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23/12/2011

PHILIDOR, LA MUSICA E GLI SCACCHI

Galleria di Campioni



PHILIDOR, LA MUSICA E GLI SCACCHI
Il busto di Philidor sulla facciata dell’Opera di Parigi

(Attilio Tibaldeschi)



Gli scacchi, come l'amore e la musica, hanno il potere di rendere l'uomo felice”.


Questa citazione del grande scacchista Siegbert Tarrasch – impedito a coltivare meglio quella sua passione dall’esercizio della professione medica – può essere considerata di parte, ma in essa ritorna la diffusa convinzione che il nostro gioco meriti di essere considerato un valido “compagno di viaggio” per tante altre discipline cui si può dedicare l’intelletto umano.


Nel caso del Campione di cui parleremo, l’abbinamento è quello con la Musica.


Si può dire che quest’arte fosse un patrimonio di famiglia perché il capostipite Jean Danican Philidor era musicista nella banda militare di corte il quale aveva ricevuto, da Luigi XIII, al nome l’aggiunta di Philidor perché suonava l’oboe come il famoso virtuosista senese Filidori!


François-André Danican Philidor, nacque a Dreux – a circa 80 km da Parigi – il 7 Settembre del 1726, da André, apprezzato musicista e molto avanti con gli anni.


Cresciuto a “pane e musica”, da bambino fece parte della cantoria della cappella reale e, neppure ventenne, andava a tenere concerti un po’ ovunque.


Fu autore di una delle prime opere musicali massoniche ed è considerato il fondatore dell’opera buffa francese.


I suoi contatti col mondo degli Scacchi furono al famoso Café de la Régence, dove ebbe occasione di apprendere le basi dal celebre Legall de Kermeur, noto per la sua forza di gioco e per il famosissimo Matto di Légal, cantato anche in versi; ben presto, però, l’allievo superò il maestro.


Il Caffè era un luogo d’incontro di intellettuali e personalità della politica; tra queste, incontrò anche Benjamin Franklin.


Durante i suoi viaggi per concerti, poco più che ventenne si trovò in Inghilterra dove, a causa dell’annullamento di una serie di essi, ebbe occasione di incontrare e battere il celebre Philip Stamma, giocatore di origine siriana, famoso per aver teorizzato numerosi finali di partita; il match su dieci partite vide imporsi il giovane francese con otto vittorie, una patta ed una sconfitta malgrado Philidor avesse sempre giocato coi pezzi neri!


Due anni dopo, su richiesta di un nobile inglese, pubblicò Analyse du jeu des èchecs, testo che restò “sacro” per oltre un secolo!


Tradotto in molte lingue, il manuale prende in considerazione nove diverse aperture in cui si consiglia che debbano prevalere le formazioni di pedoni poste al centro; un’apertura di gioco è denominata Difesa Philidor ed un finale di Torri viene detta Posizione di Philidor.


Pur numerosi, dunque poco considerati in caso di loro perdita, i pedoni venivano definiti l’anima degli Scacchi in quanto costituiscono una sorta di ordito su cui tessere le trame fatte dai pezzi.


Essi dovevano aprirsi per far passare i propri pezzi e chiudersi per impedire il passaggio di quelli avversari, in evoluzioni che esaltavano il virtuosismo! Era finito il periodo dell’empirismo e si doveva affidare lo svolgimento della partita alla logica; gli Scacchi diventavano scienza abbinata all’estro dell’artista!


Tornato a Parigi, vi restò fino alla vigilia della Rivoluzione quando, trovandosi nelle liste dei nemici, fu costretto a riparare in Inghilterra dove lasciò ancora segni della sua abilità scacchistica.


Nel 1783 destò sensazione la sua esibizione, al Circolo Saint James di Londra, in cui incontrò tre avversari, ognuno davanti alla propria scacchiera, senza vedere i pezzi: fu dunque uno dei primi che si esibì in una simultanea alla cieca.


Forse perché non era considerata una cosa necessaria, non lasciò traccia delle sue partite al culmine della sua carriera, ma solo in tarda età; questo non impedì che venisse riconosciuto come il più forte campione del Secolo XVIII.


Morì a Londra il 31 Agosto del 1795.


La Francia, dopo la sua morte, cancellò il suo nome dalla lista nera, ma passata la stagione rivoluzionaria, lo onorò come musicista e come scacchista dedicandogli una via a Parigi (XX arrondissement) esponendo un suo busto sulla facciata dell’Opera.


Sotto alla sua effige c’è uno stemma riportante una scacchiera, si tratta dello stesso stemma della sua città natale, ma non sappiamo se Dreux lo abbia adottato in suo onore o se fosse così precedentemente alla sua nascita.


Qualche Lettore è in grado di dare una risposta?


Un Buon Natale a tutti.

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