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03/04/2019 - Vercelli Città - Economia

IL TERRENO INCOMINCIA A SCOTTARE - Sette candidati Sindaco su otto contrari all'operazione Aprc in Area Industriale - Allora bisogna correre e mettere di fronte al fatto compiuto - Due storie diverse

Non bisogna sottovalutare né dimenticare il ruolo di Supernando in questa vicenda inquietante - Deliri a parte






IL TERRENO INCOMINCIA A SCOTTARE - Sette candidati Sindaco su otto contrari all'operazione Aprc in Area Industriale - Allora bisogna correre e mettere di fronte al fatto compiuto - Due storie diverse

Devono aver capito che il terreno sta incominciando a scottare.

E così accelerano.

Ma andiamo con ordine.

***

A proposito dell’ “affare lionesi”, cioè la cessione dei terreni in Area Industriale alla Società francese Aprc di Karim Abdellaoui, da ieri – martedì – è chiara a tutti una realtà “fotografica”.

La realtà emerge grazie al pregevole lavoro dei Colleghi de La Sesia, che mettono a confronto ( appunto nel numero di ieri, martedì 2 aprile ) gli otto candidati Sindaco di Vercelli, su vari temi: centrano tutti gli obbiettivi, le aree di maggiore interesse attuale e strategico.

Uno, uno dei più importanti – ma anche gli altri non scherzano – è tutto nella domanda: ma siamo sicuri che la soluzione Aprc sia quella giusta per Vercelli?

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Cioè: è stata una scelta lungimirante e corretta cedere gli ultimi 380 mila metri quadri di terreno urbanizzato per altra logistica?

Mandando a spasso due imprese note e serie come Alsco e ARaymond?

Le quali, tra l’altro, avrebbero occupato solo una parte del sedime, lasciando liberi per ulteriori iniziative almeno 200 mila metri quadri?

***

La realtà fotografica è questa: degli otto candidati Sindaco di Vercelli, ben sette dicono (con varie sfumature: dal “non ora” fino al no assoluto) che è stata una scelta sbagliata.

Solo Maura Forte è convinta di avere fatto bene.

Sette candidati su otto vuole dire che – a prescindere da come potrebbero andare le cose, nel segreto delle urne – i rappresentanti della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica vercellese sono contrari.

Sicchè Karim sa – da ieri – che, o si sbriga, oppure perde l’affare della sua vita.

Perché di questo potrebbe trattarsi.

Ma lui, evidentemente, sta sereno, perché:


Il a dit a tout le monde que la maire lui a promise vendredì de lui donner les projectes et les terres”.

 

E’ un francese facile.

***

Perché il romanzo della sua vita potreebbe essere giunto ad una svolta, dopo la condanna rimediata in Algeria.

E’ l’unico procedimento in corso in quel Paese?

Potrà dirlo lui o – meglio – il Sindaco di Vercelli che è tenuta ad informarsi, anche perché dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, che certo vogliono saperlo.

Ma lo deve sapere soprattutto il Comune, perché – a parte i destini del Legale Rappresentante – bisogna sapere se sia il Contraente (la Società Aprc) ad avere altri procedimenti giudiziari, oltre quello che si è concluso (con la sanzione) il 14 marzo scorso.

***

Ma di queste cose si tratterà nei successivi articoli.

Oggi, il confronto tra due realtà e due verità possibili.

Entrambe possibili, per quello che in questo momento si può sapere.

***

Partiamo prima con il libro delle virtù.

Come se fosse il Libro Cuore della logistica.

Cioè: cosa può succedere se Karim e Farouk (l’uomo forte di Aprc) decidono di comportarsi bene a Vercelli.

E, soprattutto, se il Comune di Vercelli decide di pretendere tutte le garanzie necessarie.

***

COSA SUCCEDE SE KARIM E FAROUK

DECIDONO DI COMPORTARSI BENE A VERCELLI –

 

Riepiloghiamo i punti critici, bisognosi di un chiarimento definitivo e certo, che caratterizzano l’operazione.

Dagli unici Atti pubblici e pubblicati disponibili (la Deliberazione della Giunta in data 7 dicembre 2018) sappiamo che

primo: venerdì prossimo si firmerà soltanto un preliminare, non il contratto definitivo.

Secondo: Aprc non pagherà, quindi, il corrispettivo (il terreno vale 13 milioni di euro) ma solo una “caparra” del 5 per cento (circa 650 mila euro se comprensivi di oneri di urbanizzazione, meno ancora ( 270 mila euro ) se calcolata solo sul prezzo di vendita, 14 euro al metro quadro per i 380 mila metri quadri circa) .

Fin qui, stando a quanto deliberato.

Terzo: la Giunta ha deciso di dare i terreni ad Aprc perché – secondo l’istruttoria portata a termina da Pino Scaramozzino – la società di Karim e Farouk ha promesso di portare a Vercelli Aziende che, a loro volta, potrebbero generare 800, oppure mille o, ancora 1.200 posti di lavoro.

Così hanno preferito loro alla ARaymond di Carisio ed alla Alsco di Lodi, che avevano, invece, assicurato e si erano impegnate a fare, le seguenti cose

la prima: pagare tutto il terreno richiesto entro giugno 2019 e

la seconda: portare subito una forza lavoro di circa 300 unità (nuova occupazione per la Alsco, quella totalmente ora in carico, per la ARaymond).

Soldi veri, occupazione vera e immadiata.

Certo, non hanno potuto promettere 800, né mille, né 1.200 posti di lavoro.

Ma il Comune ha creduto alla promessa di Karim e Farouk.

***

Poi, c’è la domanda regina: ma chi, quali Aziende, porteranno tutta questa occupazione?

E qui, nessuno risponde.

Karim, Farouk e da qualche tempo quel simpatico personaggio che è Pier Teresio Turino, il loro uomo (sono modi di dire) in Italia, dicono: eh, no, Signori cari, non si può sapere.

Perché sono Società quotate in Borsa.

E allora non hanno piacere che si sappia.

Fino ad ora, le persone con cui hanno parlato e detto questo, ma soprattutto il Comune, hanno mostrato di crederci.

Invece di rispondere come si dovrebbe, così come fece Totò con l’Onorevole Trombetta:”Ma mi faccia il piacere”, loro hanno abbozzato.

***

Altro inquietante interrogativo, che per ora non si è affrontato, né tanto meno risolto (si ripete, stando agli Atti pubblici e pubblicati) è: ma con quali soldi pagherete la costruzione dei capannoni, che poi darete ad Imprese che non si conoscono per portare qui manodopera che nessuno sa chi potrebbe un domani assumere?

La risposta di Karim, Farouk e del loro uomo (si ripete: sono modi di dire) Pier Teresio è stata (e questa l’hanno sentita in tanti) c’è un Fondo di Investimento Immobiliare che qui vuole investire 500 milioni di euro.

***

Al sentire tutto questo, tutti quelli che, per ora, hanno parlato con loro sono rimasti seri.

Ma i problemi restano perché – si ripete – Maura Forte e la sua Squadra, con il concorso morale (sono modi di dire) del suo sodale Supernando, stanno vendendo a Karim, Farouk e Pier Teresio (sono sempre modi di dire) il futuro dei nostri figli.


Terreni che arrivano al Comune – non va dimenticato – perché nei secoli passati alcuni benefattori li donarono all’Ospedale.

Poi la grande operazione urbanistica voluta da Andrea Corsaro, che mise a disposizione della città un milione e 400 mila metri quadri per gli investimenti.

Investimenti che arrivarono: da Brendolan a Novacoop ed infine Amazon.

Ora restano questi ultimi 400 mila metri quadri.

Poi, fine delle trasmissioni per molti anni, perché acquistare ed urbanizzare significa (purtroppo) intraprendere un iter molto lungo, ammesso che si trovino i terreni e qualcuno li voglia vendere e poi bisogna vedere a che prezzo.

***

Ma, di fronte a tutti questi punti interrogativi, a queste evidenze inquietanti, Karim, Faoruk, Pier Teresio, potrebbero decidere di dare a Maura Forte, Pino Scaramozzino e Fernando Lombardi e, soprattutto, ai cittadini di Vercelli, quelle risposte chiare che (tra l’altro) ci metterebbero nella auspicata condizione di poter pensare a scrivere articoli su altri argomenti.

***

COME GLENN GRANT

RISPOSTE CHIARE, AFFARE PULITO

 

Quindi, l’Atto che si accingono a firmare, perché: la maire a promise a Karim la signature (e come finisce la frase lasciamo perdere) dovrebbe, almeno, riportare, nero su bianco, le seguenti garanzie per il Comune di Vercelli.

La prima: occorre che sia detto chiaramente con quali mezzi finanziari Aprc procede all’acquisto del terreno e poi alla realizzazione dei capannoni.

Se non impiega fondi propri (e questo è pacifico) bisogna che si dica chiaramente qual è il Fondo (se è un Fondo Immobiliare) che mette a disposizione i capitali.

La seconda: bisogna che sia detto chiaramente quando avviene l’acquisto ed il pagamento di tutta l’area.

Perché se il Comune può aspettare di vedere realizzati i capannoni ed assunte le persone i tre anni (e comunque sono tanti) che pare siano già dichiarati necessari, è appena ovvio che, invece, i soldi li debba vedere tutti molto prima.

La terza: deve essere detto chiaramente quali saranno le Imprese Clienti di Aprc che si insedieranno a Vercelli.

Sono loro – le Imprese – le uniche garanti del vero adempimento dell’obbligazione contrattuale, cioè l’assunzione della manodopera.

Quindi, quarto: in qualche modo occorre che queste Imprese partecipino, almeno per adesione, alla “signature” che la “maire” ha assicurato, senza giustamente badare a certi deliri giornalistici.

Se non si verifica anche una sola di queste previsioni, è appena chiaro che la “gara” tra le tre diverse Imprese aspiranti all’acquisizione dell’area (Alsco, ARaymond e, appunto, Aprc) sarebbe una gara dagli esiti sovvertiti.

Sicchè (quinto): in ogni caso occorre che qualsiasi aspetto riguardante l’intera materia contrattuale sia assistito da una idonea garanzia fideiussoria che, dati gli importi in gioco e l’eventualità, per il Comune, di subire danni enormi in caso di inadempimento del Contraente, dovrebbe essere resa da un Istituto Bancario e nell’ordine dei molti milioni di euro.

***

Verificandosi tutte, nessuna esclusa, di queste cinque previsioni, l’affare con i lionesi potrebbe prestarsi soltanto a giudizi di opportunità: è giusto monopolizzare con la logistica il futuro occupazionale di Vercelli?

Il dibattito resterebbe aperto, ma si tratterebbe di punti di vista: uno la vede in un modo, altri la vede in un altro, e tutto finirebbe, come è auspicabile che avvenga, confinato novero delle occasioni foriere di un legittimo confronto di idee.

Mancando anche una sola di queste cinque previsioni, è appena chiaro che il delirio sarebbe tutto degli incauti che volessero assumersi un rischio del genere.

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Ma vediamo ora, proprio per questo, come potrebbe essere (ri)scritta la versione noire di questo romanzo.

 

L’ULTIMA SPIAGGIA DI POLITICI DISPERATI E DI IMPRESE DISPERATE?

 

Le informazioni che giungono dalla Francia autorizzano ad ipotizzare anche uno scenario diverso.

L’arrivo di Karim e Farouk in Italia data ai primi del 2018, quanto l’imprenditore francese incomincerebbe a rendersi simpatico a persone italiane.

Perché solo nel 2018?

Perché, come abbiamo visto nel precedente articolo, fino a fine 2017 i Giudici di quel Paese non gli permisero di lasciare l’Algeria.

L’articolo è disponibile tra le notizie collegate “Altri articoli sull’argomento” in alto in questa pagina.

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Allora lui si sarebbe mostrato generoso anche presentando omaggi aziendali.

A chi queste gentilezze, a persone di Roma o di Torino?

-     Turin.

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Ma, soprattutto, sono le informazioni sul presunto Fondo di Investimento Immobiliare che suscitano la ilarità incontenibile di Fonti francesi, che commentano:

Ahahahahah – grave il est vraiment fou – si il avait un fonds il l’ aurait utiliser pour son projects – c’est le project d’Italie qui va sauver karim.

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Insomma, la situazione descritta in ciò che rimbalza dalla Francia non è esattamente quella del “colosso” che porta “colossi”.

Piuttosto di un’occasione da non perdere per raddrizzare una barca che potrebbe essere stata danneggiata da speculazioni sbagliate in Algeria.

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Di sicuro, poi, sia il Comune, sia soprattutto Fernando potrebbero avere preso qualche informazione bancaria, per verificare, ad esempio, se il sistema bancario d’Oltralpe assista con adeguate linee di credito la Aprc.

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Come abbiamo già osservato, sullo sfondo di tutta questa storia c’è la figura di Farouk Ben Zegueba, l’uomo che era sul palco d’onore allestito presso la Basilica di S.Andrea il 23 marzo scorso, all’inaugurazione della Mostra allestita in Arca sulla Magna Carta.

L’incontro tra Farouk (che – secondo Fonti attendibili – percepirebbe da Aprc un bello stipendio, ma non così alto come ci si potrebbe aspettare: 2.700 euro al mese) e Karim è fortuito.

Farouk lavorava in Banca quando conobbe Karim: che ne apprezzo le doti – come dire? – di “sagacia” e da quel momento lo volle con sé.

E’ Farouk che ha sempre assicurato il contatto con tutti i mondi esterni ad Aprc.

Che forse – per decidersi a “sposare la causa” di Aprc – avevano bisogno di qualcuno su cui contare.

Il giovane manager che è Legale Rappresentante dell’Azienda (40 anni ad agosto), con la spada di damocle delle vicende giudiziarie algerine, forse era considerato troppo gravato da preoccupazioni idonee a distrarlo dall’attività.

E sono quei mondi esterni che vedrebbero in Farouk, il “capocommessa” italiano, il garante delle opportunità nel nostro Paese.

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A margine della vicenda si colloca la simpatica figura del Vice Sindaco di Murisengo, Pier Teresio Turino, che si appresta a fare da trait d’union con tutte le Imprese locali che aspirano a qualche incarico nella realizzazione dei capannoni.

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