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13/11/2018 - Vercelli Città - Enti Locali

VERCELLI, MAI COME ORA IN CRISI IL RAPPORTO TRA COMUNE E IREN ATENA ASM - Dubbi sulla regolarità dell'estensione della durate dei contratti di Igiene urbana, illuminazione, semafori, fino al 2028 - Tutto potrebbe finire nel 2020 -

Se ne staranno con le mani in mano?




VERCELLI, MAI COME ORA IN CRISI IL RAPPORTO TRA COMUNE E IREN ATENA ASM - Dubbi sulla regolarità dell'estensione della durate dei contratti di Igiene urbana, illuminazione, semafori, fino al 2028 - Tutto potrebbe finire nel 2020 -

Tenetevi forte.

Perché il momento è – insospettabilmente – grave.

Potrebbe essere decisivo.

Tutto potrebbe essere racchiuso nell’intreccio – nella conciliazione – tra queste poche righe.

Eccole.



Le parole potenti sono: per la durata prevista dalle leggi di riferimento e, dove non esistenti… -

Poi queste altre.


Ed ora bisogna andare con ordine, pregando il Lettore di munirsi di pazienza supplementare.

Ne vale la pena, ne va del nostro futuro e soprattutto di quello dei nostri figli.

Il Consiglio Comunale che si terrà il 22 novembre prossimo potrà prendere (o non prendere…) decisioni fino a qualche settimana fa inimmaginabili.

***

Dunque, si parte: divideremo l’esposizione in capitoletti per facilitarne la lettura.

 

COMUNE E ATENA, L’ACCORDO DEL 2003

 

Il primo ritaglio che vediamo esposto poco sopra,  è tratto dalla “Convenzione quadro” tra Comune di Vercelli e la allora Atena spa il 22 gennaio 2003.

Inquadriamo il momento storico.

Atena è ancora al 100 per cento di proprietà comunale, ma si prepara la cessione del 40 per cento delle Azioni.

Si aggiudicherà l’acquisizione di questa parte del Capitale Sociale la Amga spa di Genova, che poi, mediante il complesso di fusioni di cui diremo meglio in seguito, dal 2010 diventa Iren spa come la conosciamo ora.

Dunque in quel momento i contratti tra Comune ed Atena  ( nettezza urbana, semafori, illuminazione pubblica, acquedotto ) non hanno scadenza, ma ci si premura di chiarire che le scadenze saranno quelle poste dalle norme di Legge tempo per tempo vigenti.

***

IL DECRETO LEGGE DEL 2012.

 

Nel 2012 cambia un po’ il Mondo o, meglio, cambia un po’ il mondo della concorrenza nelle aggiudicazioni di pubblici servizi.

Perché il Legislatore si preoccupa di assicurare la massima competitività tra Imprese che vogliono servire la Pubblica Amministrazione.

Basta, quindi, alle rendite di posizione che permettono ad aziende totalmente pubbliche, a prevalente partecipazione pubblica, ovvero a partecipazione pubblica minoritaria, di avere appalti dai Comuni senza passare dalla selezione di una gara ad evidenza pubblica.

***

Come abbiamo visto, è una cosa già nell’aria da molti anni, tanto è vero che il Comune, nel 2003, si preoccupa di inserire in qualche modo la previsione di scenari futuri addirittura nell’Accordo Quadro, nove anni prima della emanazione del Decreto.

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PAROLE CHIARE, MA NON MANCHERA’

IL LAVORO PER GLI AVVOCATI –

 

Le parole, nel loro intreccio, sono chiare.

Da un lato, il contratto “base”, appunto “quadro”, tra Comune e quella che in quel momento è la propria Controllata a Socio Unico, Atena spa.

“I servizi sono affidati per la durata delle Leggi di riferimento”.

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Leggi di riferimento che nel 2003 non c’erano ancora, ma che poi arrivano.

E – le leggi, cioè il Decreto 179 del 18 ottobre 2012, art. 34, commi 21 – 25 – mettono nero su bianco parole chiare.

Eccone alcune: “per gli affidamenti in cui non è prevista una data di scadenza…” (ed è il caso di Vercelli), gli Enti “provvedono contestualmente (entro il 31 dicembre 2013) ad inserire nel contratto di servizio (…) un termine dell’affidamento”.

Insomma, entro il 31 dicembre 2013, si sarebbe dovuta prevedere una scadenza.

Non è stato fatto.

Quindi, dal 1 gennaio 2014 in poi, Atena ha operato in regìme di proroga.

Perché non sia stata posta una data di scadenza, non si sa.

***

Altre parole chiave, nel Comma 22, dove si va nello specifico e la linea di confine temporale è tracciata chiaramente: ”Gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1 ottobre 2003 (…) che non prevedono una data di scadenza, cessano improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell’Ente affidante, alla data del 31 dicembre 2020”.

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Riassumendo: Vercelli non ha deciso una data di scadenza entro il 31 dicembre 2013.

Quindi il contratto con Atena si trova nella condizione di essere affidato ante 1 ottobre 2003 (infatti è del 22 gennaio dello stesso anno) e di dover decadere perciò improrogabilmente il 31 dicembre 2020.

***

Una cosa deflagrante.

Vediamo ora come siano cambiati, nel frattempo (2003 – 2012) gli scenari.

***

AMGA GENOVA ENTRA IN ATENA

 

Nel corso del 2003 si perfeziona l’acquisto del 40 per cento delle Azioni di Atena da parte di Amga Genova.

La municipalizzata ligure entra ed in quel momento non può sapere che i contratti con il Comune di Vercelli, dal quale proviene una parte enorme del fatturato aziendale, potrebbero terminare nel 2020.

Un salto nel buio.

Ma, soprattutto, ciò che cambia davvero è la fisionomia, la natura del Socio che detiene la “minoranza” del 40 per cento.

Perché nel 2003 il Comune si trova la compagnia di Amag, una Municipalizzata come tante altre.

Ma poi…

***

ARRIVANO I MUTANTI

 

Qui dobbiamo cambiare non solo scenario, ma tutta la scena dove si sviluppa la narrazione.

Trasferiamoci dunque idealmente, in un altro Mondo: quello dell’alta finanza, delle macro imprese, delle fusioni di grandi aziende.

Perché quella che era partita come una semplice Municipalizzata, la Amga di Genova, un po’ più grossina, ma con la quale si sarebbe potuto convivere tra “pari” (Pubblico con Pubblico, Municipalizzata con Municipalizzata) si trasforma.

Cambia fisionomia e, soprattutto, natura.

Vediamo come, con qualche flash.

***

E’ il 2006, quando la Amga di Genova e la AEM di Torino si mettono insieme, diventando Iride Spa.

E’ il momento decisivo per la (brutta) piega che prende anche la nostra storia.

Perché il nostro Socio, da quel momento, diventa la realtà torinese completamente infarcita di politica, la Aem, assorbita in Iride.

Che vanta – nel tempo – fortissimi crediti nei confronti del Comune di Torino che tarda molto a pagare le bollette.

La politica torinese entra a piedi giunti e con tutto il proprio potere condizionatorio nel capitale sociale di Atena.

Una circostanza che, ad onor del vero, l’Onesto Gabry non avrebbe potuto prevedere nel 2003, quando il Comune cedette le quote alla Municipalizzata di Genova.

Non lo poteva prevedere l’Onesto Gabry, ma l’Autore del Libro del Siracide, sì.


 


***

Ma il colpo di grazia arriva nel 2010, quando Iride (Torino e Genova) insieme ad Enia (Reggio Emilia, Parma e Piacenza) costituiscono Iren spa.

Sicchè il Comune di Vercelli si trova con un Socio al 40 per cento del capitale in Atena spa, che fattura 2,8 miliardi di euro l’anno, ha debiti per 2,3 miliardi di euro ed ha un capitale sociale versato di 1,3 miliardi di euro.

***

Il Lettore ha capito bene: Atena, una “baracchetta” da 100 milioni di fatturato l’anno, è al 60 per cento del Comune di Vercelli (80 milioni l’anno di Bilancio) e per il 40 per cento di una “cosa” che ha un capitale sociale di 1,3 miliardi di euro.

Un fatturato che (30 settembre 2018) è di 2,8 miliardi di euro e – niente di più, ma va notato – 2,3 miliardi di debiti.

***

Ed è dal 2010 che si iniziano i nostri guai veri.

Perché Iren nel frattempo si struttura e prende forma, le geo – cordate interne si stabilizzano fino a trovare una composizione ed anche una identità d’impresa e partono alla conquista del mondo e del mercato.

A cominciare dal mercato tutelato.

Prendere i contratti dalle Pubbliche Amministrazioni che sono socie è come andare a caccia di fagiani in un allevamento.

Ma non è finita: nel 2015 Iren acquisisce la maggioranza di Amiat, l’altra grande Municipalizzata di Torino.

E sappiamo che nello stesso anno, a dicembre, il colpo riesce anche con Vercelli.

Se Torino si consegna ad Iren, negli anni del chiamparinesimo totalitario e del renzismo escatologico, figuriamoci Vercelli.

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Perché è proprio nello stesso 2015 che il Comune di Vercelli, con la risicata maggioranza di 14 Consiglieri su 33, contro un mare di astenuti ed assenti, decide di vendere ad Iren il 20 per cento delle Azioni che vogliono dire consegnare il 60 per cento del Capitale Sociale, la maggioranza di controllo al colosso che, nel frattempo, è diventato privato e partecipato addirittura da Fondi di Investimento di cui è difficile individuare le persone fisiche e giuridiche di riferimento.

Insomma, una macro impresa ormai transnazionale che mira (lo deve fare) esclusivamente al profitto.

***

Ma torniamo ora alle vicende che vedono coinvolto il Comune di Vercelli.

 

LO SCENARIO ATTUALE DOPO I CONTRATTI DEL 2014

 

Tenendo d’occhio i vari scenari, diventa chiaro il lucido, per non dire luciferino, disegno di cui Vercelli è stata vittima.

Il primo passaggio è stata la progressiva mutazione, fino all’esito finale, di quella che era Amga Genova, con il “mostro” da un miliardo e trecento milioni di capitale sociale, soggetto privato.

E’ di evidenza persino intuitiva che sia avvenuta qualcosa che richiama – se è lecita una licenza – quei film di fantascienza in cui uno pensa di coltivare un cocomero nell’orto e poi il cocomero si rivela l’uovo incubatore di un extraterrestre che ci mangia tutti.

Oppure: dall’avanotto di Amga si è sviluppato in un terribile Megalodonte, il “proto” squalo preistorico che misurava almeno 18 metri di lunghezza.

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Nemmeno il parallelo con il più noto Cavallo di Troia regge, perché qui, semmai, il ruolo del quadrupede ligneo con le truppe avversarie nella pancia lo ha recitato la attuale maggioranza, sin dal primo giorno del proprio arrivo a Palazzo Civico.

Ripetiamo: la cosa che ha sconvolto ogni equilibrio è stata questa.

Se Gabriele Bagnasco già fece una scelta discutibile, cedendo parte delle Azioni alla Municipalizzata di Genova, certo allora non avrebbe mai potuto immaginare che quella “innocua” Municipalizzata, quasi un avanotto,  si sarebbe trasformata, di lì a sette anni, nel “mostro” del tutto snaturato rispetto al candidato acquirente presentatosi nel 2003.

Vercelli non ha mai scelto la compagnia di una realtà così diversa da quella originaria.

E’ stata una vera e propria, progressiva violazione della volontà tanto amministrativa, quanto popolare.

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Invece, è l’enorme potere condizionatorio esercitato dalla politica chiampariniana, che si prende da parte i futuri reggitori vercellesi della Cosa Pubblica, ed incomincia a coltivare il disegno che avrebbe portato ad inoculare il colosso transnazionale nella piccola Atena.

Serpente tentatore è l’allora Presidente di Iren, Francesco Profumo, l’uomo che ha amato molto Vercelli.

A suo modo.

Quando era Rettore del Politecnico di Torino, ci tolse la Facoltà di Ingegneria.

Ora, da Presidente di Iren, si coltiva i propri discepoli, orientandoli alla scelta di svendere Atena.

Più tardi, quando sarà Presidente della Compagnia di San Paolo, sarà di nuovo ospite di potenti vercellesi nella trattoria di regìme, ad ingozzarsi – se non di colesterolo buono – di buone cose foriere di colesterolo.

Ma Vercelli non riuscirà più ad aggiudicarsi un solo bando per finanziamenti della Compagnia.

Eppure ci ama.

***

I CONTRATTI DEL DICEMBRE 2014 –

LA MAGGIORANZA LI ESTENDE AL 2028

 

E’ in questo scenario che matura, a dicembre 2014, la scelta del Comune di Vercelli di estendere la durata dei contratti (in corso in quanto in regime di proroga) con Atena fino al 2028.

Riassumiamo.

Atena è ancora al 60 per cento del Comune, cioè controllata dall’Ente Pubblico.

Ma Iren è già la Iren coma la conosciamo, non più nemmeno parente di Amga Genova.

Forse per questo la Giunta di Andrea Corsaro non ha proceduto, entro il 31 dicembre 2013, a fissare nuove più lontane scadenze.

Ma già da almeno un anno Francesco Profumo e Sergio Chiamparino sono gli ispiratori del progetto di portare Iren al controllo di Atena.

Le elezioni amministrative si svolgono l’8 giugno 2014.

Dopo soli sei mesi ecco che arriva la proposta, al Consiglio Comunale del 22 dicembre di quell’anno, di estendere la durata contrattuale di raccolta rifiuti, semafori, forniture varie, per ulteriori 14 anni, anziché prendere atto della scadenza posta dalla Legge, nel 31 dicembre 2020.

***

Il punto è proprio questo.

La decisione di quel Consiglio Comunale potrebbe rivelarsi molto, molto discutibile.

Anche perché, una volta ottenuta una enorme durata contrattuale (fino al 2028 invece del 2020), ecco che, nel dicembre dell’anno successivo, la maggioranza vende ad Iren il controllo della società.

Iren, così, acquista una società che, se i contratti fossero scaduti nel 2020 avrebbe avuto un valore.

Ma contratti che scadono nel 2028 vogliono dire un fatturato garantito di altri 65 – 70 milioni di euro.

Poi, ci sono tutte le “piccole cose” che a quei contratti si agganciano.

La plastica (altri 300 mila euro l’anno), i Led (agganciati al contratto illuminazione pubblica) per altre milionate di euro, sempre fino al 2028.

***

Insomma, se è vero che Iren a Vercelli ha trovato l’America, pare proprio che qui finalmente ci si stia svegliando ed a nessuno piaccia recitare la parte di Toro Seduto.

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ATTENDIAMOCI IL LAMENTO

DI PREFICHE INTERESSATE

 

Il Consiglio Comunale del 22 novembre (un anno esatto da quello del 24 novembre 2017, quando ci fu la prima presa di coscienza da parte dell’Aula) potrebbe portare novità deflagranti.

Tanto è vero che consumati fantasisti stanno già pensando alle contromisure, come ad esempio agitare lo spauracchio dell’occupazione.

Ma non vorrete mica – sentiremo dire – mettere in difficoltà Iren che dà lavoro ai 250 dipendenti di Atena Asm?!

Prepariamoci a qualsiasi cosa.

***

Da qui alle prossime elezioni, attendiamoci anche che il colosso da 3 miliardi di fatturato e quasi altrettanti debiti si organizzi.

Difficile credere che se ne starà con le mani in mano, senza tentare di scegliersi il Sindaco che preferisce.

 


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