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12/12/2014

COSA SUCCEDE SULLA SCACCHIERA? (15)




COSA SUCCEDE SULLA SCACCHIERA? (15)
La posizione critica del

(Attilio Tibaldeschi)

 

Volendo continuare coi riferimenti geografici legati alle aperture di Scacchi, vediamo quella che viene denominata Apertura Portoghese che ha una certa parentela con la Partita Spagnola, non per la comune appartenenza alla penisola iberica, ma per la sequenza delle mosse che le caratterizzano.

La serie delle mosse è: 1. e4, e5; 2. Ab5 e fu adottata da diversi giocatori lusitani anche in partite d’impegno; in generale, la seconda mossa non è condannabile, visto che, nell’impianto della “sorella maggiore”, l’Alfiere – detto proprio spagnolo – viene portato nella casa b5 alla terza mossa! Perché, allora, la Spagnola è tra le aperture più adottate mentre la Portoghese non “se la fila” nessuno?

E’ la chiara dimostrazione che, per giungere ad una qualsiasi posizione, si possono fare molte (diverse) sequenze di mosse, ma non tutte queste serie potrebbero portare a quella posizione!

Prendiamo l’impianto della Spagnola nella Variante bulgara: 1. e4, e5; 2 Cf3, Cc6; 3. Ab5, a5; dopo la terza mossa del Nero, sulla scacchiera c’è una disposizione dei pezzi che difficilmente si sarebbe verificata se il Nero avesse mosso il pedone in a5 prima del Cavallo in c6.

Aspettiamo che il Principiante ci pensi su un po’, poi appare evidente che il pedone in e5 è indifeso, dunque il Bianco manderà al diavolo la posizione della variante bulgara e se lo mangerà col Cavallo!

Forse, alla base dell’apertura Portoghese c’è l’errata strategia di voler indurre il Nero a spingere il pedone c7 in c6 e, quindi, togliere una casa di sviluppo al Cavallo in b8.

Però, ogni mossa determina un cambiamento dei rapporti tra i pezzi e delle strategie conseguenti: il pedone, eventualmente spinto in c6, potrebbe essere un buon motivo per una successiva spinta del pedone di Donna verso il centro!

Spostandoci dalla penisola iberica alla mitteleuropa, tra le aperture troviamo la Difesa Ungherese, così chiamata per essere stata giocata, più di un secolo e mezzo fa, in una sfida tra Parigi e Budapest, giocata per corrispondenza; anche in questo caso è facile arrivare a posizioni proprie di altre aperture in cui l’Alfiere di Re nero viene sviluppato in e7.

La sequenza iniziale è: 1, e4, e5; 2. Cf3, Cc6; 3. Ac4, Ae7 e può continuare con 4. d4, d6; 5. d5 che costringe il Cavallo in c6 a migrare; proprio per questo motivo, il Nero – che già si trova nella posizione di difendente – deve ritardare lo sviluppo dei propri pezzi trovandosi a subire oltre il necessario.

Fermandoci nella “capitale” della regione storica appena citata, gli Scacchi trovarono un ambiente molto fertile a Vienna, dove fiorirono una serie di Campioni che, pur non appartenendo alla lista dei grandi, diedero vita ad una vera e propria Scuola viennese.

Il giocatore di maggior spicco fu Carl Hamppe, svizzero di nascita, ma naturalizzato austriaco dopo un incarico diplomatico; al suo nome fu legata l’apertura che, in seguito, fu denominata Partita Viennese che fu molto adottata nella seconda parte dell’’800.

La serie delle mosse è: 1. e4, e5; 2 Cc3, che denuncia l’intenzione del Bianco di proseguire col più classico dei gambetti, il Gambetto di Re, senza che il Nero possa reagire coll’altrettanto classico Controgambetto Falkbeer: il Cavallo, sviluppato in c3, lo impedisce!

Da parte sua, il Nero cerca di contrastare l’intenzione di concretizzare il gambetto mettendo le basi per il controgambetto, ad esempio con 2. …, Cf6.

Pur avendo avuto altri momenti di moda, la Viennese si è rivelata non molto adottata per essere stata “disinnescata” nella sua pericolosità.

Decisamente più tranquilla è la Partita di Gioco Piano così chiamata in tutto il mondo usando il termine del linguaggio musicale che prescrive come eseguire un brano.

Dopo il canonico sviluppo del Cavallo e dell’Alfiere da parte di entrambi i colori, il Bianco pensa bene di sostenere il suo pedone centrale col pedone di Regina per liberare l’altro Cavallo da compiti di difesa: 1. e4, e5; 2. Cf3, Cc6; 3. Ac4, Ac5; 4. d3.

Abbastanza imparentata con la Partita Italiana, quest’apertura è stata oggetto di studio di alcuni teorici che hanno cercato di vivacizzarla per poter creare dei problemi al Nero che, a sua volta, non ha nulla da temere potendo terminare in santa pace il suo sviluppo con 4. …, Cf6, dopo di che entrambi i colori potranno arroccare.

Di sicuro è da consigliare ai Principianti dal momento che in essa sono realizzati i consigli degli Istruttori: occupare il centro col pedone di Re, portare in gioco i Cavalli e gli Alfieri di Re, arroccare, mettere gli altri pezzi nella condizione di essere sviluppati, difendere pedoni e pezzi in modo “economico”; questi ultimi due consigli sono messi in pratica con la spinta del pedone in d3.

Decisamente più vivace, pur non trattandosi di un gambetto, è la Difesa dei 2 Cavalli in cui il Nero spesso sacrifica il pedone di Regina per mantenere un certo vantaggio di sviluppo.

Delle innumerevoli varianti, che sono in grado di generare partite combattutissime, la più nota è quella comunemente indicata come “fegatello” (gli Inglesi la chiamano “fegato fritto”), forse per il fatto che il Nero viene chiamato a difendersi tra mille fuochi sudando come il fegato in padella; qualcuno, invece, si rifà al tipo di esca che, in questa variante, è rappresentata dal Cavallo sacrificato dal Bianco in f7.

Se il Nero riesce a mantenere la calma, con una difesa corretta potrà restare in vantaggio materiale malgrado il Re a spasso per la scacchiera.

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