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09/04/2010

GLI SCACCHI SECONDO VASSILY SMYSLOV – Il 27 marzo scorso è scomparso un pezzo della storia degli scacchi, il campione del mondo che imparò il “nobil gioco” all’età di sei anni




GLI SCACCHI SECONDO VASSILY SMYSLOV – Il 27 marzo scorso è scomparso un pezzo della storia degli scacchi, il campione del mondo che imparò il “nobil gioco” all’età di sei anni
Vassily Vasilyevic Smyslov

 



Il 27 Marzo scorso, è scomparso un pezzo della storia degli Scacchi: poco dopo aver superato il traguardo degli 89 anni, ci ha lasciato Vassily Vasilyevic Smyslov, settimo Campione del Mondo. Descrivere brevemente un simile personaggio è difficile perché la sua vita è stata priva di quegli episodi che rendono i Campioni amati senza discussioni o ...discussi ad ogni loro respiro. Nato a Mosca il 23 Marzo 1921, imparò a giocare a Scacchi all’età di circa sei anni dal padre che, giocatore di livello quasi magistrale, poteva vantare di essere stato allievo del grande Cigorin e di aver battuto il grandissimo Alechin. A 17 anni, vinse il Campionato nazionale Juniores e concluse, primo a pari merito, il Torneo di Mosca; due anni dopo concluse il Campionato dell’URSS al 3° posto.


La seconda guerra mondiale rallentò l’attività internazionale, ma Smyslov continuò a misurarsi con quella “Scuola Sovietica”, il cui sviluppo, favorito dal regime, portò i suoi giocatori al dominio quasi assoluto per quarant’anni. Pur non mettendosi in mostra con prestazioni travolgenti, riusciva ad ottenere sempre dei buoni piazzamenti ed, alla ripresa degli appuntamenti internazionali, si segnalò come uno dei più solidi giocatori al mondo. Fu così che nel 1948 partecipò al Torneo Match che doveva scegliere, tra i cinque migliori giocatori del momento, il Campione del Mondo successore di Aleksandr Alechin morto due anni prima. Il vincitore fu Mikhail Botvinnik, ma Smyslov lo seguì al secondo posto con l’estone Paul Keres al terzo; l’Occidente era rappresentato dall’americano di origine polacca Sammy Reshewsky e dall’olandese Max Euwe che aveva interrotto il regno di Alechin.Dotato di una bella voce baritonale, che coltivava anche con lo studio della musica, a quel punto doveva prendere la decisione su quale carriera continuare; la risposta gliela diede il Teatro Bolshoi che non ritenne di servirsi delle sue doti canore. Da quel momento diventò professionista di Scacchi! La passione per la musica, naturalmente, non lo abbandonò e spesso si esibì accompagnato da Mark Tajmanov, altro Grande Maestro di Scacchi di vertice e pianista raffinatissimo.  Nello stesso anno, era il 1950, partecipò di diritto al Torneo dei Candidati al ruolo di sfidante del Campione Mondiale; giunse terzo, ma si qualificò per la successiva tornata; in più, la Federazione Internazionale (F.i.d.e.) lo inserì nel ristretto numero della lista iniziale dei Grandi Maestri Internazionali: 8 su 27 erano di scuola Urss, altrettanti vivevano nei cosiddetti “paesi satelliti”! Aggiudicatosi il Torneo dei Candidati del 1953, l’anno successivo incontrò Botvinnik col titolo in palio: dopo 24 partite, il bilancio di parità permise al Campione di conservare il titolo come era successo nel precedente ciclo contro David Bronstein.


Vinto ancora il Torneo dei Candidati nel 1956, Smyslov poté ripetere l’assalto al trono mondiale e questa volta si impose per 12,5 a 10,5 sul Campione che molti giudicavano in parabola discendente. Più giovane di dieci anni e nel pieno della maturità, Smyslov veniva pronosticato Campione per il prossimo decennio anche alla luce di un gioco posizionale solidissimo, di un trattamento dei finali con pochi rivali e dell’attività scacchistica svolta a livello professionistico.


Niente di più errato! Nella rivincita cui aveva diritto il Campione sconfitto, Botvinnik evidenziò tutto il suo talento nell’analisi delle partite del suo avversario, rilevando i punti deboli da colpire ed i punti di forza che dovevano essere contrastati: nell’arco delle 24 partite, sopravanzò Smyslov di due vittorie. Smyslov giocò spesso il ruolo di “eterno secondo” poiché trovava sulla sua strada qualcuno – allora la concorrenza era agguerritissima! – che si trovava in stato di grazia e che gli precludeva il primo posto!


Questo non gli impedì, nell’arco di cinque Campionati Europei, di ottenere cinque medaglie d’oro di Squadra e cinque personali come miglior giocatore della sua scacchiera; leggermente inferiore la sua prestazione alle Olimpiadi dove vinse 13 ori tra Squadra e personali (più due argenti e due bronzi!). Nel ventennio successivo, raggiunto l’apice sognato da tutti i giocatori, la sua attività fu leggermente inferiore, con risultati poco apprezzabili; si era dedicato anche alla composizione di studi oltre alla raccolta ed al commento delle sue partite migliori.


In Italia, esse furono stampate dall’Editrice “Caissa Italia” col titolo “Alla ricerca dell’armonia” in cui l’Autore espone, oltre alle sue esperienze di giocatore, il suo modo di sentire il mondo che lo circonda e il suo desiderio di elevarsi spiritualmente con gli Scacchi allo stesso modo che con la musica. Superata la soglia della terza età, ritornò in auge la sua immensa classe: nel 1983, nel Torneo dei Candidati, fu battuto in finale solo dal futuro Campione del Mondo Garry Kasparov! Fu presente anche in Italia a cominciare dal Torneo di Venezia nel 1950 e nel ’74; in entrambi i casi giunse secondo. Anche al Torneo di Capodanno di Reggio Emilia (1986-87) giunse secondo; a Roma due anni dopo in cui vinse a pari merito, ma fu secondo per spareggio tecnico! Cosa dire ancora di un personaggio che la passione scacchistica del regista Kubrik chiamò Dott. Smyslov uno dei suoi personaggi di “2001 Odissea nello spazio”? Di lui rimangono, oltre alle numerose tracce nella teoria delle aperture e nei suoi finali giocati in modo magistrale; le sue composizioni erano una ricerca del bello che doveva colpire il solutore facendogli disegnare – qui citiamo Spasskij – veri e propri arazzi sulla scacchiera. Di lui rimane anche il rimpianto per l’attenuarsi, nei moderni giocatori, del desiderio di gioire e soffrire nel praticare questo gioco: oggi ci si affida ai programmi per computer, ma viene a mancare quella ricerca che fa vincere lo spirito sulla materia!


Parlando in occasione dei suoi 85 anni, ammonì i presenti dicendo di salvare la creatività degli Scacchi che costituiscono una condizione spirituale.

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