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30/12/2015

CHI PORTA I PANTALONI?

Qualche nozione sul gioco degli scacchi



CHI PORTA I PANTALONI?
Alice e la Regina Rossa

(Attilio Tibaldeschi)

Oltre all’Alfiere, un altro pezzo che ha mutato profondamente la sua natura originale è la Regina la cui presenza può essere compatibile con quella del Re, ma poco credibile – salvo rarissime eccezioni – con la realtà storica; la guerra è sempre stata una prerogativa dei maschi e, spesso, anche i Re restavano in attesa di notizie dal fronte, pronti ad entrare in gran pompa nelle terre conquistate oppure pronti alla …fuga in caso di condizioni avverse.

Nel gioco originale, a fianco del Re c’era il Consigliere (militare) o, probabilmente, la Tenda del comando; da questo si capisce il perché della potenza – quella di un Alfiere sommata a quella di una Torre – di tale pezzo! Al massimo delle sue possibilità, la Regina controlla ben 27 case e questo, ad esempio, rende interessante

l’esercizio  di disporre otto Regine – dette pacifiche – sulla scacchiera in modo tale da non attaccarsi reciprocamente; le posizioni possibili non sono molte, per cui può essere un interessante passatempo.

La trasformazione da Consigliere in Regina ha riguardato solo la denominazione originale del pezzo (Farzin) la cui trasformazione ha seguito, in tempi e luoghi diversi, le varianti nelle diverse lingue: Firza nei codici arabi, Fersa in quelli latini e Vierge in quelli francesi.

Vista la sua grande forza, la Regina viene valutata circa dieci pedoni, ma è meglio restare più prudenti attribuendole un valore di nove perché, talvolta, viene scambiata in cambio di tre pezzi leggeri (Cavalli e Alfieri valgono circa tre pedoni) oppure di due Torri; in quest’ultimo caso, valendo ogni Torre circa cinque pedoni, spesso la Regina soccombe contro esse.

Quando spiega tutta la sua potenza, attacca ben otto pezzi avversari senza esserne attaccata a sua volta, infatti, tolta la Regina avversaria, è sufficiente che attacchi gli Alfieri come se fosse una Torre e le Torri come se fosse un Alfiere! Semplice, vero?

Come Alfiere e Torre, la Regina è in grado di esercitare l’inchiodatura e l’infilata; nel primo caso c’è la variante che può generarne più di due contemporaneamente, mentre nell’infilata c’è la possibilità di esercitarla su Re e Regina avversari anche solo distanziati da una casa, ma solo se sulla diagonale.

Il suo potere di …persuasione è talmente forte che riesce a confinare, da sola, il Re avversario nel bordo della scacchiera; questa è una condizione necessaria per dare matto quando rimangono i Re ed una Regina.

Naturalmente, per arrivare alla condizione di matto è necessaria la collaborazione della coppia reale (la Regina da sola non fa figli, si usa dire), però facendo attenzione a non mettere l’avversario in condizione di Stallo!

Grazie alla sua doppia natura (Torre + Alfiere), la Regina riesce a spuntarla contro gli otto pedoni avversari purché nessuno abbia superato la terza traversa; tuttavia, contro solo tre pedoni, di cui due uniti ed in sesta traversa, la sua forza non basta e deve arrendersi.

Malgrado sia stata definita, dal nostro teorico Domenico Ponziani (1719-1796), come “Achille della scacchiera”, è bene che la Regina non entri in gioco troppo presto perché, venendo attaccata da pezzi di minor valore, potrebbe essere costretta a numerose mosse più utili per lo sviluppo degli altri pezzi.

Una saggia strategia consiglia di non muoverla oltre la terza traversa, in appoggio ai pedoni ed ai pezzi leggeri che dovranno espandersi più velocemente e, dunque, preparare lo spazio per rendere la sua azione più efficace; agendo come gli Alfieri e le Torri, può rafforzare la loro azione a distanza sia sulle diagonali che sulle colonne.

La scelta del suo posizionamento in seconda traversa è fatta per obbedire al tipo di apertura e per permettere alle proprie Torri di essere messe in comunicazione: la casa scelta sarà “c2” se si impiantano le Aperture di Donna (caratterizzate dalla prima mossa d2d4 a cui il Nero potrà rispondere in modi diversi, in generale con la simmetrica d7d5 o con la usatissima Cg8f6), mentre si sceglierà di giocarla in “e2” con le Aperture di Re, quindi nei giochi più aperti.

La seconda casa della colonna “d” viene scelta se si vuole dare sostegno ai pedoni che avanzano e se si vuole favorire il rinforzo di una Torre in prima traversa.

Quando la Regina viene portata in terza traversa, si dovrebbe essere orientati verso strategie più aggressive visto che le possibili case sono “b3” ed “f3” da cui si può far pressione (o sostegno) sul Centro della scacchiera oltre  a portare attacchi in profondità, in particolare sull’arrocco avversario.

In quarta ed in quinta traversa, già è stato detto, è meglio non portarla, però nulla vieta di fare scorribande per ragioni squisitamente tattiche.

Una volta sgomberata la scacchiera di una parte dei contendenti, la Regina mostra in pieno le sue potenzialità potendosi muovere da una parte all’altra di essa ora sulle colonne, ora sulle diagonali, portando attacchi molto pericolosi.

Le stesse prerogative che permettono attacchi multipli, potrebbero essere utilizzate per le azioni di difesa, ma in questo caso è meglio fare scelte più “economiche” affidando i compiti di difesa a pezzi – i pedoni sono l’ideale – di minor valore.

Giunti in finale, la Regina perde leggermente di “autorità”: abbiamo detto che, contro due Torri, spesso soccombe, ma pure contro due Alfieri non riesce a prevalere a meno di posizioni particolari.

Volendo andare a cercare rari casi particolari, la Regina non riesce a vincere neppure contro un pedone avversario purché si trovi in sesta traversa, col proprio Re vicino e sulla colonna di Alfiere o di Torre! E non è finita qui perché è necessaria un’altra condizione: il Re della parte forte (in questo caso, mica tanto!), deve essere distante almeno tre traverse dal duo più debole!

 

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