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29/07/2011

CHI C’E’ SULLA SCACCHIERA? (6)

Signori, Sua Maestà! L’ultimo attore del nostro bellissimo gioco è il pezzo che ha mantenuto, come il Cavallo, inalterato nei secoli il ruolo ed il movimento.





CHI C’E’ SULLA SCACCHIERA? (6)

(Attilio Tibaldeschi)



Signori, Sua Maestà!


L’ultimo attore del nostro bellissimo gioco è il pezzo che ha mantenuto, come il Cavallo, inalterato nei secoli il ruolo ed il movimento.


Abbiamo detto ultimo attore perché possono mancare tutti gli altri pezzi, ma questo deve esserci assolutamente.


In occasione dello scacco matto (in lingua persiana Shah mat significa “Il Re è morto”) tutta la parte rimanente del suo esercito lo segue nell’annichilimento, anche la Regina, proprio come si usava nei secoli scorsi in India!


Per contrastare le proteste femministe che lamentano una disparità di comportamenti, in caso di morte della Donna, col Re che continua scorrazzare per la scacchiera malgrado il suo status di vedovo, diciamo che la Regina non era prevista tra i pezzi nel gioco originale!


La causa è solo delle trasformazioni linguistiche che hanno portato la “Tenda del comando” a trasformarsi in Donna (cioè Regina, essendo a fianco del Re).


Il movimento del Re è facilissimo, potendosi spostare in qualsiasi direzione di una sola casa per volta e questo lo porta, se si tralascia il pedone, ad essere il pezzo più lento di tutta la scacchiera.


E’ facile vedere che, se si trova in una casa lontano un passo dal bordo, potrà andare in otto diverse case; se si trova in una casa del bordo, avrà a disposizione cinque possibilità di movimento, ma solo tre se queste case sono agli angoli.


In un solo caso – eseguendo l’arrocco – il Re può variare il suo movimento compiendo un balzo di …due case!


Non essendo possibile fare a meno della sua presenza, il suo valore risulta inestimabile, tuttavia, come unità tattica ha la forza di circa tre pedoni.


Non potendo lottare in velocità con gli altri pezzi, vediamo come può avere successo contro i pedoni.


Riesce ad arrestare e catturare tre pedoni uniti purché essi non siano arrivati in sesta traversa, cioè a due passi dalla promozione; molto più problematica la lotta contro due pedoni distanziati da due o tre colonne: se sono lontani dalla promozione, il Re potrebbe fare in tempo a fermarli, se sono più avanzati dovrà alzare bandiera bianca.


Con due pedoni distanziati di almeno quattro colonne, perde sempre!


Curioso il fatto del Re in ultima traversa contro due pedoni separati da una colonna, ma a due passi dalla promozione: chi deve muovere perde!


Queste considerazioni appena fatte, però, hanno solo un valore accademico in quanto non si è tenuto conto della presenza anche dell’altro Re che può soccorrere i suoi pedoni e dare una svolta decisiva alla partita.


La presenza del Re avversario, permette di aprire un capitolo fondamentale che deve essere appreso subito, nel momento in cui si impara il movimento del Re: questo pezzo non può essere mosso in una casa sotto l’attacco di un pezzo avversario!


In poche parole, il Re non può suicidarsi!


Se i due monarchi volessero venire alle mani, non potrebbero farlo perché la linea di case che li separa è un muro invalicabile e gli attacchi possono essere portati solo dagli altri pezzi.


Quando si trovano di fronte, ognuno su di una casa dello stesso colore, i due Re si dicono in opposizione che può essere verticale od orizzontale; se le case sono dello stesso colore, si parla di opposizione diagonale.


E’ facile capire che ogni Re non può aggirare l’altro, per cui diventa importante non solo “essere in opposizione”, ma anche “avere l’opposizione”! La conoscenza di questo concetto deve essere raggiunta al più presto se si vogliono impedire errori nella conduzione dei finali, specialmente quelli di pedoni; in particolare, dice che ha l’opposizione il Re che non deve muovere.


La ragione è presto spiegata: muovendosi, uno dei due Re fa sì che il “muro” si riduca a due sole case permettendo all’altro di occupare una casa lasciata libera dal muro che si è …spostato.


Detto così non sembra una cosa difficile, ma quando ci sono i pedoni che possono essere mossi, è necessario fare dei calcoli molto precisi se si vuole ottenere un risultato positivo.


Nell’esempio a sinistra, il Bianco inizia con: 1. b3 cui segue 1. , Ra8; 2. b4, Rb8; 3. b5, Ra8; 4. b6, axb6; 5. axb6, Rb8; 6. b7 ed il Nero non può evitare che il Re bianco occupi la casa a7 e la successiva promozione!


Se il movimento è solo affidato ai Re, si può guadagnare l’opposizione con una manovra alla quale non sempre è possibile ricorrere, se c’è questa opportunità, bisogna acchiapparla al volo!


Si tratta della triangolazione che permette di “passare la mossa” all’avversario.


Nell’esempio a destra, tocca al Bianco quindi è il Nero ad avere l’opposizione; con le mosse: 1. Rd5, Rc8; 2. Rc4 (conquista l’opposizione “lontana”), Rd8; 3. Rd4, Rc8; 4. Rd5 (e ora il Re nero non può riprendere l’opposizione in d7!), Rc7; 5. Rc5, tornando alla posizione di partenza, ma con la mossa al Nero che non potrà impedire l’accesso al Re bianco alla casa b6!

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