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25/08/2014

ELIZAVETA IVANOVA BYKOVA

Galleria di Campioni






ELIZAVETA IVANOVA BYKOVA
Un’immagine di Elizaveta Bykova



(Attilio
Tibaldeschi
)



 



Le recenti Olimpiadi Scacchistiche di Tromsø (Norvegia) – non troppo
fortunate per le nostre Nazionali – hanno visto ancora un successo, in campo
femminile, della Russia, confermando una tradizione solidissima risalente agli
anni ‘30 del Secolo scorso.



Una rappresentante di primo piano fu
certamente
Elizaveta Ivanovna Bykova
,
prima donna a riconquistare il titolo mondiale dopo averlo perso una prima
volta.



Nata il 4 Novembre 1913 a Bogoljubovo – piccolo centro della
Russia occidentale fondato dal Principe Andrea
Bogoljuboskij
dopo che gli era apparsa la Vergine Maria – nel 1925 la sua
Famiglia si trasferì a Mosca e là imparò i primi rudimenti del gioco in cui si
sentiva molto portata.



I primi Tornei li affrontò a 14 anni e,
continuando nei miglioramenti, ebbe la consacrazione ufficiale dieci anni dopo
vincendo il Campionato femminile di
Mosca
.



Nel frattempo, si era dedicata agli
studi laureandosi presso l’Istituto per la Programmazione Economica a 23 anni;
altre biografie, dicono che fosse Ingegnere, ma tale titolo aveva (ed ha) un
diverso significato rispetto a quello a noi familiare.



Dal suo primo importante titolo
moscovita, l’ascesa fu continua pur dovendo fare i conti con una concorrenza
molto qualificata, peraltro dovuta alla propaganda che, a quel tempo, voleva
vedere eccellere in tutti i campi i cittadini dell’Unione Sovietica.



Durante il periodo bellico, essendo
rallentate tutte le attività sportive, Elizaveta si dedicò all’insegnamento del
gioco, tenne simultanee e si recò spesso negli ospedali militari per giocare
coi feriti; poiché altri Campioni mettevano le proprie conoscenze a
disposizione di tutti, si può dire che quel periodo fu molto fecondo nella
creazione di una generazione che contribuì alla supremazia scacchistica di
mezzo secolo.



Nell’immediato dopoguerra, vinse per tre
volte – nel 1947, 1948 e 1950 – il titolo di Campionessa femminile dell’Unione
Sovietica e due titoli moscoviti.



In seguito all’ultima vittoria, ottenne
il titolo di Maestro Internazionale Femminile.



In precedenza – nell’inverno 1949-’50 –
aveva partecipato al Campionato del Mondo femminile classificandosi al terzo
posto.



Il Torneo aveva radunato le migliori
sedici Giocatrici dell’epoca e la regina dello scacchismo mondiale femminile
risultò Ludmila Rudenko che concluse
con un punto di vantaggio sulla seconda.



Quel Campionato servì a stabilire chi
doveva succedere alla grande Campionessa Vera
Menchik
che, morta tragicamente nell’ultimo conflitto mondiale, aveva
lasciato vacante il titolo.



In quest’occasione, ci fu la
partecipazione della nostra rappresentante Clarice
Benini
che aveva dovuto lottare non solo per essere ammessa al Campionato,
ma per trovare il modo di recarsi in un Paese che era visto dall’Italia come il
regno di Satana.



Queste polemiche la portarono ad un
rendimento sotto le attese, ma contro le giocatrici di casa – peraltro giunte
ai primi quattro posti – ottenne due vittorie ed un pareggio; è vero che
soccombette alla vincitrice, ma la Rudenko ricordò a lungo la partita contro
Clarice come la più faticosa della sua carriera!



Tornando alla Bykova, i tempi erano
maturi per un suo successo ai massimi livelli: nel 1952 si tenne un Torneo tra
le pretendenti al ruolo di sfidante ufficiale al titolo mondiale e, tra le 16
partecipanti, emerse prepotentemente Elizaveta che vinse ben 11 partite (3
sconfitte ed una patta) sulle 15 disputate; era sicuramente la più degna a tentare
di scalzare la Rudenko.



Il match si svolse l’anno successivo a
Mosca su 14 partite: per 7 vittorie a 5 (2 patte) s’impose la più giovane
russa, ma la sfida fu un’entusiasmante altalena di risultati ora a favore
dell’una, ora dell’altra; come in tante simili occasioni che si verificarono un
po’ in tanti altri Sport, fu un vero peccato non potere attribuire un titolo ex aequo!



Il successivo ciclo per le sfide
mondiali, si ridusse ad un triangolare in cui, alle già Campionesse del Mondo –
Bykova e Rudenko – venne affiancata Olga
Rubtsova
che, visto che era l’unica non titolata, pensò bene di imporsi
diventando la quarta detentrice del titolo!



In realtà, il triangolare fu un duello
serrato con la Bykova che cedette ad Olga per solo mezzo punto, mentre la Campionessa
più anziana si limitò a fare da ago della bilancia.



Nel 1957, cambiò nuovamente la formula
per il ciclo mondiale e si ritornò al torneo delle Candidate, vinto da
Elizaveta! Nell’anno successivo, superò la Rubtsova per 7 a 4 (3 patte)
riconquistando – prima donna nella storia – il titolo dopo averlo perso; questo
particolare primato durò fino al 1999, quando la cinese Xie Jun salì per la seconda volta sul trono che era stato suo fino
al ’96.



Dopo la riconquista del Titolo, lo
difese con successo nel 1960 contro l’ucraina Kira Zvorikina, di poco più giovane, ma già entrata negli “anta”; quella dell’età non più verde
delle Campionesse fu un fattore comune fino a quegli anni, ma qualcosa stava cambiando
sulla spinta della sempre maggiore diffusione degli Scacchi nelle Scuole ed in
ogni luogo in cui si trovavano giovani e giovanissimi.



Nel 1962, Elizaveta Bykova, ormai quasi
cinquantenne, dovette cedere alla ventunenne georgiana Nona Gaprindashvili, dotata di una tecnica sopraffina che le
permise di mantenere il titolo molto a lungo.



La Bykova ci lasciò, oltre alle sue
imprese sportive, anche alcuni testi di contenuto scacchistico dedicati
all’universo femminile: uno su Vera Menchik, uno sulle donne Campioni del Mondo
ed uno sul movimento femminile dell’Unione Sovietica



Vista anche la sua intensa vita di
istruttrice, nel 1976 fu nominata Grande
Maestro Femminile
dalla Federazione Internazionale.



Lasciò molto rimpianto alla sua scomparsa avvenuta l’8 Marzo 1989.



 



La Bykova celebrata, con altre Campionesse del Mondo, in un'emissione filatelica del 2001
La Bykova celebrata, con altre Campionesse del Mondo, in un'emissione filatelica del 2001


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