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13/10/2011

CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (6)

Molti grandi Campioni sono noti non solo per averci lasciato segni della loro maestria sulla scacchiera, ma anche affermazioni piene di saggezza, di umorismo, di umana natura





CONOSCIAMO IL MONDO DEGLI SCACCHI (6)
Un tabellone tradizionale

(Attilio Tibaldeschi)



Molti grandi Campioni sono noti non solo per averci lasciato segni della loro maestria sulla scacchiera, ma anche affermazioni piene di saggezza, di umorismo, di umana natura.


Wilhelm Steinitz, astro di prima grandezza nel firmamento scacchistico, riconosciuto Campione del Mondo dal 1886 al 1894, ebbe una vita travagliata che si concluse miseramente, ha descritto la fatica di un gioco ritenuto “leggero”:


Lo spettatore non sa quanta tensione intellettuale serve in una competizione scacchistica di alto livello! Essa affatica più del sollevamento pesi, della lotta o del pugilato. Un famoso medico mi ha detto: "Mi sono stancato, anche solo a livello dilettantistico, con gli Scacchi come con la ginnastica, e non vedo altro che affatichi nello stesso istante come l'eccitazione che si prova allorché si gioca a scacchi dinnanzi ad un pubblico critico"


Siegbert Tarrasch, aspirante al titolo mondiale, teorico e didatta di grande fama (tanto che fu chiamato Praeceptor Germaniae), inneggiava alla bellezza del gioco:


Chiunque può diventare Maestro di Scacchi, non servono doti eccezionali. Ma è veramente necessario divenire Maestro?


Il giusto punto di vista consiste nel giocare per il piacere, senza credere che il piacere sia proporzionale alla bravura ed al numero di vittorie.


Aaron Nimzovitch, altro “mostro sacro”, innovatore delle idee classiche sostenute da Tarrasch, sprona alla riflessività ed alla pazienza negli Scacchi:


Non è obbligatorio che ogni mossa produca un effetto o un guadagno immediato; anche le mosse d'attesa hanno il diritto d'esistere.


Vlastimil Hort, ai vertici dello scacchismo mondiale qualche decennio fa e detentore del record – non ufficiale – in una simultanea (550 avversari, ognuno alla propria scacchiera, con 477 vinte, 63 patte e 10 perse), in età matura affermò:


Gli Scacchi sono magici per la vecchiaia: una partita fa dimenticare i reumatismi al ginocchio e niente fa più male di una catastrofe sulla scacchiera.


La vita di Circolo mantiene vivaci ed il contatto con i giovani dona nuovi impulsi.


Mikhail Tal, Campione del Mondo e grande umorista, facendo riferimento al suo gioco spettacolare e insidioso per l’avversario, riservava questa ironia a chi giocava nei Tornei facendo mille ipotesi e calcoli sul tabellone (grande prospetto, simile ad una tavola pitagorica, coi nomi dei partecipanti ed i loro risultati incrociati):


Tanti sono coloro che …dominano la tabella delle moltiplicazioni negli Scacchi e in egual modo le loro tabelle dei logaritmi! Non sarebbe meglio, ogni tanto, cercare di dimostrare che due per due può fare cinque?


Ruy Lopez, consigliere e confessore di Re Filippo II di Spagna, viene considerato il primo teorico del gioco per il suo manuale che, oltre alle notizie storiche, riporta le regole ed alcuni impianti di apertura.


Tra i suoi consigli, sorprendente è questo:


La prima regola è che bisogna fare in modo – giocando di giorno – che il nemico abbia il sole contro gli occhi e, se di notte, la lucerna o la candela sulla destra, perché la cosa gli dia fastidio alla vista e faccia ombra.


Essendo questo giuoco invenzione di guerra, è necessario cercar tutti i vantaggi possibili.


Savielli Tartakover, molto noto per i suoi aforismi, ma giocatore e teorico di notevole rilevanza, diversamente dal suo grande predecessore Ruy Lopez, al giocatore di Scacchi consigliava:


Nell’insieme delle capacità individuali, la volontà è uno dei fattori più importanti.


Chi vuole raggiungere mete elevate deve possedere altre qualità come la freddezza nel realizzare un piano di gioco, l’attenzione nell’impostare la difesa e, in particolare, riuscire a percepire l'avvicinarsi del momento critico.


Non sappiamo quanto Wolfgang Goethe fosse bravo negli Scacchi, di certo li usò in molte occasioni, suo è questo aforisma:


La natura ci ha donato la scacchiera al di là della quale non possiamo né vogliamo agire; ci ha intagliato i pezzi dei quali il valore, il movimento e le facoltà son state a poco a poco conosciute; ora sta a noi di eseguire le mosse che ci promettono delle vittorie; ciascuno tenta di fare questo a modo suo e non apprezza che altri s'immischino.

Un tabellone elettronico di un Torneo prima dell’ultimo turno.
Un tabellone elettronico di un Torneo prima dell’ultimo turno.


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