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22/11/2019 - Vercelli Città - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 582 - Quello che prima si poteva solo pensare, ora è ufficiale - Non arrivano (per ora) i soldi di Karim e il Comune di Vercelli deve variare il Bilancio di Previsione - Partita a poker surreale: ci sono le aziende interessate?

Ieri, 21 novembre, si è tenuta la riunione della Prima Commissione del Consiglio Comunale di Vercelli, quella che si occupa di Bilancio.






TRIPPA PER I GATTI / 582 - Quello che prima si poteva solo pensare, ora è ufficiale - Non arrivano (per ora) i soldi di Karim e il Comune di Vercelli deve variare il Bilancio di Previsione - Partita a poker surreale: ci sono le aziende interessate?

Da ieri è ufficiale.

Per ora, l’avventura con la Aprc di Karim Abdellaoui è stata quello che si chiama “ ‘n gram afè ”, un cattivo affare.

Ma andiamo con ordine.

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Ieri, 21 novembre, si è tenuta la riunione della Prima Commissione del Consiglio Comunale di Vercelli, quella che si occupa di Bilancio.

E sul tavolo c’era l’espressione di parere sulla quarta variazione del Bilancio di Previsione del Comune, che sarà poi sottoposta al voto del Consiglio, i prossimi 27 e 28 novembre.

Cosa dice questa variazione? 

Dice che gli oneri di urbanizzazione conseguenti alla vendita, nel corso del 2019, dei terreni in area Pip, Roggia Molinara, non arriveranno: quindi il Comune, per il 2019, non incasserà quanto aveva previsto di incassare.

Si tratta di 1,6 milioni di euro, di cui 250 mila di parte corrente.

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Più chiaramente, cosa significa?

Significa questo: i Consiglieri Comunali che, il 27 marzo 2019 (maggioranza del Sindaco Maura Forte) votarono il Bilancio di Previsione, erano ( stati ) convinti che, parte degli investimenti del Comune e poi anche qualche spesa corrente, si sarebbero potuti finanziare vendendo il terreno vicino ad Amazon alla Società francese che è – a sentirne qualche entusiasta aedo - “promotore di logistica”.

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Ne avevano qualche ragione perché la loro stessa Giunta, il 7 dicembre precedente (2018), così aveva deciso, dando tempo a Karim fino all’8 aprile successivo per sottoscrivere il contratto preliminare, il compromesso.

Come si vede, passi belli lunghi, dando tutto l'agio al simpatico imprenditore franco algerino di fare tutto con comodo.

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A gennaio 2019, poi, la parusia di Karim con gli stakeholders, imprenditori, Consiglieri Comunali.

Si parla di un fondo di investimento immobiliare miliardario (in dollari americani) che sarebbe interessato: cioè la lira per acquistare il terreno e costruire i capannoni dovrebbe essere messa a disposizione di un fondo di investimento immobiliare di diritto statunitense. Di cui non si fa il nome.

Ma non si dice di più. Tutto avvolto nel segreto.

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La sorpresa (una delle prime) arriva proprio l’8 aprile, giorno fissato per la firma del preliminare.

Tutte le bozze che sono in circolazione dicono che la generosa Giunta di Maura Forte concede altri 6 mesi allo stupefacente Karim per organizzarsi: il contratto definitivo (il momento in cui Karim tirerà fuori gli euro) slitta di altri sei mesi.

Un giovane pieno di risorse, Karim, perché ottiene la stesura di un compromesso così di manica larga con la parte promissaria acquirente (la Aprc, appunto), che nemmeno un socio occulto della Società di Av. Charles De Gaulle si sarebbe forse sentito di sperare tanto.

Ma qui arriva l’imprevisto.

Invece di sei mesi di tempo in più per organizzarsi (da 8 aprile, si andrebbe a 8 ottobre, quindi ampiamente entro il 2019), ne ottiene 9 di mesi.

Nel giro di qualche ora scompare il numero 6 dalle bozze e sul definitivo appare il numero 9.

Nove mesi, significa però che – dall’8 aprile – si scavalla l’anno.

Per la contabilità pubblica è un passaggio notevole.

E si va al 9 gennaio 2020: è persino possibile che gli entusiasti aedi di Karim non se ne siano accorti.

Oppure abbiano pensato qualcosa come: "entro" vuol dire che possono firmare anche prima.

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E qui – i Consiglieri avevano votato a marzo il Bilancio di Previsione – restano con il cerino in mano.

Tutte le opere pubbliche (cavalcavia di Corso Avogadro, Torre dell'Orologio in Piazza Cavour e via discorrendo) che era previsto si finanziassero con quei soldi, che sarebbero dovuti arrivare entro il 2019, saltano o, comunque, slittano.

Sicchè il Consiglio Comunale dovrà a sua volta votare, la settimana prossima, la variazione di Bilancio.

La delibera in pdf, sotto le illustrazioni a destra in questa pagina.

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Magari qualcuno, nel corso della discussione, avrà la grazia di dire come stiano andando le cose con la Aprc.

Che, nelle ultime settimane, pare abbia avuto un sussulto, dandosi una mossa.

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Nei giorni scorsi, infatti, i Tecnici incaricati hanno protocollato al Comune gli elaborati progettuali con le ipotesi di capannoni da costruire.

Sono elaborati ora al vaglio degli Uffici Tecnici del Comune.

Poi si dovrà sottoscrivere un Accordo di Programma con la Regione.

Di tutta la parte della pratica che riguarda l’Urbanistica per la competenza regionale si sta interessando Livio Dezzani.

Fin qui la parte ufficiale, di cui si potrebbe anche parlare in Consiglio Comunale.

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Poi, la parte ufficiosa.

E qui si incomincia a dire ( da fonti solitamente bene informate ) che Karim potrebbe essere nei paraggi, insieme all’inseparabile Farouk Benzeghiba, verso il 12 dicembre prossimo.

Farà una capatina anche a Vercelli, oppure a Murisengo?

E chi lo sa?

E, soprattutto: e chi se ne frega?

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Dunque, adesso i progetti dei capannoni redatti come Dio comanda ci sono.

Prima erano stati depositati elaborati che potevano andare bene, al massimo, a Pino Scaramozzino.

Poi hanno dovuto presentare qualcosa di più conferente.

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Adesso restano aperti i due problemi principali.

Il primo: entro il 9 gennaio la Aprc, se vorrà il terreno, dovrà pagare al Comune di Vercelli – finalmente – i 6 milioni di euro che la compravendita costa.

Sembra che Karim, in questi giorni, si stia dando da fare con mani e con piedi per ottenere gli affidamenti bancari.

Bene.

Poi, c’è la cosa più importante.

Perché la seconda condizione dirimente perché si proceda, è che Aprc presenti impegni concreti, da parte di Aziende sue clienti, ad occupare almeno il 50 per cento dei 190 mila metri quadri coperti di capannoni che si dovranno costruire nell’Area.

Tutto il progetto, infatti, ruota attorno al fatto che qui si insedino aziende che il “promotore di logistica” dovrebbe trovare, convincendole a localizzarsi a Vercelli.

Le aziende dovrebbero venire ed incominciare a lavorare, quindi ad assumere Personale.

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I simpatici personaggi – Pier Teresio Turino e Frederic Lacarelle – che sarebbero i referenti locali di Aprc, nel corso di una fantasmagorica conferenza stampa tenuta il 9 aprile scorso, giorno successivo alla firma, ipotizzarono che di lì a tre mesi Aprc avrebbe potuto pubblicare i bandi con le specifiche tecniche per dire alle Imprese piemontesi: chi vuole venire a costruire per noi?

Si faccia avanti, questo è il capitolato.

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Ma l’impegnativa affermazione resa “ore rotundo” da Pier ed accolta da qualche su aedo vicino al deliquio, per ora è rimasta senza seguito.

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E’ proprio questa, infatti, la cosa più difficile.

Ci sono Aziende interessate a localizzarsi qui a Vercelli?

Aziende così forti da occupare almeno 85 mila metri quadri coperti per iniziare l’attività?

Per avere un’idea di quanti siano 85 mila metri quadri si pensi che il maxi capannone di Amazon ne misura circa 110 mila.

***

Il preliminare che nemmeno il socio occulto avrebbe immaginato di redigere, permette a Karim di non dire niente a nessuno fino all’ultimo minuto prima della data del 9 gennaio.

Una partita a poker che, a questo punto, si fa interessante.

Peccato che si giochi sulla pelle dei vercellesi, sul futuro dei nostri figli.

Non va mai dimenticato che, se il Comune non avesse accettato la proposta della società francese guidata dal simpatico Karim, a quest’ora le ruspe sarebbero al lavoro.

C’erano le manifestazioni di interesse – nero su bianco – di ARaymond di Carisio e Alsco di Lodi, che si erano impegnate a versare, entro il 30 giugno scorso, 2 milioni di euro per acquistare la porzione di terreno che a loro interessava.

E avrebbero incominciato a mettersi all’opera subito dopo, dando davvero lavoro dapprima alle imprese edili e dell’indotto e poi alla manodopera.

Ha avuto la meglio Karim e siamo qui a domandarci se, entro il 9 gennaio, arriveranno aziende per occupare almeno la metà del terreno.

Se gli gira bene così.

Perché il compromesso che nemmeno il socio occulto, gli dà anche la facoltà di rivendere ad altri il contratto.

Altri chi?

A chi gli pare e piace.

E così si potrebbe incominciare una nuova avventura.

Come finirà?

On verra bien.

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