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22/01/2018 - Vercelli Città - Politica

LED, UN ALTRO CONTRATTO D'ORO PER ATENA IREN CHE UMILIA I VERCELLESI - A carico del Comune anche l'eventualità che, un domani, l'Azienda non guadagni abbastanza - Molto oltre il rapporto malato e il patto leonino

I costi del passaggio del sistema di illuminazione cittadino da tradizionale a Led sarebbero, infatti, imbarazzanti



LED, UN ALTRO CONTRATTO D'ORO PER ATENA IREN CHE UMILIA I VERCELLESI - A carico del Comune anche l'eventualità che, un domani, l'Azienda non guadagni abbastanza - Molto oltre il rapporto malato e il patto leonino


Se anche solo la metà, o un quarto, dei dati esposti oggi (22 gennaio, in conferenza stampa) dalla Lega Nord di Vercelli risultasse vero, la realtà sarebbe ancora peggiore, e molto, di come abbiamo spesso temuto.

I costi del passaggio del sistema di illuminazione cittadino da tradizionale a Led sarebbero, infatti, imbarazzanti.

Soprattutto se raffrontati con lo stesso servizio acquitato invece dal Comune di Novara.

Per ora, ecco una prima tavola riepilogativa, che dice già molto.

Perché invece di un rapporto “malato” tra Comune di Vercelli ed Iren in Atena (ora si chiama Asm spa, ha cambiato denominazione sociale) bisognerebbe pensare ad un vero e proprio cancro da combattersi, se ancora in tempo, per la via chirurgica.

Sapendo che il Medico pietoso fa la piaga cancrenosa e sperando che le metastasi non siano già troppo oltre.

***

Ma andiamo con ordine.

Oggi, dunque, conferenza stampa tenuta da Alessandro Stecco, Consigliere Comunale del Carroccio con Gian Carlo Locarni ed Andrea Innocenti.

Sono coloro che si sono sobbarcati il lavoro di reperimento ed elaborazione dei dati, raffrontando la situazione di Novara con quella di Vercelli.

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E già qui, per chi ricorda certe incaute affermazioni udite dai banchi della Giunta nel Consiglio Comunale dell’ottobre scorso, il primo comunale inciampo.

In Consiglio si dichiarò di avere ben presenti le condizioni di Novara: ma non con i dati forniti dall’Amministrazione gaudenziana.

Forse il Comune di Vercelli si è abbeverato alla solita fonte: Atena Iren. Se è così, lo diranno.

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Cosa accadde ad ottobre a Vercelli?

Accadde che la Giunta dovette difendere in Aula consiliare l’idea di affidare ad Atena Iren, senza gara d’appalto, una fornitura decennale per la conversione a Led dell’illuminazione pubblica cittadina.

Si tratta dei lampioni.

Una cosa che – come abbiamo visto in tabella – costa oltre 15 milioni di euro distribuiti nel periodo.

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Il Comune di Vercelli ha acquistato – senza gara d’appalto – il servizio da Atena Iren (ora Asm spa) perché – si diceva – siamo soci e quindi possiamo farlo.

Il Comune di Novara ha invece preferito seguire la strada maestra e di Legge, rivolgendosi a Consip spa.

Cos’è Consip?

E’ una sorta di Committente unico nazionale che – per conto del Governo – si fa carico di acquistare per tutte le Pubbliche Amministrazioni che lo vogliono (devono, vedremo meglio) beni e servizi sul mercato, facendo gare d’appalto di grandissime dimensioni.

Anche per effetto della molte di beni e servizi acquistati, spuntano prezzi migliori: già solo per questo.

E la fornitura dei Led per il Consip spa, che poi “gira” ai Comuni che ne possono beneficiare, è stata aggiudicata ad una grande azienda francese.

Quando il Comune di Novara ha detto: guardate, Signori di Iren, visto che ci tenete, fatemi pure anche voi un’offerta per i vostri Led, quelli di Iren hanno presentato la loro offerta.

Al confronto quell’offerta di Iren non era neppure da paragonare e così a Novara sono andati avanti con “Citelum”, appunto la maxi impresa francese che ha vinto la gara del Consip per tutta Italia.

Ed il costo complessivo, per Novara è risultato molto più conveniente di quello sostenuto da Vercelli, come si vede nella tabella di cui sopra.

Come si vede, ciascuno del 6.880 ( dividendo per 15 milioni di euro ) punti luce di Vercelli costa 2.221 euro, mentre ciascuno dei 7.855 punti luce a Led di Novara costa 1.961 euro (sempre dividendo il prezzo complessivo della fornitura per il numero di punti luce).

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In sintesi, a Vercell, € 15.283.981 diviso 6.880 uguale 2.221 euro.

Mentre a Novara € 15.409.343 diviso 7.855 uguale 1.961 euro.

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Questo il dato grezzo: se andiamo ad esaminare i servizi accessori offerti, la differenza a favore di Novara diventa una vera e propria voragine.

A Novara ci sarà a carico di Citelum un milione di euro di investimenti per la riqualificazione delle linee, mentre a Vercelli avremo solo investimenti per 390 mila euro.

A Vercelli sarà solo il 70 per cento del totale il numero dei punti luce cambiati, mentre a Novara lo saranno tutti.

Quindi se a Vercelli si vorrà ammodernare anche il restante 30 per cento dei lampioni, si dovranno tirare fuori altri soldi.

Il rispermio energetico (meno costi annuali di energia elettrica) garantito da Citelum a Novara è pari al 53 per cento, mentre la stessa assicurazione a Vercelli si spinge al massimo al 35 per cento.

Ma, inoltre, a Novara sono assicurati anche questi ulteriori servizi, a fronte del niente di cui beneficerà Vercelli: sono anch’essi riepilogati nello schemino all’inizio dell’articolo.

Ma ne citiamo uno che potrebbe essere la prossima puntata della sistematica grassazione del Comune di Vercelli da parte degli imbonitori di Iren che ci siamo andati a cercare.

La conversione a Led di 700 semafori.

Suggeriamo al Lettore di “fare un nodo al fazzoletto sulla storia dei semafori, perché vedrete che se ne riparlerà presto.

A Novara no, perché è già tutto compreso in quel prezzo di 15 milioni di euro.

Il paradosso tutto vercellese è che continueremo a pagare (il Comune) ad Atena 250 mila euro l’anno di manutenzioni.

Quindi, in pratica: paghiamo di più ogni singolo punto luce nuovo.

Ma, anche se i punti luce sono nuovi (quindi si suppone che per un po’ non abbiano bisogno di manutenzioni) continueremo a pagare le manutenzioni come ora, quando tutta la rete di illuminazione pubblica è vecchia.

250 mila euro ogni anno.

Hai voglia di finanziare CinemadaMare.

Hai voglia di dare l’obolo natalizio per le luminarie.

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La diseconomia solo di questo contratto è calcolata dalla Lega in oltre 1,5 milioni di euro.

In pratica il dividendo (se e quando va bene) percepito dal Comune a compensare la propria quota azionaria del 40 per cento nel capitale sociale di Atena, ora Asm spa.

Dividendo che, per definizione, è aleatorio. Può esserci, come un anno o l’altro, non esserci: magari quell’anno l’attività va male.

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Ma lo cosa veramente stupefacente di questo contratto che pare redatto da un gatto ed una volpe sornioni e compiaciuti, è quello che è parso un vero e proprio sberleffo.

Il rischio d’impresa è sostanzialmente accollato al Comune, non al Fornitore, imprenditore macro.

Ecco il testo della clausola:

Insomma, se Asm, Atena, Iren non guadagna o peggio ci rimette, il “ritorno d’investimento” si discuterà “in buona fede” se e come dovrà pagarlo il Comune.

E meno male che è in buona fede.

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Abbiamo detto (il materiale della conferenza stampa è tutto allegato in jpg al termine dell’articolo) che se fosse vera anche solo una parte delle cose dette oggi dalla Lega, ci sarebbe davvero da preoccuparsi.

In ogni caso, occorre “fare luce” sui Led.

Il rapporto tra Comune e Iren nell’ambito della multi utility sambra malato in modo irrecuperabile.

Nessun Comune normale si comporterebbe come Vercelli.

E’ come se ci fosse un imbonitore di Iren in servizio permanente a Palazzo Civico e fosse ascoltato da ingenui con il borsellino sempre aperto.

E’ sempre stato un mistero, poi, perché si sia consentito a Sergio Chiamparino – al modo di un cuculo – di deporre certe uova nel nostro nido.

Va bene la disciplina di partito, ma oltre certi limiti non va più bene.

Tanto più sapendo che Iren è diretta da un Presidente non solo di area, ma militante del Pd, essendo stato Assessore della Giunta di Mercedes Bresso.

 

 

 

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