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29/08/2016

MONA MAY KARFF, CAMPIONESSA DEL NUOVO MONDO

Galleria di Campioni




MONA MAY KARFF, CAMPIONESSA DEL NUOVO MONDO
Un'immagine di Mona May Karff dei primi anni '40

(Attilio Tibaldeschi)

 

Nella galleria dei Campioni appartenenti al gentil sesso, fino a questo momento abbiamo dato spazio a rappresentanti del Vecchio Continente sia perché in Europa si sono sviluppati gli Scacchi moderni e sia perché in essa si sono creati le Accademie, i Club e tutti gli altri luoghi di pratica del gioco.

Per le notissime ragioni di carattere sociale, questi luoghi erano frequentati solo da uomini essendo considerate le loro dolci metà più adatte a “far la calza” che ad occuparsi di strategia scacchistica.

Per emergere in un simile ambiente, oltre alle doti richieste sulla scacchiera era necessario avere un notevole tasso di anticorpi contro quella sorta di scetticismo strisciante proveniente dal mondo maschile; giocatrici come la nostra Clarice Benini o la tedesca Sonia Graf furono delle vere apripista con la loro classe ma anche con il loro anticonformismo.

I vertici mondiali dello scacchismo femminile – a partire ufficialmente dagli anni ’30  del secolo scorso, ma la situazione di fatto era quella – furono appannaggio delle giocatrici europee fino agli anni ’90 del XX secolo; addirittura, la zona della loro provenienza era limitata a quella in cui si esercitava l’influenza politica dell’Unione Sovietica che aveva accolto in pieno il piano di Lenin – a sua volta appassionato giocatore – di raggiungere e superare l’Occidente in tutti i campi.

Negli Stati Uniti, che pure avevano dato i natali alla fulgidissima stella di Paul Morphy, gli Scacchi al femminile presentavano poche luci, accompagnate da notizie frammentarie circa la forza dei Tornei e sulla classificazione di essi come Campionati ufficiali.

Di sicuro, una delle figure più interessanti fu Mona May Ratner, più conosciuta come Karff, la cui carriera scacchistica fu accompagnata da vicende personali che avrebbero fatto la felicità degli odierni giornali di gossip.

Nata nella regione storica della Bessarabia il 20 Ottobre 1914 (alcune fonti riportano il 1908, altre il 1911), si trasferì in Palestina quando era ancora bambina.

Fu iniziata agli Scacchi dal padre – ricco proprietario terriero – Aviv Ratner ed a… Tel Aviv (guarda caso!) si mise in luce disputando i primi Tornei; per inciso, il padre divenne in seguito uno degli uomini più ricchi d’Israele e questo la favorì nel farsi strada sia in campo scacchistico che in quello economico.

Arrivata ad un livello di gioco notevole, per molto tempo non ascoltò chi la esortava a dedicarsi più seriamente ad esso, non si sa se per il timore della competizione o perché attratta da molti altri interessi.

Di sicuro, una volta superato l’ostacolo, si dedicò agli Scacchi con molto trasporto (alcuni, che la conobbero, dicono che furono quasi un’ossessione!) e, da allora in poi, prese l’attività molto sul serio disputando Tornei in varie parti del mondo.

Nei primi anni ’30 si trasferì a Boston dove sposò il cugino avvocato Abe Karff.

Questo matrimonio restò un fatto privatissimo ed ebbe una durata brevissima per la morte del coniuge; la stretta riservatezza di Mona sorprese una parente dell’avvocato che, telefonando per sapere notizie sulla salute di lui, seppe che si erano sposati! Malgrado la brevità del matrimonio, Mona ci tenne sempre ad essere conosciuta come Karff.

Essendo una donna molto raffinata, amava l’Opera e la collezione di beni artistici, grazie alle possibilità economiche, amava viaggiare e per questo parlava con sufficiente padronanza ben otto lingue; la mentalità “scacchistica” le spianò la strada in campo economico divenendo (ulteriormente!) ricca con operazioni di borsa.

In campo agonistico di livello elevato, fu impegnata a Stoccolma, nel 1937, nel Campionato Mondiale Femminile come rappresentante della Palestina; lasciati i primi posti ai “mostri sacri” dell’epoca, ottenne un onorevole 7° posto.

Il discreto risultato la spinse ad intensificare la sua attività e l’anno dopo riuscì ad ottenere il titolo di Campionessa Americana.

Nel 1939 partecipò al Campionato del Mondo Femminile – a Buenos Ayres – in rappresentanza degli Stati Uniti ed ottenendo un lusinghiero 5° posto, fermo sempre restando il podio appannaggio delle inarrivabili dominatrici dell’epoca.

Si laureò ancora ai vertici femminili americani nel 1941 e ’42 come nel ’46 e nel ’48; nel 1950 le fu riconosciuto il titolo di Maestra Internazionale, introdotto dalla Federazione Internazionale per incoraggiare gli Scacchi femminili.

Nello stesso anno, si trasferì a New York dove si mise in luce – ma era necessario? – presso il prestigioso Marshall Chess Club (intitolato a Frank James Marshall, Campione americano per un trentennio) dove, tra l’altro, intessé una storia sentimentale con Edward Lasker (lontano cugino del ben più famoso Campione mondiale Emanuele Lasker) più anziano di lei di un quarto di secolo, ma – così riferiscono le …cronache dell’epoca – con cui si trovava molto bene.

Oltre a vincere per quattro volte consecutive l’Us Open femminile, nel 1953 si issò ancora una volta al primo posto nel Campionato statunitense!

L’impresa straordinaria, però, la compì ben undici anni dopo quando, ormai sessantenne, dimostrò di essere ai vertici nazionali vincendo il suo settimo titolo!

La riservatezza – per alcuni scambiata per un atteggiamento misterioso – del suo carattere la fece apprezzare come persona capace di organizzare e di fare da motore dello scacchismo femminile americano, ma non meritevole di particolare attenzione da parte della Federazione nazionale che, ad esempio, citava il suo luogo di nascita come genericamente in Europa.

E dire che nel 1941 aveva sconfitto, in gara amichevole, il mitico Raul Capablanca!

Quasi paradossalmente, diventò conosciutissima solo quando lasciò questo mondo il 10 Gennaio del 1998 ed il New York Times le dedicò forse la sua biografia più completa definendola una: “…misteriosa ebrea errante” che aveva lasciato una impronta indelebile negli Scacchi.

 

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