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22/10/2018 - Vercelli Città - Cronaca

TERRENI A RUBA, MA GARA IBERNATA FINO ALLA PARUSIA DEL GENERAL CONTRACTOR FRANCESE - Sul tavolo della Quarta Commissione la scelta: altra logistica o attività produttive - Gli ultimi 500 mila metri quadri nel calderone della campagna elettorale

Se on si fosse arrivati (forse) in tempo, avrebbe deciso tutto il Mago Pino -






TERRENI A RUBA, MA GARA IBERNATA FINO ALLA PARUSIA DEL GENERAL CONTRACTOR FRANCESE - Sul tavolo della Quarta Commissione la scelta: altra logistica o attività produttive - Gli ultimi 500 mila metri quadri nel calderone della campagna elettorale

DELL’ULTIMO TRENO CI RICORDIAMO BENE

 

La storia del treno che passa una volta sola l’abbiamo già sentita quando si doveva per forza svendere la frazione di maggioranza del Capitale Sociale di Atena ad Iren, nel dicembre 2015.

Ricordiamo le sirene?

Fate bene attenzione a dire no: certi treni passano una volta sola.

Come sia andata a finire lo sappiamo bene e, quindi, da questo orecchio ormai in tanti non vogliono più sentire panzane del genere.

Chi è interessato a liquidare senza discutere gli ultimi 500 mila metri quadri di terreno dell’area industriale Pip, vicino ad Amazon, sarà quindi bene che si inventi altre e suggestie metafore, perché questa non attacca più.

Ma andiamo con ordine.

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Solo perché due Consiglieri Comunali di Opposizione, Alessandro Stecco e Michelangelo Catricalà si sono attivati, mercoledì pomeriggio (ore 18, negli Uffici di Via Quintino Sella, Isabella de Cardona), è convocata la Quarta Commissione del Consiglio Comunale di Vercelli, per discutere appunto del proposito di svendere (di nuovo) tutto il terreno in lotto unico a tre Imprese francesi che fanno logistica.

Ma andiamo con ordine.

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Intanto: di cosa stiamo parlando?

Di quali entità?

Cosa rappresentano 500 mila metri quadri di terreno già pronto per essere ceduto?

Per avere un’idea “fotografica” della situazione, basti pensare che Amazon occupa 270 mila metri quadri.

Quindi stiamo parlando di un’operazione con la quale la Giunta vuole cedere per sempre e ad un solo acquirente una superficie doppia di quella comprata da Amazon.

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GARA IBERNATA PER TRE ANNI E POI SCONGELATA PER IL GENERAL CONTRACTOR DELLA PROVVIDENZA

Come vorrebbero fare?

Sappiamo che, nel 2015, fu bandita una gara un po’ sui generis, dicendo qualcosa del genere: guardate, vi cediamo i terreni, ma non al miglior offerente quanto a prezzo il metro quadro.

Cioè i terreni non sono stati posti in gara giudicando le offerte sulla base del prezzo di acquisto: non avrebbe, cioè, vinto chi avesse offerto 15 euro invece di 14 il metro quadro.

No, ai tempi di Amazon si disse: vince chi – dando a me Comune la cifra fissa di 11 euro il metro quadro – mi porta più posti di lavoro.

Allora c’era solo Amazon che disse: vi porto tot posti di lavoro.

E fu facile aggiudicare.

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Chi credesse che la cosa fosse morta lì, si sbaglierebbe.

Perché la fantasia (veramente ammirevole) di qualche Amministratore pare abbia pensato qualcosa del genere.

Questo avviso per manifestazione di interesse rimane “attivo”, cioè sempre aperto – dal 2015 ad oggi – e chi vuole può farsi avanti.

Vivo, ma ibernato.

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Se ne erano dimenticati tutti.

Però, nel tempo, si sono fatte avanti due diverse Imprese che hanno (separatamente sia in ordine cronologico, sia in quanto completamente slegate una dall’altra) detto: mi piacerebbe trasferirmi qui a Vercelli.

Sono una Azienda di eccellenza nel settore automotive, che porterebbe qui, per incominciare i suoi 198 Addetti, che attualmente lavorano altrove.

E  gli (es)temporanei reggitori della Cosa Pubblica (agisce però in loro vece il Mago Pino, ormai assimilato da qualche osservatore ad un vero e proprio specialista)  storcerebbero il naso.

Ma vedete – dicono – questi 198 dipendenti in fondo lavorano già.

Non è nuova occupazione.

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Troppo facile, per quelli che la pensano diversamente, ribattere: ma – intanto – lavorano da un’altra parte e per Vercelli sarebbe un grosso arricchimento.

Anche perché sono tutti Addetti rappresentativi di occupazione altamente specializzata.

Uno sbocco certo – in futuro - per la disoccupazione intellettuale della città.

E, in secondo luogo, c’è il re, anzi l’imperatore dei precedenti.

Perché, quando tutti si sono buttati a baciare i piedi di Novacoop affinchè portasse qui la propria sede centrale, quanti sono stati gli assunti a Vercelli?

Zero.

Però, nel giro di tre anni, Novacoop ha deciso di investire qui con il nuovo negozio all’Area ex Montefibre.

E certo il turn over è tutto locale, vercellese.

Quindi, sono ( secondo molti Consiglieri Comunali ) proprio i compagni del Pd a dover tenere la bocca chiusa sul fatto (e pare che faccia loro schifo) un’azienda che già occupa 198 Addetti in alta tecnologia si rilocalizzi a Vercelli.

Va, inoltre, chiarito che un’aliquota di nuovi assunti, oltre i 198 Addetti, ci sarebbe comunque.

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Poi c’è la lavanderia industriale della Lombardia, che aprirebbe qui un nuovo stabilimento.

Questi sono tutti posti di lavoro nuovi.

Almeno 100.

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In sintesi: ci sono, quindi, due Aziende primarie, che vorrebbero localizzarsi a Vercelli, portando qui circa 300 posti di lavoro.

Con quale contratto?

Naturalmente, con quello dell’Industria.

A tempo indeterminato ed assunti direttamente dalle due Imprese.

Quindi, addio pacchia per le Società di lavoro interinale.

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Passa un giorno, passa l’altro e nemmeno questa pur strana gara viene però esperita.

Le domande delle due Imprese industriali restano lì a bollire.

Forse perché, nella testa di qualcuno, le gare sono come la pubertà: bisogna lasciarle che si manifestino quando è ora.

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Finchè, nella Primavera scorsa, ecco la parusia.

Arriva quello che sembra essere il predestinato.

Il “General Contractor”.

Chiamano ora così, modernizzandolo con locuzioni anglofone, quello che è l’intermediario immobiliare.

Che dice: Signori cari, io compro, ma solo se compro tutti i 500 mila metri.

Bum.

Miracolo.

Benefattore.

Deus ex machina.

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Solo dopo l’arrivo di questo, il Mago Pino si china sull’affare e chiede: Signor General Contractor, quanti posti di lavoro ci porta?

Ed il General Contractor è pronto: mille.

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A mille balza anche il godimento degli (es)temporanei reggitori della cosa pubblica.

Naturalmente, bisognerà chiedersi e chiedere come mai, ad un certo punto della propria vita, il General Contractor si sia accorto proprio di Vercelli, ma questo sarà affare di chi lo vorrà affrontare.

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Ma poi, magari, c’è già chi si frega le mani pensano che sul volantino elettorale la Giunta magari potrebbe scrivere: abbiamo portato mille posti di lavoro!

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Tentando quindi una “fotografia”, che presentasse anche i seguenti saldi, ciò che si troverà di fronte la Quarta Commissione del Consiglio Comunale, mercoledì 24 ottobre, è qualcosa verosimilmente non lontano da questo.

Da una parte c’è il General Contractor che dice: vi porto mille posti di lavoro nella logistica, con contratto della logistica.

Però vengo se mi date tutti i 500 mila metri quadri, se no vado da un’altra parte.

Una logistica un po’ diversa dal solito: nei comparti freddo e mobili.

Ma sempre logistica.

Chiaro che il General Contractor compra a 14 euro il metro quadro, poi la gara al migliore offerente la fa lui: chi “gli” offre di più ha il terreno con capannone ed eventualmente celle frigorifere, tutto compreso.

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Dall’altra parte ci sono le altre due Aziende italiane, una piemontese ed una lombarda, che dicono:

vogliamo, tra tutt’e due, qualcosa come 180 mila metri quadri.

Portiamo, con contratto dell’Industria, circa 300 posti di lavoro a Vercelli.

Se vi fa proprio tanto schifo che 198 di questi 300 dipendenti lavorino da un’altra parte, non sappiamo che farci.

Si tratta di contratti dell’Industria, zero lavoro interinale.

***

Se si dovesse vendere alle due Imprese, perciò, resterebbero a disposizione per futuri insediamenti almeno 220 mila metri quadri: quasi un’altra Amazon.

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LE FORZE IN CAMPO ED I PUNTI FERMI

Cerchiamo di capire come potrebbe svilupparsi un dibattito, in Commissione, ma non solo.

Alcuni punti fermi.

Il primo: intanto, si arriva a discutere di una cosa di importanza capitale per il futuro economico di Vercelli e delle future generazioni di vercellesi, solo ed in quanto Alessandro Stecco e Michelangelo Catricalà hanno chiesto che si riunisse la competente Commissione del Consiglio.

Altrimenti Tigellino avrebbe fatto il suo lavoro indisturbato e amen.

Il secondo: si tratta degli ultimi 500 mila metri quadri a disposizione per insediamenti produttivi, per molti anni.

Perché si ode da quale (es)temporaneo reggitore della Cosa Pubblica dire che di spazi urbanisticamente destinati ad insedimenti ce ne sono ancora.

Tuttavia, sono spazi che (per superfici di una certa importanza) sono ancora di proprietà degli agricoltori che li coltivano.

Sicchè, quand’anche si pensasse – oggi – di acquistarli da parte del Comune, si dovrebbe aprire la trattativa, trovare i soldi, oppure, nel caso in cui gli attuali proprietari non dovessero aderire a proposte di compravendita, ricorrere agli espropri.

Con l’ovvio rischio di ricorsi al Tar e allungamento ulteriore di tempi già lunghi.

Diciamo che se ne parlerebbe – forse, se si decidesse oggi – tra cinque o sei anni.

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Quindi stiamo parlando degli ultimi 500 mila metri quadri e di lì non ci si schioda.

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Il terzo punto fermo: perciò, si tratta di una decisione cogente sul futuro.

Se c’è qualcuno convinto che una decisione così cogente sul futuro delle prossime generazioni possa essere presa da un’Amministrazione che ne ha per sei mesi ancora, lo può dire tranquillamente.

Ma lo stesso Consiglio Comunale, ora costituito in maggioranza da Consiglieri che non sono più nei posti dove li ha collocati l’elettore del 2014, come farebbe a pensare di impegnare chi verrà dopo in modo così totalizzante?

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Ed è qui che arriva lo spauracchio: ma se non decidiamo ora il General Contractor va da un’altra parte.

Sicchè si “perdono” mille posti nella logistica e ne restano 300 nell’industria.

Se fosse vero che se ne va veramente, perché non può aspettare sei mesi, dopo avere aspettato per tanto tempo il “momento giusto”, a Primavera scorsa.

E proprio a questo punto è possibile che si oda di nuovo la lutulenta melopea: attenzione che certi treni passano una volta sola.

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Ma il quarto punto fermo è forse quello più importante.

Quando c’è un così dinamico rapporto tra domanda ed offerta – ora i terreni disponibili sono 500 mila metri quadri e c’è richiesta per almeno 680 mila – la cosa migliore, secondo autorevoli punti di vista, è procedere ad una gara sul prezzo.

Posto a base di gara il prezzo (fissato come minimo dal Piano delle alienazioni) di 14,16 euro il metro quadro, vince chi offre di più.

Se vince la logistica è nelle regole del gioco; se vince l’industria anche.

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Di passaggio, una considerazione (sommessa, ma che forse, nell’entusiasmo generale non guasta).

Qualcuno si è domandato: Vercelli li ha, in questo momento, mille Addetti da fornire alla logistica?

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Come si vede, sono molte le questioni che saranno all’esame della Quarta Commissione, mercoledì 24 prossimo.

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COSA SUCCEDE SE NON C’E’ ACCORDO

Vediamo ora cosa potrebbe accadere se, anche in questa occasione, si dovesse arrivare a concludere che la decisione della Giunta non è condivisa dai Consiglieri Comunali.

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Non resterebbe, allora, che proporre al Consiglio una mozione – come fatto in altre occasioni – o addirittura una bozza di deliberazione di indirizzo, con la quale fermare tutto della attuale gara (tenuta ibernata per tre anni e scongelata solo dopo che si è affacciato il General Contractor) e, ad esempio, avviare una procedura di gara parametrata sul prezzo di vendita del terreno.

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Come finirà?

Viderint Consules et Reipublicae patres.

 

 

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