VercelliOggi.it
Il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
mercoledì 28 ottobre 2020 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




24/10/2018 - Vercelli Città - Enti Locali

PIÙ CHE ALLA PROSSIMA GENERAZIONE, SI PENSA ALLA IMMINENTE CAMPAGNA ELETTORALE - La (s)vendita dei terreni in Area Pip all'innominabile General Contractor che non sa ancora se porterà 800 o 1.500 posti - La maggioranza si dà la zappa sui piedi

Tigellino dà il meglio di sè






PIÙ CHE ALLA PROSSIMA GENERAZIONE, SI PENSA ALLA IMMINENTE CAMPAGNA ELETTORALE - La (s)vendita dei terreni in Area Pip all'innominabile General Contractor che non sa ancora se porterà 800 o 1.500 posti - La maggioranza si dà la zappa sui piedi
Oggi, 24 ottobre, in Sala Giunta a Vercellli -

Anzitutto, il riconoscimento di un merito, oggettivo ed indiscutibile.

 

Se non fosse stato per i Consiglieri Comunali Alessandro Stecco (Lega) e Michelangelo Catricalà (Movimento5Stelle) questa discutibile (e lo sarà ancora) storia non sarebbe mai venuta a galla.

 

Perché sono stati loro a chiedere che la Giunta Comunale di Vercelli uscisse allo scoperto, dichiarando cosa vuole fare con la vendita degli ultimi terreni dell’area Pip Roggia Molinara, cioè quelli attigui a dove ora c’è Amazon.

 

***

 

Non lo abbiamo mai fatto, ma forse questa volta una cosa bisogna dire degli articoli sull’argomento preparati fino ad ora da VercelliOggi.it.

 

Hanno “indovinato” praticamente tutto.

 

Fine dell’autocompiacimento: valga, invece, per i Lettori, la ragionevole sicurezza di leggere cose documentate.

 

Poi – è chiaro – tutti possono sbagliare, e noi non siamo differenti da chiunque altro.

 

Ma questa volta non abbiamo sbagliato.

 

***

 

Dunque, i fatti.

 

Oggi nel tardo pomeriggio, riunione della Quarta Commissione del Consiglio Comunale, quella che si occupa di Urbanistica e Sviluppo Economico.

 

Si è dovuta convocare perché – come abbiamo detto – l’hanno chiesto con decisione sia Stecco, sia Catricalà.

 

Altrimenti ci saremmo tutti trovati con la decisione scodellata dalla Giunta, a cose fatte.

 

E amen.

 

***


UN CLIMA TUTTO DIVERSO DA QUELLO DEL 2016

 

Va detta subito un cosa.

 

Si respira un clima ben diverso da quello – tutto sommato promettente – dei tempi in cui si attendeva l’arrivo di Amazon a Vercelli.

 

Perché – allora, lungo tutto il 2016 – tutti sapevano quel che stesse bollendo in pentola, ma ognuno scelse di tenere il riserbo per non rischiare, nemmeno involontariamente, di compromettere una decisione delicata, da parte di un “player” ipersensibile ad ogni stormir di fronda e, in ogni caso, leader mondiale, con tutte le proprie prerogative.

 

Insomma, tutti sapevano che in gioco ci fosse l’arrivo di Amazon a Vercelli.

 

Una realtà come la nostra, con una fame di lavoro impressionante, senza (altra, al momento) prospettiva, era in attesa.

 

Era come se ci si stesse giocando il futuro.

 

***

 

Naturale, quindi, che si fece una scelta di priorità.

 

Ma soprattutto: scelta o non scelta, a tutti era chiaro chi fosse l’interlocutore.

 

Non c’era il minimo dubbio che si trattasse di Amazon.

 

E così tutti hanno potuto valutare la fondatezza della istruttoria.

 

Per quanto paradossale la cosa possa sembrare, era tutto trasparente, ma consapevolmente, da parte di tutta la comunità, tenuto nel riserbo rispettoso di una istruttoria complessa.

 

Insomma, tutti sapevano tutto, ma tutti scelsero di non fare parole di troppo.

 

Durò per un anno.

 

Un caso più unico che raro, forse al Mondo.

 

Ma andò bene così.

 

***

 

Oggi siamo di fronte ad un percorso logico – e, purtroppo, operativo -  del tutto opposto e purtroppo preoccupante.

 

Perché l’Esecutivo si trincera dietro una cortina fumogena drammaticamente frivola, che rende lecito a taluno divulgare i nomi dei due “predestinati” ad andare a farsi benedire (Raymond ed Alcos), mentre si tiene nascosto il nome del “General Contractor”.

 

***

 

TIGELLINO DÀ IL MEGIO DI SÈ

 

Andiamo però con ordine, come sempre.

 

Come è naturale, i Consiglieri Comunali, soprattutto di opposizione (Stecco, Bobo Zanoni, Luca Simonetti, Massimo Materi, Enrico De Maria) e di maggioranza come Paolo Campominosi, sono ben decisi a sapere cosa abbia in animo di fare la Giunta.

 

E la risposta è semplice.

 

Quello che ci pare: quindi dare al General Contractor francese tutto il terreno.

 

Perché?

 

Perché il General Contractor dice che ci porterà qui ben sei grandi Aziende, che faranno di tutto, dai frigoriferi ai mobili.

 

Quanti Addetti assumeranno?

 

E qui incominciano a pattinare: tra gli 800 ed i 1.500.

 

Come?!

 

Ottocento o millecinquecento?

 

Tigellino è ragionevole: mah … diciamo mille per stare prudenti.

 

Il Lettore ha capito bene: vogliono dare gli ultimi 400 – 500 mila metri quadri di terreno in area Pip a uno che non sa ancora “se” porterà qui 800 oppure, se gli garba, 1.500 posti.

 

Ma intanto prende tutto il terreno che c’è.


Sennò, dice, non prendo niente.

 

Insomma, più che una manifestazione di interesse, sembra andare a “vedere” a poker.

 

Ma – e qui bisognerà capire i motivi cogenti – questo pensa forse di poter dire qualsiasi cosa, che a Vercelli va bene così.

 

***

 

I Consiglieri insistono, anche perché pressoché tutti sono stati raggiunti, nei giorni scorsi, da telefonate di Assessori di riferimento che spiattellavano tutto dei due concorrenti predestinati ad arrivare secondi: e questo inquina, e l’altro lo sistemiamo da un’altra parte (vedremo meglio dove).

 

E allora è normale che vogliano sapere – anche per valutare la fondatezza delle promesse, la credibilità dell’interlocutore – chi sia questo provvidenziale General Contractor (cioè un mediatore di terreni ed immobili industriali) che vuole portare qui le aziende, la credibilità delle sue promesse.

 

La solidità della sua impresa (ci sono persino svarioni: una delle sei fattura 50 mld (così nel foglietto preparato dal designato vincitore).

 

Che vuol dire: 50 miliardi di euro o 50 milioni?

 

Imbarazzo tra gli esponenti di Giunta presenti: non sanno dire se uno dei sei chiamato qui dal General Contractor fatturi 50 milioni di euro l’anno oppure 50 miliardi.

 

Tigellino però ha già deciso.

 

Adesso tocca alla Giunta.

 

***

 

Il nome del General Contractor non viene fuori nemmeno a morire e, ad un certo punto, Tigellino si fa beffardo: ma se sono domande protocollate, tutti i Consiglieri Comunali possono prenderne visione.

 

Se per questo – chioseremmo noi – stante la Legislazione italiana, non solo i Consiglieri, ma anche qualsiasi privato cittadino.


Almeno, in Italia è così.

 

E dunque prendiamoci pure del coglione (anzi, parliamo pure francese, del tosser), oppure dell dabbenuomo, a piacere, perché - loro non lo dicono, ma - possiamo muovere le terga ed andare a vedere da soli.

 

Ma no.

 

Perché poi Tigellino si corregge: no, potete vedere, ma con il nome cancellato.

 

Perché qui funziona così.

 

***

 

A parte il deprimente siparietto, i problemi restano tutti.

 

Il primo: se anche si volessero sistemare la altre due aziende richiedenti, gli ostacoli sono quelli che abbiamo già visto.

 

Una parte dei terreni possibili sono nell’Area Industriale, ex Aiav, quindi occorre che il Curatore fallimentare della società un tempo partecipata dal Comune li liberi con provvedimento autorizzato dal Giudice delegato.

 

La tempistica dichiarata (dalla Giunta) è: anche domani.

 

La Curatrice fallimentare dirà la propria opinione nei prossimi giorni.

 

Qui vogliono mettere la lavanderia industriale, la quale temono possa inquinare, se insediata al posto del General Contractor, ma se invece non rompe le uova nel paniere al francese, allora faccia come meglio crede, tutta vitamina.

***

 

Un’altra parte dei terreni è quella – come abbiamo visto nell’ultimo articolo sul punto – in fregio al Carrefour, di proprietà di una serie di privati, ad esempio i Conti di Cortemilia e altri, alcuni mediati da un Professionista vercellese, altri da un Professionista di Torino con ascendenti cuneesi.

 

Qui siamo in altissimo mare perché loro vogliono vendere a 20 euro il metro quadro, mentre il Comune sta trattando (con delega di chi? Qualcuno ha detto qualcosa al Consiglio Comunale, prima di impegnare variazioni consistenti di bilancio?) per arrivare a 17 – 18 euro il metro quadro.

 

Quando tutti i rogiti fossero perfezionati, allora poi si potrebbero cedere i terreni e qui vogliono metterci, nel loro suggestivo Monopoli, la ARaymond.

 

Perché l’impresa locale può aspettare, mentre il General Contractor, se si incazza e va via, sono guai, soprattutto per la maggioranza.

 

***

Insomma, non si sa (non dicono) un accidente di niente, tranne immaginifiche prospettive su migliaia di posti portati da sei aziende che forse – oggi – nemmeno il General Contractor sa chi siano.

 

Perché il mediatore di immobili fa questo lavoro.

 

Compra dal Comune di Vercelli i terreni a 14 euro il metro quadro.

 

E questo in un contesto dove – è il Comune stesso ad ammetterlo – ormai il mercato è (minimo) a 17 euro.

 

Poi la gara al prezzo più conveniente la fa lui.

 

Tra i suoi potenziali clienti, cui fornisce terreno e capannone insieme.

 

***

 

Ma soprattutto, la cosa “coraggiosa” che dicono – ed è il secondo problema - da parte di chi vuole assolutamente concludere l’affare entro il 31 ottobre  è questa.

 

Noi – dicono, Tigellino e gli altri – stiamo procedendo secondo una modalità di gara decisa dalla Giunta di Andrea Corsaro nel 2006.

 

***

LA ZAPPA SUI PIEDI, DUE VOLTE

 

E qui, involontariamente, si danno due volte la zappa sui piedi.

 

Perché è chiaro che il merito della urbanizzazione dell’area Pip Roggia Molinara, sia della precedente Amministrazione.

 

Ma, in secondo luogo, diventa così palese la maggiore incongruenza.

 

Nel 2006 qui c’era il deserto.

 

E Corsaro vide una prospettiva ed un orizzonte possibile.

 

Ed i fatti gli stanno dando ragione.

 

Ma qui c’era il deserto.

 

E’ chiaro che l’imperativo categorico fosse quello di fare arrivare imprese, anche  a condizioni di ribasso.

 

Poi, nel 2016, sempre nel deserto che c’era, arriva Amazon.

 

Ed è altrettanto chiaro che un interlocutore credibile, che arrivi in un’area depressa, non motiva certo variazioni in una forma di gara molto attrattiva per i nuovi insediamenti.

 

Anzi.

 

***

 

Ma oggi – 2018 – è cambiato tutto: le imprese fanno a botte per venire qui.

 

Perché si concretizza ora l’intuizione che fu di Marcello Biginelli, quasi 40 anni fa.

 

Vercelli, anche grazie al casello autostradale che lui propiziò, quello di Larizzate, diventa realmente centripeta.

 

Ci sono voluti 40 anni, ma il ruolo dell’area è completamente riconosciuto ed ora dobbiamo abituarci all’idea che azienda da fuori arrivino qui.

 

Il bene più importante che la Comunità ha è proprio lo spazio, il terreno.

 

E’ un bene non rinnovabile.

 

Che non può essere alienato in base a suggestioni e tanto meno in funzione di fregole mal gestite di segno elettorale.

 

Perché è il terreno non tanto nostro, ma dei nostri figli.

 

E sapere che i nostri figli – il loro futuro professionale - sono in mano al General Contractor che non si può dire come si chiama, che si vede e non si vede secondo la penosa danza dei sette veli che va in scena oggi in Sala Baiardi, non è rassicurante per nessuno.

 

***

 

BUONI AMMINISTRATORI, NON POLITICANTI

 

 

Non è rassicurante e non è giusto.

 

Non è giusto anche perché la decisione appare assolutamente affrettata e fondata su basi tecniche inesistenti.

 

Non ci sono studi idonei a dire alla Pubblica Amministrazione cosa sia meglio fare.

 

Le opinioni sono tutte orientate a “cogliere al volo” l’occasione.

 

Ma questa non è programmazione.

 

Non è niente di rispettoso della necessità di acquisire basi logiche capaci di sostenere le scelte, che non possono essere condizionate dalla prospettiva di scrivere “mille posti di lavoro” su un volantino elettorale.

 

Lo Statista – insegnava James Freeman Clarke pensa alle prossime generazioni, il politicante alla prossima campagna elettorale.

 

Non si pretendono Statisti, ma almeno buoni Amministratori.

 

***

 

Non è giusto, dunque, da nessun punto di vista.

 

Non ultimo, quello del mercato.


Perché non va dimenticato che oggi – realmente – c’è una domanda di 600 mila metri quadri di terreno,
mentre il terreno a disposizione è di 400 – 500 mila metri quadri.

 

Perciò l’unico parametro che pare oggettivo per accaparrarselo non è la valutazione di un Tigellino come un altro che assume a criterio di comparazione l’intuizione di Corsaro nel 2006, dodici anni fa.

 

Il parametro oggettivo è il prezzo per metro quadro.

 

***

 

Se la Giunta volesse davvero avventurarsi dentro un percorso così discutibile, sapranno le Opposizioni prendere le (possibili) contromisure?

 

O dobbiamo rassegnarci al fatto che la fregola elettorale rischi di compromettere il futuro dello sviluppo di un’intera area e, con esso, una componente importante di quello della prossima generazione?

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI


Vercelli
Oggi.it - Network © - Blog
Vercelli Oggi.it Sas Di G.Gabotto & C. - P.I. 02685460020 - Direttore: Guido Gabotto
Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it