggi, la teoria consiglia di non esagerare – da parte del Bianco – con l’inseguimento ad un pezzo sfuggente, ma piuttosto consolidare il centro dei pedoni e dedicarsi allo sviluppo dei propri pezzi.

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