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03/02/2020 - Vercelli Città - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 603 - Il Comune ha sempre saputo che in Area Pip non si può costruire niente se prima non si mette al riparo la Roggia Molinara - Allora: chi ha preparato il compromesso dell'8 aprile con i francesi di Aprc? - E perchè?

l’Ovest Sesia ha sempre detto chiaro e tondo: guardate, Signori cari, io Ovest Sesia ho la responsabilità e mi devo curare della Roggia Molinara. Vi dico già che la Roggia Molinara, in caso di forti piogge e – peggio – eventi calamitosi intensi, non ce la fa a smaltire l’acqua in esubero.






TRIPPA PER I GATTI / 603 - Il Comune ha sempre saputo che in Area Pip non si può costruire niente se prima non si mette al riparo la Roggia Molinara - Allora: chi ha preparato il compromesso dell'8 aprile con i francesi di Aprc? - E perchè?


Ici l'âne tombe.

O, almeno, qualche rischio lo corre.

***

E’ un francese facile.

Ma andiamo con ordine.

***

PRIMA DI KARIM, AMAZON

E PRIMA DI AMAZON, BRENDOLAN

C’è sempre stato un particolare importante, nella trattativa e poi nell’insediamento di Amazon a Larizzate, area Pip a Sud della Roggia Molinara, che è sfuggito ai più, noi compresi.

Chissà se qualcuno ne ha mai saputo qualcosa, compresi Assessori e Consiglieri Comunali.

Da quando Amazon ha manifestato l’interesse ad insediarsi qui, l’Ovest Sesia ha sempre detto chiaro e tondo: guardate, Signori cari, io Ovest Sesia ho la responsabilità e mi devo curare della Roggia Molinara.

Vi dico già che la Roggia Molinara, in caso di forti piogge e – peggio – eventi calamitosi intensi, non ce la fa a smaltire l’acqua in esubero.

Questo “oggi” (era il 2016, anno lungo il quale durò la trattativa, culminata con la firma del contratto di compravendita dei terreni il 16 dicembre 2016); ma ve l’ho già detto anche quando si è insediato Brendolan.

E vediamo come rimediò Brendolan.

L’imprenditore della logistica non trovò di meglio che scavare un laghetto nel quale fare confluire le acque meteoriche le quali, solo dopo questo “stoccaggio”, sarebbero state, poco per volta, immesse a piccole dosi nella Roggia Molinara.

***

Poi, come abbiamo visto, arriva Amazon e Ovest Sesia non può che ripetere (in tutte le salse, sedi, lingue conosciute: lo precisiamo perché sono tutti verbali di riunioni di e con Enti Pubblici): guardate, Signori cari, anche in questo caso dovete fare un laghetto o qualcosa del genere.

Non chiedete a noi di autorizzare ciò che la Roggia Molinara non può contenere.

Fuori da ogni dubbio che lo scavo di questi “laghetti” non sia affare, né di diritto, né di rovescio, di Ovest Sesia.

Ovest Sesia deve assicurare che – in caso di eventi alluvionali – la Molinara ce la faccia.

A meno che…

A meno che, come abbiamo visto nel nostro articolo del novembre 2018 (è linkato in alto: è una “ri”lettura utile per una ricostruzione obbiettiva della situazione) non si faccia il grande (e definitivo) scolmatore.

I soldi ci sarebbero stati (30 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione) ma, se si fosse dichiarata quell’area a rischio alluvionale, chissà se sarebbe stato possibile concedere i terreni ad Amazon?

Lasciamo che lo dica chi di dovere.

***

COME HA FATTO AMAZON A RISOLVERE?

Adesso torniamo alla nostra Amazon la quale, un bel giorno, si sente dire che deve – in aggiunta a tutto il resto – fare anche il laghetto che contenga l’acqua meteorica eventualmente in esubero perché – si ripete – la Roggia Molinara di Larizzate è al limite della capienza possibile immaginabile.

Cose già dette ai tempi di Brendolan: le sanno tutti.

Tutti quelli che le devono sapere.

***

Orbene, cosa crede, l’illustre Lettore, che faccia Amazon?

Forse un laghetto?

No.

Fa – in fondo, intanto i soldi li hanno – persino meglio.

Costruisce quello che si chiama un “invaso lineare”.

Cioè, invece di un lago rotondo, lo fa come se fosse un lungo canale.

Poi, dal canale che fa le funzioni di un lago, (cioè tiene dentro l’acqua) poco a poco fa defluire il contenuto nella Molinara.

E come fa?! – potrebbe domandarsi l’illustre Lettore – con il contagocce come quello impiegato per il gomenoleo?

No: ci sono chiusini con tanto di saracinesca.

Ah, ecco.

***

Dunque, Amazon fa l’invaso lineare.

Meglio non rischiare e ne fa due.

Uno a Nord ed uno a Sud dello Stabilimento

Quanto saranno grandi, questi laghi lunghi e stretti?

Presto detto.

Il primo, detto “Bacino Scolmatore Nord” è lungo 1.290 metri, largo tre metri (larghezza massima dell’invaso) e profondo 2,50.

Che significa 9.675 metri cubi.

Il secondo è un pochino più capace.

Si chiama “Bacino Scolmatore Sud” e misura una lunghezza di 1.320 metri per uno “svaso” (come una grande culla) di 19 metri ed una profondità di due metri.

In totale 49.050 metri cubi.

E tutti e due i “laghetti lineari” messi insieme dicono di una cubatura complessiva di 58.695 metri cubi.

Facciamo il solito paragone per dare un’idea.

Sapendo che la piscina Enal contiene 1.200 metri cubi d’acqua, sono in pratica una cinquantina di piscine Enal.

Che, in caso di forti piogge, vanno poi a finire in seguito, ma con calma e gradualmente, sempre nella Roggia Molinara di Larizzate.

Sono belle opere che chiunque, in certi tratti del loro corso, può vedere.

In altri tratti non si vedono così facilmente perché bisogna scarpinare tra le sterpaglie (in compenso, si scopre un posto ideale dove portare a correre il cane, muniti però di stivali da ortolano) ed in altri tratti ancora il corso del laghetto lineare diventa ipogeo, per riemergere poi, a valle di sifoni sui quali stanno le Rotatorie.

Però, a parte il fatto che non sia facilmente raggiungibile, è tutto alla luce del sole e fatto a regola d’arte.

Questi 58 mila metri cubi di invaso servono per mettere in sicurezza l’area che ospita un capannone (quello di Amazon) che insiste su di una superficie coperta di circa 110 mila metri quadri.

Ma… c’è un “ma”.

L’illustre Lettore crede forse cha la manutenzione di quei 58 mila metri cubi di laghetto lineare siano a carico di Amazon?

Eh no!

Se così credesse, vorrebbe dire che non conosce il leader mondiale dei pacchi.

Amazon ha volentieri devoluto l’incombente – non per nulla è il leader mondiale dei pacchi – al Comune di Vercelli.

Il motivo è semplice: fare il laghetto non tocca né ad Ovest Sesia, né al Costruttore (Amazon).

Toccherebbe al Comune.

Amazon, però, lo realizza (si saprà presto se a scomputo di “oneri” di urbanizzazione, oppure di “opere” di urbanizzazione) per accelerare i tempi e poi dice: guardate, Signori cari, che noi facciamo pacchi.

Non facciamo gli acquaioli.

Quindi che accade?

Accade che i costi di manutenzione annuali – e poi, quando sarà ora, di manutenzione straordinaria – sono a carico del cittadino di Vercelli, che se li prende giustamente sulla gobba.

Tanto è vero che, quei 59 mila metri cubi di invasi, quando piove un po’ di più sono vigilati dalla Protezione Civile del Comune.

***

SE QUSTE COSE SONO NOTE ED ARCINOTE AL COMUNE, PERCHE’ SI FIRMA QUEL COMPROMESSO DELL’8 APRILE?

 

Queste cose il Comune le sa bene, dunque, sin da quel lungo anno 2016 nel corso del quale tutti sapevano che lì sarebbe arrivata Amazon, ma nessuno ha mai detto né ahi, né bai, per paura di chissà che cosa…segreto segreto.

Così, segreto dopo segreto, si è arrivati alla trattativa con l’intraprendente Karim Abdelloaui, leader di Aprc, il mediatore di logistica di Lione, che a Vercelli ha trovato – per ora – l’unico posto in Italia dove l’abbiano considerato di striscio.

Perché né in Emilia Romagna, né a Torino, né in Lazio – al momento – risulta abbia opzioni (messe nero su bianco) su terreni di proprietà di Enti Pubblici.

***

E qui si iniziano ad intravedere aspetti che, a tutta prima, parrebbero un pochino meno simpatici.

Perché, al contrario degli emiliano romagnoli, torinesi (compresi quelli di Porta Palazzo), ciociari, il Comune di Vercelli, in data 8 aprile 2019, firma il famoso “compromesso” con il quale si impegna a vendere l’area di 390 mila metri quadri a Larizzate alla Aprc.

E’ la stessa area a proposito della quale l’Ovest Sesia, sin dai tempi di Brendolan, dice: guardate, Signori cari… (il resto lo sapete).

Sono sempre le stesse cose.

La prima: sarebbe meglio fare lo scolmatore generale, quello da 30 milioni di euro.

Che, se spendessimo qui 30 milioni di euro che ci darebbe la Regione, sai quante Imprese lavorerebbero?

Ma non è questo il punto.

Il punto è che – la seconda cosa – se non vuoi fare lo scolmatore, devi dire, tu Comune di Vercelli, a Karim, che si faccia anche lui il suo laghetto, eventualmente lineare, idoneo a soddisfare l’esigenza non già dei 100 mila metri quadri dei capannoni di Amazon, ma dei 190 mila metri quadri che il giovane e brillante lionese ci dice di volere realizzare per grandi Aziende clienti che è sicuro di portare a Vercelli.

Però: segreto segreto, cortine fumogene, nebbia fitta.

***

Non dicono niente, non portano un’azienda che è una, non tirano fuori un euro.

Euri zero o vicini allo zero.

***

Però, c’è un però…

Perché chiunque scorra il testo di quel compromesso (che di nuovo, per la almeno decima volta alleghiamo in jpg al termine di queste righe) nota proprio un passaggio assai intrigante di pag. 19:

(tutte le pagine sono in formato espanso al termine dell’articolo)

***

E’ il passaggio che subordina l’efficacia dell’impegno alla realizzazione delle opere di smaltimento delle acque meteoriche.

E un povero omarino direbbe, nella sua ignoranza: ma se lo sapete già che il laghetto per le acque meteoriche va fatto!

***

Sapete già che l’Ovest Sesia è responsabile solo della Roggia Molinara e vi sta dicendo da anni che la Roggia Molinara di Larizzate è già satura.

Sapete che la realizzazione dell’opera tocca al Comune.

Perché – direbbe sempre il povero omarino – andare a mettere un assist così grande in mano alla Parte Promissaria Acquirente?

Un assist, tra l’altro, gravato di almeno altre due criticità.

La prima è che il nuovo laghetto longitudinale dovrebbe passare anche su una parte di terreni che – ad oggi – non sono del Comune.

Ma la seconda appare dirimente.

Anche ammesso che Karim abbia voglia di tirare fuori i 5 milioni di euro, abbia le Aziende che vogliono trasferirsi a Vercelli, insomma, voglia ipotizzare astrattamente di adempiere, come potrebbe scavare il laghetto longitudinale prima (e non dopo) avere acquistato?

Dovrebbe scavare mentre l’area è ancora di proprietà del Comune?

***

Come si vede, più passa il tempo, più le perplessità su quel benedetto compromesso dell’8 aprile 2019 aumentano, comprendendo particolari sempre nuovi.

E sì che, nella famosa conferenza stampa del 9 aprile successivo, professionisti affermati (ma nella loro veste di Assessori) come Andrea Coppo e Mario Cometti, si dichiararono orgogliosi di avere licenziato in Giunta quel testo, che poche ore dopo, a nome del Comune, il Dirigente Pino Scaramozzino firmò con Karim.

A Scaramozzino si potrebbe rivolgere la stessa domanda: ma non si sapeva dai tempi di Amazon e prima ancora di Brendolan che, prima di vendere un metro quadro in quell’area, bisogna sapere cosa fare con la gestione delle acque meteoriche?


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