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23/10/2014

CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (19)






CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (19)
La posizione finale del

(Attilio Tibaldeschi)

 

Gli Scacchi sono (anche) poesia! Dalla Rivista “L’Italia Scacchistica” del 1967 una simpatica poesia in quartine di un Lettore che si firma “gaf”.

 

Scacchisti

Stanno lì, l’ore e l’ore, a testa bassa

penzanno e ripenzanno su ‘na mossa

e nun c’è gnente ar monno che je possa

ridaje er senzo der tempo che passa.

 

Quello ch’è soprattutto interessante

è seguì lo sviluppo der penziero

perché sia er Bianco, como puro er Nero,

fanno un raggionamento somijante.

 

“Ecco – riflette er Bianco – cor Cavallo

je do lo scacco doppio e fo un macello,

la Reggina è cascata ner tranello…

adesso sì che j’ho acciaccato un callo!”

 

Er Nero move. Er Bianco soddisfatto

magna la Donna tutto sorridente,

ma subito je pija ‘n’accidente

perché risponne er Nero; “Scacco matto!”

 

 

Del Lettore Edo Garaboldi di Brescia è questo simpatico sonetto che è quasi un complemento alla poesia precedente.

 

Il gioco degli Scacchi

 

Il gioco degli Scacchi è una battaglia

condotta con la calma e l’ardimento,

a seconda del tipo che si attaglia

allo studio severo o all’ardimento!

 

C’è chi si scaglia subito all’assalto

e brucia le sue truppe e paga il fio!

C’è invece chi va calmo e guarda in alto

se un aiuto venisse dal buon Dio.

 

Considerate un po’ come si trucca

talvolta il giocatore intelligente:

finge d’averci poco nella zucca,

 

si dichiara sorpreso e un po’ distratto,

gioca invece un tranello all’opponente!

Gli cede un pezzo e poi gli appioppa il matto! 

 

 

Il sonetto che segue, fu scritto dal Conte Tommaso Cambray-Digny – fu Deputato e Senatore del Regno d’Italia – che voleva celebrare una celebre partita svoltasi nel 1750, nel famoso Café de la Régence, tra Kermur de Légal e Saint-Brie, partita passata alla storia come “Il matto di Légal”.

 

Scacchisti udite! Un’immortal tenzone

In brevi tratti il verso mio dipinge:

inoltra il Re dei Bianchi il suo Pedone,

quel del Re nero contro a lui si stringe.

 

L’assalta un cavalier, ma gli si oppone

Quel della Donna e i colpi suoi respinge.

Alla quarta d’Alfier l’Alfier si pone,

la Donna il suo Pedon d’un passo spinge.

 

L’altro Cavallo accorre; al primo è sopra

L’Alfiere e il preme. Egli il Pedone uccide

Benchè al nemico acciar la Donna scopra.

 

Ed essa muor, ma non indarno. In fallo

Cadde il duce dei Neri: ei non previde

Scacco d’Alfiere e matto di Cavallo!

 

Lo svolgimento della partita:

1.     e4, e5; 2. Cf3, Cc6; 3. Ac4, d6; 4. Cc3, Ag4; 5. Cxe5, Axd1??; 6. Axf7+, Re7; 7. Cd5 #

Questa partita, in verità, si svolse in modo diverso da come descritto nei versi (licenza poetica?) e, pur tecnicamente non valida, resta un ottimo esempio didattico con sacrificio della Regina per arrivare al matto.

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