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26/08/2015

CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (23)







CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (23)
Francesco Rambaldi, neo Grande Maestro italiano

(Attilio Tibaldeschi)

 

Siamo (quasi) tutti in vacanza ed è bene dedicarsi ad attività “leggere” che hanno gli Scacchi come leitmotiv.

 

Anche se fa parte delle notizie e non delle curiosità, ci fa piacere annunciare un traguardo raggiunto da un Giocatore italiano: Francesco Rambaldi ha raggiunto il titolo di Grande Maestro Internazionale!

La particolarità di questo traguardo risiede nella giovane età del nostro rappresentante ancora sedicenne che, in compagnia di numerosi e qualificati scacchisti del nostro Paese, ha conquistato l’affollatissimo (863 iscritti divisi in quattro Tornei) “Vienna Chess Open” che ha visto quattro Italiani nei primi dieci del Torneo principale cui partecipavano ben 460 giocatori!

Seguendo una tendenza in atto già da tempo, l’età in cui si raggiungono i titoli internazionali si sta abbassando e dietro a Francesco c’è un discreto gruppo di prossimi titolati.

 

Visto che siamo in tema di geni precoci, il più giovane GM della storia è Sergej Karjakin, ukraino di nascita – ora affiliato alla Federazione russa – che raggiunse il titolo a 12 anni e 181 giorni.

Se andiamo a vedere, invece, il raggiungimento del titolo di Campione del Mondo, il primato spetta al russo – nato a Baku in AzerbaigianGarry Kasparov che salì sul trono a 22 anni e 210 giorni.

Dopo Kasparov c’è l’attuale Campione Magnus Carlsen che raggiunse l’obiettivo a 22 anni e 353 giorni; curioso il curriculum del norvegese che, pur essendo il primo nella graduatoria mondiale del punteggio di merito dai 19 anni, accetterà di correre per il titolo solo alcuni anni dopo.

 

Serafino Dubois, probabilmente il più forte giocatore italiano del Secolo XIX, girò molto per l’Europa comportandosi molto bene in molti forti Tornei; da tenere presente che, a quei tempi, in Italia vigevano regole con alcune varianti rispetto a quelle accettate in tutto il mondo.

Usando un calcolo fatto sulla scorta di molti elementi, sono state stilate delle graduatorie relative ad un certo periodo ed ad un certo giocatore: Dubois, a metà dell’800, sarebbe stato il giocatore col più alto punteggio al mondo!

Oltre a tanti scritti di carattere scacchistico – collaborò anche con alcune riviste inglesi e francesi – lasciò delle Memorie con la descrizione di personaggi più o meno noti.

A proposito dello scrittore Alfred De Musset, Dobois giocò diverse partite di Scacchi con lui, ma ciò che lo impressionò era: “… vedere una così bella e rara intelligenza sempre accanto alla bottiglia di assenzio!”

 

Un consiglio di Raul Capablanca, Campione del Mondo dal 1921 al ’27, circa la condotta da tenere durante la partita: “E’ importante conservare il sangue freddo specie quando siete in attacco, senza farvi prendere dall’entusiasmo appena vedete che potete guadagnare del materiale”.

Considerato per anni imbattibile, il cubano sosteneva la condotta di gara basata su “piccole combinazioni” che davano un impercettibile vantaggio che veniva incrementato dalla sua enorme – qualcuno usa l’aggettivo mostruosa – capacità di calcolo!

 

Il compositore di problemi di Scacchi Otto Blathy è forse l’autore del problema con la più lunga soluzione: si da matto in 290 mosse!

Tralasciamo la soluzione per ovvi motivi.

 

Chi non conosce Bobby Fischer alzi la mano!

Tra i pochi amici di cui si fidava c’era Paul Benko, forte giocatore ungherese che, in seguito alla rivolta d’Ungheria del 1956, fu incarcerato come prigioniero politico; in occasione delle Olimpiadi studentesche dell’anno dopo, chiese asilo politico agli USA.

La conoscenza di Bobby, ancora quindicenne, portò Benko quasi a rappresentare la figura paterna venuta a mancare troppo presto all’americano.

Nel 1970, in occasione del ciclo di gare per selezionare lo sfidante del Campione del Mondo, Boris Spasskij, Fischer non poteva essere inserito nell’ultimo Torneo non avendo partecipato al Campionato Americano.

Benko, che credeva nel genio di Bobby, gli propose di prendere il suo posto; unica condizione: doveva promettere che avrebbe affrontato con continuità tutte le fasi del cammino che avrebbe portato al titolo.

Detta così, sembrava una richiesta un po’ strana se fatta ad una persona normale, ma Fischer aveva al suo …attivo alcuni abbandoni in Tornei in cui, a volte, era in testa, magari perché non veniva accontentato dagli organizzatori.

Come andò a finire a Reykjavik, nel 1972, lo sanno tutti.

 

Per chiudere, due cose divertenti:

 

Durante un Torneo in Spagna di qualche decennio fa, un giocatore impiegò più di due ore prima di scegliere la mossa da eseguire; tanto tempo così poteva essere richiesto se la partita fosse stata molto complessa, ma il giocatore aveva da scegliere tra due sole mosse!

 

Quando stava per cedere all’accerchiamento dei soldati Inglesi, Ludovico VI di Francia esclamò: “Non sapete che anche a Scacchi il Re non può essere catturato?”

Riuscì a salvare la pelle!

 

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