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23/09/2020 - Vercelli - Enti Locali

ESCLUSIVO: IREN DICHIARA UFFICIALMENTE LA GUERRA DELL'ACQUA - Alla riunione dei 7 Gestori Ato2, unico voto contrario alla decisione di unirsi tutti per un servizio migliore, quello di Asm Vercelli - Il Comune come tappezzeria

La ricerca del profitto applicata alla gestione degli acquedotti può portare a trovarsi i batteri nella pancia - Così come applicata alla raccolta rifiuti fa trovare l'immondizia in strada - Solo che l'immondizia si vede subito -




ESCLUSIVO: IREN DICHIARA UFFICIALMENTE LA GUERRA DELL'ACQUA - Alla riunione dei 7 Gestori Ato2, unico voto contrario alla decisione di unirsi tutti per un servizio migliore, quello di Asm Vercelli - Il Comune come tappezzeria

AVVERTENZA

 

Il Lettore deve essere avvisato: questo articolo non è facile; con tutta la buona volontà e l’applicazione per “tradurre” concetti tecnici e percorsi amministrativi complessi.

Ma desideriamo rivolgere una preghiera: vale la pena dedicare un supplemento di attenzione e di pazienza.

Ancora una volta, come sempre quando si parla della predazione del nostro territorio e di beni vitali come l’acqua, ma prima ancora, gli acquedotti, ne va del futuro dei nostri figli.

Per quello che riguarda noi, potremmo tranquillamente passare oltre: sono loro che giustificano un impegno altrimenti privo di senso, se non quello della testimonianza.

Attenzione, dunque, ad una prima “disambiguazione”.

Perché, altrimenti, parlare di “acqua pubblica, acqua bene comune”, potrebbe apparire un po’ come dire “Viva l’Italia”.

Una cosa vera, ma non direttamente incidente sulla nostra vita quotidiana.

Invece, è bene chiarire subito che la locuzione “acqua pubblica”, rimanda, in realtà, ad un’altra ben più concreta, tangibile, occasione per affari produttivi di utili.

Si tratta, quindi, della gestione pubblica o privata degli acquedotti.

***

CHI GESTIRA’ I NOSTRI ACQUEDOTTI DAL 2023 IN POI

 

Non è la prima volta che se ne parla e, in fondo, dal punto di vista sostanziale, siamo ancora poco distanti dal punto in cui ci eravamo lasciati l’11 aprile 2018, con questo articolo che, senza falsa modestia, per la prima volta illustra in modo organico il rischio incombente

– leggi qui -

***

Dapprima, come nel cartellone di una commedia, i ruoli ed gli interpreti.

Insomma, le parti in commedia.

***

Il protagonista: la ATO2, cioè l’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale 2.

Chi sono?

Dove hanno sede?

Più facile dire prima dove abbiano sede.

A Vercelli, in Via Giosuè Carducci, la stessa del Liceo Classico, angolo Piazza del Tribunale.

Cosa fanno quelli dell'Ato2?

Ecco, qui incominciamo con le cose un po’ complesse.

L’Ato2 è l’Ente che decide (tra le altre cose, ma ora è in discussione questa) “chi”, quali aziende, gestiscono gli acquedotti nell’ambito del proprio territorio.

Qual è questo territorio?

E’ quello che comprende le provincie di Biella, Vercelli – Valsesia e parte casalese – valenzana della provincia di Alessandria.

Sono più di 170 comuni.

Qualche dato.

Si tratta di una popolazione servita di 450 mila abitanti.

Approssimativamente, 200 mila contatori.

Il fatturato annuo complessivo è poco meno di 60 milioni di euro.

Sono in tutto circa 300 i dipendenti addetti al servizio idrico, 14 i dirigenti.

***

Ma questi “addetti”, questi “dirigenti”, per chi lavorano?

Di chi sono, quindi, dipendenti e dirigenti, chi sono i loro datori di lavoro?

Sono, appunto, i sette Enti gestori che, a loro volta, hanno l’incarico dalla Ato2.

Cioè sono i Concessionari del servizio idrico, nei rispettivi territori.

Quanti sono e chi sono?

Sono sette.

La Sii (parte alta della provincia di Vercelli e Baraggia) – Atena Asm – Cordar Valsesia – Cordar Biella – Amc (Casale) – Amv (Valenza) – Comuni Riuniti (Area Borgo d’Ale e limitrofi, ma non solo, anche Lenta, per esempio).

***

E qui, leggendo questi nomi, si incomincia forse a prendere più familiarità con il problema.

Sono nomi che tutti sentiamo spesso.

E leggiamo sulla bolletta dell’acqua.

Ebbene, la concessione a questi Enti scade (non a tutti nello stesso momento, ma per ora non è questo che conta mettere a fuoco) comunque nell’anno 2023.

***

COSA PUO’ CAPITARE DAL 2023 IN POI / 1


Può capitare che l’Ato2 dica qualcosa del genere.

Sapete, Signori cari, cosa faccio?

Bandisco una bella gara pubblica europea e vinca il migliore.

Chi potrebbe partecipare, chi avrebbe forze e requisiti per presentare offerte per una fornitura tanto vasta?

Solo i grandi players nazionali.

Che il Lettore non faticherà ad immaginare…

Proprio loro: Iren spa e la competitor diretta A2A spa e pochi altri.

***

Sono società private che mirano all’utile, al profitto.

Cosa può capitare quando una società mira al profitto?

Per esempio, può capitare come capita con i rifiuti qui in città di Vercelli (ma nei paesi la musica è la stessa).

Cioè, per ridurre le spese, aumentare l’utile e quindi il profitto, non raccolgono i rifiuti.

Naturalmente, se fanno così non va bene.

E la gente se ne accorge subito, perché i rifiuti si vedono.

Ma se, per aumentare il profitto, non fanno manutenzioni adeguate agli acquedotti, la gente non se ne accorge subito.

Se ne accorge quando ha già i batteri nella pancia, con tutto quello che segue.

***

Eppure loro dicono qualcosa del genere: ma noi abbiamo i mezzi per fare gli investimenti.

E qualche buontempone che ci vuole credere lo trovano sempre, qualche servo Iren lo trova sempre.

Quindi, avendo più mezzi, diamo più garanzie.

Invece – se può valere l’esempio dell’immondizia in strada – l’unica garanzia che danno è quella di perseguire il profitto.

***

 

COSA PUO’ CAPITARE DAL 2023 IN POI / 2


Per evitare la gara pubblica e continuare con l’assegnazione fiduciaria ad Enti del territorio (gli attuali sette), dovranno ricorrere alcune condizioni: qualcuna ormai disposta dalle norme di Legge di riferimento e altre, invece, dettate più dal buon senso e, infine, dalla volontà di perseguire l’interesse (quello vero) pubblico.

La prima di queste condizioni è che gli attuali sette Gestori “diminuiscano”, un po’, oppure del tutto.

Cioè, si accorpino.

La seconda – non meno importante – è che siano Gestori che si occupino solo di acqua.

Monoprodotto.

E qui incominciano a diventare dure le pietre sul cammino di Asm Vercelli spa, perché è chiaro che ora Asm gestisce sia l’acquedotto, sia la nettezza urbana, i rifiuti.

E si vede come.

Allora cosa dovrebbe avvenire?

Dovrebbe avvenire lo “scorporo” in un particolare ramo d’azienda del settore idrico.

Si badi: non siamo ancora al punto in cui il Comune di Vercelli potrebbe riprendersi la gestione dell’acquedotto.

Questa è una materia di cui si sta discutendo, ma è un’altra, parallela materia.

Per adesso si dice (e questa è una cosa comunque obbligatoria): guarda, Asm Vercelli spa, che devi scorporare, dividere, gli acquedotti dalla immondizia.

Anche se, nel ramo d’azienda che ne risulterà (per esempio: Asm Acqua o come vorranno chiamarla) Iren sarà sempre al 60 per cento ed il Comune di Vercelli al 40 per cento.

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Al momento – come vedremo meglio tra qualche riga – Asm pare che da questo orecchio non voglia sentirci.

Ma non anticipiamo i tempi.

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Dunque, la soluzione più ambiziosa e coraggiosa, da molti desiderata, potrebbe essere che i sette Gestori si accorpassero, diventando un solo Gestore.

Qual è il contenitore da tanto tempo individuato per questa unificazione da sette a uno?

E’ una cooperativa che si chiama “Acquedueo” ed è già ora costituita da tutti e sette gli Enti.

Per ora ha solo compiti di coordinamento e rappresentanza.

Ma potrebbe avere un futuro: appunto essere l’embrione del Gestore unico.

La coop (che nell’articolo del 2018, linkato, aveva il nome di Ato2 scarl ma faceva confusione con l’Ato e quindi le hanno cambiato nome) aveva, allora come oggi, per Amministratore Leonardo Gili di Villarboit, già presidente della Sii.

***

Dunque c’è una prima linea, una tesi, una volontà già espressa che dice: riuniamo tutti i sette gestori.

A questa volontà (come leggeremo tra poco) si oppone Atena Asm Vercelli: sei contro uno.

Quindi anche Andrea Corsaro è contro?

Quindi siamo contro tutti noi vercellesi?

Lo vedremo tra poco.

***

E’ chiaro che la soluzione di riunire sette Enti in uno solo presenterebbe un’enormità di vantaggi in termini di economie di sistema e razionalizzazione dell’operatività.

L’unica a rimetterci sarebbe Iren spa che dovrebbe rinunciare alla gara – che la vedrebbe avvantaggiata – accontentandosi di una particina.

Il “peso” di Asm come gestore di acquedotti in seno all’Ato2 è, infatti del 16 per cento circa (sui 170 comuni) ed il peso di Iren all’interno di Atena Asm è del 60 per cento.

Quindi, all’incirca, peserebbe per poco meno del 10 per cento.

E andare, con passi lunghi e ben distesi.

Inoltre, avrebbe il fastidio di procedere allo scorporo del ramo d’azienda monoprodotto.

***

Superfluo essere andati a scuola alla Bocconi per rendersi conto che – ove perseguibile – questa strada sarebbe quella in grado di assicurare la massima economicità degli interventi e, insieme, la tutela del pubblico interesse in ordine agli scopi per cui si gestisce un acquedotto.

Non il profitto, anche se ciò fosse a costo dei colibatteri fecali nell’acqua.

Insomma, meglio di chiunque altro, un Gestore pubblico può assicurare un acquedotto pubblico efficiente ed il meno costoso possibile.

Attenzione, però, a questa parola “costoso”.

Perché è insinuandosi in questa idea che il “nemico” si presenta come il “progresso”.

Su questo bisogna fare attenzione.

Perché i servi di Iren stanno proprio dicendo qualcosa del genere e di “laterale”.

Come, ad esempio: guardate, Signori cari, che il moloch ha soldi per gli investimenti e quindi può farci del bene.

Errore.

Il moloch vuole il profitto.

E’ giusto che sia così, non può volere altro, è nelle regole del gioco.

Ed è altrettanto vero che non si possa accettare che l’acqua sia erogata secondo una logica di profitto.

Perché non si tratta di un problema (solo) di tariffe.

Si tratta di accettare o no il rischio che un Ente, pur di fare profitto, ti faccia trovare i colibatteri fecali nell’acqua del rubinetto che dai da bere ai tuoi bambini.

Prima che un problema di tariffe, è un problema di rischi che un Imprenditore privato (soprattutto se più forte dei suoi controllori) potrebbe essere disposto a correre.

Rischi che, ovviamente, non è disposto a correre un Gestore pubblico.

Tutto qui.

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Quindi, riassumendo, la seconda (dopo la gara pubblica, che fa comodo ad Iren) delle opzioni sul tappeto è: unico Gestore costituito dagli attuali sette che si accorpano.

***

COSA PUO’ CAPITARE DAL 2023 IN POI / 3

 

C’è poi una soluzione intermedia, sempre con una propria validità, che direbbe più o meno così.

Ammettiamo, in astratto, che la riunione di tutti e sette sia troppo complessa.

Allora, potrebbe percorrersi (sostanzialmente con gli stessi vantaggi) questa subordinata.

Cioè, di sette Gestori farne tre.

Ad esempio: Cordar Biella per proprio conto.

Poi: Amc Casale e Amv Valenza uniti (si stanno comunque unendo, per scelte già compiute tra loro in precedenza).

E un terzo: Cordar Valsesia, Sii e, appunto, Asm Vercelli spa.

C’è chi dice che, sotto sotto, questa sia la reale volontà di molti, ma non anticipiamo i tempi.

Come si è visto, pur essendo questa soluzione una subordinata della precedente, quindi in grado di offrire risultati parziali, comunque è sempre meglio di niente e – soprattutto – meglio della gara pubblica.

Perché la gara pubblica significherebbe mettere a priori fuori gioco tutti gli Enti Locali, defraudando il cittadino di un reale potere di controllo sulla gestione della propria acqua.

E qui, qualche bello spirito servo di Iren, potrebbe incominciare a dire: ma no, ma no, ma figurati se Iren o A2A non ti farebbero vedere i dati.

Ma i servi di Iren, se così dicessero, sarebbero in malafede: sanno bene, infatti, che, per esempio, già ora Atena Asm tenta (inutilmente) di tenere secretata qualsiasi cosa la riguardi, rifiutando di fare vedere le carte persino ai Consiglieri Comunali che vogliono vedere come è stata gestita in Azienda l’emergenza Coronavirus.

Quindi figuriamoci se ti farebbero vedere le analisi di laboratorio dell’acqua potabile presa dall’acquedotto da loro gestito, con esposti in bella evidenza i contenuti di carica batterica, pseudomonas aeruginosa, stafilococco aureo e tutta l’allegra brigata dei patogeni.

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COSA E’ CAPITATO IL 2 SETTEMBRE

 

Dal 2018, arriviamo ad oggi.

E, precisamente, al 2 settembre scorso.

Quando si tiene, nei locali di Via Giosuè Carducci, una riunione dell’Esecutivo di Ato2.

E qui è utile dire chi siano i maggiorenti dell’Autorità d’Ambito.

Il Presidente è sempre espressione del territorio biellese.

In questa tornata, quindi, il Sindaco Claudio Corradino.

I suoi due Vice sono, rispettivamente, sempre di Vercelli e di Casale – Valenza.

In questo periodo, quindi: Davide Gilardino per Vercelli e Marco Torriano per Casale.

Gli altri componenti dell’Esecutivo: Gian Matteo Passuello, Davide Crovella, Gabriella Di Lanzo, Roberto Carelli, Luigi Michelini, Stefano Corgnati, Daniele Pane, Mattia Beccaro, Luca Ballerini ed Emanuele Ramella Pralungo.

***

Il 2 settembre sono presenti Corradino, Gilardino, Passuello, Crovella, Carelli, Corgnati, Beccaro, Torriano.

Hanno convocato la coop. Acquedueo per la quale sono presenti l’Amministratore Unico Gili ed il direttore, Ing. Paolo Cavagliano.

Il pallino è giocato sostanzialmente dal Presidente e dal Vice Presidente Gilardino (che si occupa da circa 15 anni della materia).

Il discorso che fanno alla coop. riassume i tre possibili itinerari che abbiamo in precedenza elencato: o ci si accorpa, o sarà inevitabile la gara pubblica, finendo così nella pancia di Iren spa.

Messaggio forte e chiaro che, del resto, trova più che ricettivi sia Gili, sia Cavagliano.

Nella riunione si apre una variabile.

Che però tratteremo più diffusamente in altro articolo, perché questo è già fin troppo complesso.

La variabile è: che fina farà il Gestore Comuni Riuniti.

L’Ato2 non lo vuole più: c’è un contenzioso tra via Carducci ed i Comuni.

Il contenzioso – di cui parleremo – è deferito al giudizio del Tar che sarà il 13 gennaio 2021.

***

Ma, già ora, la Comuni riuniti potrebbe trovarsi con il “nemico” in casa, se passasse il referendum per la fusione di Lenta con Gattinara, indetto per i primi di novembre.

Lenta, infatti, fa parte della Comuni Riuniti.

Ma se Daniele Baglione, Sindaco di Gattinara (gestita dalla Sii) diventasse anche Sindaco di Lenta, allora potrebbe magari ricordarsi di essere anche nel Consiglio di Amministrazione di Atena Asm Iren e che Gattinara è a contratto con la Sii di cui è Direttore Alessandro Iacopino.

Ma, come detto, ora non divaghiamo, vedremo melgio in altro articolo.

***

Torniamo a bomba, alla riunione del 2 settembre.

In quella sede Davide Gilardino ha dato l’impressione di parlare anche a nome di Andrea Corsaro.

Soprattutto per quanto riguarda la possibilità che Atena Asm proceda allo scorporo dell’acquedotto che sarebbe, pertanto, monoprodotto come gli altri.

E’ un impegno non da poco.

Del resto, come abbiamo visto, a quella riunione Michelini era assente.

O perché non poteva.

O, al contrario, perché è vero che Corsaro si sentisse già rappresentato dal Vice Presidente, che in qualche modo avrebbe così potuto preconizzare i passi che avrebbe compiuto Asm.

Si saprà presto.

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Quello che è sicuro è che l’Esecutivo di Ato2 abbia dato il compito alla coop. Acquedueo di preparare e presentare un progetto di fusione tra i sette Enti gestori.

***

 

COSA E’ CAPITATO IL 16 SETTEMBRE

 

Sicchè Gili e Cavagliano, tutti contenti, se ne tornano a casa e convocano un altro incontro, questa volta tra tutti gli Enti componenti della Coop., cioè tra i sette Gestori che devono: prima di tutto, sentire la relazione sull’incontro in Ato2 e, secondo, decidere se procedere o no alla fusione.

Il 16 settembre alle 17,30, si tiene la riunione in teleconferenza.

Sicchè il nostro riassunto non sarà precisissimo, ma crediamo sufficiente per capire.

Sono presenti: Angelo D’Addesio e Roberto Conte (Asm Vercelli); Fabrizio Amatelli e Maria Gabriella Cressano (Amc Casale); Andrea Canonico (Amv Valenza); Silvano Barberi Negra e Cavagliano (Cordar Valsesia); Laura Leoncini e Gabriele Martinazzo (Cordar Biella); Alessandra Ticozzi (Comuni Riuniti).

***

E qui scoppia la bomba.

Perché Roberto Conte, l’uomo (sono modi di dire) di Iren a Vercelli, getta la maschera e dice, in buona sostanza, che Iren non vuole la riunione tra i sette Gestori.

Il povero Angelo D’Addesio ci fa una ben magra figura.

Lasciamo pure perdere – per ora - la deprimente discussione che si sviluppa per un bel po’ di tempo, con i bizantinismi del duo di Corso Palestro, che si interessa – ad esempio – di sapere se l’Ato si fosse espressa come tale, ovvero il 2 settembre fosse stato solo un giro di opinioni tra singoli.

Come, detto, lasciamo perdere i particolari.

Che non impensierirebbero, se non per il fatto che in Corso Palestro c’è sempre quel 40 per cento del Comune di Vercelli, che vuole dire dei cittadini di Vercelli.

Si passa ai voti.

La proposta (posta in gioco) è chiara.

Cosa facciamo?

Noi sette Enti Gestori decidiamo di aderire al mandato Ato2 e preparare il progetto di fusione e poi gestione comune, anche dopo il 2023?

Chi è d’accordo?

Chi è contrario?

***

La vera e propria bomba è questa.

Tutti i sei gestori favorevoli.

Solo Atena Asm contraria.

E’ chiaro che Iren vuole la gara pubblica.

Così tutti gli altri sarebbero tagliati fuori.

***

Ma, dopo la bomba, le macerie di quella Beirut che, ormai, è la convivenza forzata ed innaturale in Asm del Comune di Vercelli con Iren.

***

La domanda, ineludibile e semplice è questa: ma davvero i cittadini di Vercelli si sentono rappresentati da Angelo D’Addesio ed Andrea Corsaro, che votano (obbedendo a Conte) contro una cosa del genere?

***

Alla politica risolvere il nodo, che ormai è solo un nodo gordiano.


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