VercelliOggi.it
Il primo quotidiano on line della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
17 October 2018 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it



Dettaglio News
28/11/2017 - Vercelli Città - Enti Locali

PER LA PRIMA VOLTA IN 40 ANNI IL CONSIGLIO COMUNALE CENSURA ATENA - E ora ci sono 30 giorni per tentare un rimedio, dopo di che ognun per sè e Dio per tutti

Mai prima d'ora l'Aula di Palazzi Civico si era espressa con una censura così netta nei confronti né dell'Aasm, né di Atena



PER LA PRIMA VOLTA IN 40 ANNI IL CONSIGLIO COMUNALE CENSURA ATENA - E ora ci sono 30 giorni per tentare un rimedio, dopo di che ognun per sè e Dio per tutti
Alessandro Ciuti e Fabrizio Tucci, uomini di Iren a Vercelli


Intanto, come in tutte le cose e le circostanze, c’è un bicchiere mezzo pieno.

Possibile?

Possibile.

Ma andiamo con ordine.

***

Il Consiglio Comunale del 24 novembre scorso, quello su Atena, rappresenta un fatto che non è esagerato definire storico.

Perché – a memoria di chi scrive, che segue i Consigli Comunali del 1975 – non è mai accaduto che l’Assemblea di Palazzo civico: a) discutesse di Aasm prima e Atena poi, se non per le circostanze in cui si variavano gli assetti societari e poi b) una volta stabilito che è la prima volta in (almeno) 42 anni che il Consiglio discute su come lavori Atena, si deliberasse una censura così dura come quella votata con 19 voti a favore e 9 astensioni dai Consiglieri.

***

Detto questo (ritorneremo tra breve sulle conseguenze operative della decisione) vediamo il bicchiere mezzo pieno.

Il bicchiere mezzo pieno è rappresentato da questa prescrizione dettata dal Consiglio alla Giunta ed al Sindaco ( “prescrizione” e “dettata”, questo vuole dire una Mozione votata dall’Aula):

“Coinvolgere attivamente la I e la V commissione nel processo di programmazione, attuazione e gestione di un moderno ed efficiente servizio di raccolta differenziata, fornendo ai membri e ai capigruppo un piano economico-finanziario e attuativo, che riguardi anche le modalità di attuazione”.

 

Nella sua perentoria severità, la prescrizione comunque “sdogana” l’idea che a Vercelli si debba procedere alla raccolta differenziata porta a porta.

 

Una severità necessaria, perché fino ad ora l’Aula era stata destinataria di vere e proprie buffonate pericolose, come quella presentata a marzo di quest’anno, quando si voleva attuare una modalità di raccolta differenziata dei rifiuti di cui nulla di fatto si sapeva, se non che sarebbe costata almeno 700 mila euro l’anno in più ai Vercellesi, che l’avrebbero pagata con la loro Tari.

 

Gli autori di quel miasmatico marasma di cose incomprensibili siedono ancora ai loro posti in Atena, ma tant’è, si vede che a taluno piace farsi del male.

 

***

 

La cosa che il Consiglio dice chiaro è che nessuno deve illudersi più – visti soprattutto i precedenti – che questioni di tale importanza possano essere rimesse a riunioncelle tra quattro gatti maldestri radunati in ambulacri e posti strani.

 

No, la materia è troppo seria per essere lasciata a chi ha già dimostrato tutta la propria drammatica incapacità a trattarla e quindi deve essere discussa in modo trasparente ed esigente nelle sedi più appropriate, che sono la Prima e Quinta Commissione del Consiglio Comunale.

 

Ma – ed è il bicchiere mezzo pieno – il Consiglio dice che la raccolta differenziata porta a porta si deve fare.

Non era – visti i precedenti - né scontato, né dovuto.

***

Per il resto le pietre sono dure.

Nel corso del dibattito di cui a breve metteremo on line alcuni spezzoni filmati, si registrano cose a dir poco preoccupanti.

Quella più grave e greve.

L’Amministratore Delegato di Atena, Fabrizio Tucci dice espressamente che i tre ragazzi cui non è stato rinnovato il contratto ( il caso è l’occasio proxima di questa riunione straordinaria del Consiglio ) non sarebbero stati abbastanza performanti.

Si tratta di un’affermazione agghiacciante da parte di chi di lì a pochi minuti, avrebbe visto il proprio operato destinatario di una censura senza precedenti negli ultimi 40 anni.

Perché Vercelli abbia lasciato che i propri giovani fossero lasciati nelle mani di questi personaggi, questo è e resta un mistero spiegato solo – come nel corso del dibattito ha fatto rilevare Maria Pia Massa – con la situazione di grave necessità nella quale si trovavano i conti del Comune in quel 17 dicembre 2015, quando Atena fu svenduta a Iren.

I tre Sindacalisti intervenuti, Luca Quagliotti per la Cgil, Antonio Santoro (Cisl) e Gianluigi Guasco (Uil) unanimi dicono che il quadro delle relazioni sindacali in Atena è oggi semplicemente inesistente.

Al punto che per venire a conoscenza di qualcosa che riguardasse il piano – e già ridiamo – industriale hanno loro stessi dovuto attendere questo Consiglio Comunale.

***

Sul fatto che Atena sia stata “svenduta” anche in ordine alla possibilità di imprimere qualsiasi indirizzo da parte del Comune di Vercelli, ormai non ci sono più dubbi.

I conti della transazione sono illustrati dallo stesso “uomo” di Iren.

 

Sono i circa 15 milioni di euro cui è stato ritenuto forse utile apporre anche la dicitura a fondo pagina che riguarda le mance: 250 mila euro ai questuanti che richiedano “sponsorizzazioni o liberalità” nel triennio 2015 – 2017.

Tra queste forse anche la satisfazione della mendicità molesta per CinemadaMare.

Ma la realtà è purtroppo questa: è stata ceduta la partecipazione di controllo di Atena per il biblico piatto di lenticchie semplicemente perché allora il Comune aveva bisogno.

E loro ne hanno approfittato, senza farselo dire due volte, anzi lucidamente progettando l’operazione già nel corso della campagna elettorale 2014.

***

Cose, queste, già dette.

Quelle non ancora dette sono state introdotte dalla Mozione.

Si dovrà verificare l’esatto e puntuale adempimento di tutti i contratti in corso tra Comune di Vercelli e Atena Iren.

Perché è chiaro che di avere l’immondizia per strada ne hanno tutti abbastanza.

L’immondizia e le foglie.

Anche se un personaggio – forse credendo di essere sul palcoscenico di Zelig – si è reso lecito dire che – sì – insomma, può capitare di dimenticarsi qualche Viale…

Ebbene: può capitare, certo, ma in quel caso il Comune deve rilevarlo, farlo rilevare e comminare la sanzione per l’inadempienza.

Poi – oltre a quello di igiene urbana – ci sono tutti gli altri contratti: il Comune destina ad Atena Iren una somma enorme ogni anno, circa un terzo del proprio bilancio.

Basti ricordare l’incresciosa vicenda del semaforo in Viale Rimembranza, rimasto in avaria perché da Atena non si procedeva a sostituire una componente del controvalore di circa 3 mila euro.

C’è voluto un incidente con lamiere contorte e feriti perché – il giorno dopo – la componente fosse trovata ed installata.


Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=73926  


Qui il comunale masochismo arrivò fino a tollerare che da Iren fosse diffuso un comunicato stampa che poteva far pensare ad uno scaricabarile ai danni di Palazzo Civico.

***

Quell’episodio aprì gli occhi a tanti.

***

Ora il Consiglio Comunale è chiaro: si dà mandato al Sindaco affinchè ponga in essere tutte le azioni necessarie a verificare ogni contratto in corso.

***

Ma naturalmente l’aspetto che più di ogni altro richiede di essere verificato è il famoso “piano industriale” 2015 – 2020.

Si tratta di un documento che prevedeva diversi impegni di investimento.

L’unico investimento fino ad ora visto – a parte, si permetta di celiare, quello di Viale Rimembranza di cui si è già detto – è stata la conversione a Led dell’illuminazione cittadina.

Qui siamo davvero al gioco delle tre carte.

Il Comune paga tutto: investimenti, manutenzione e costo dell’energia elettrica.

E bisogna (bisognerebbe) ancora dire grazie di qualcosa ad Iren, che si fa pagare tutto: investimenti, manutenzione, tariffa elettrica.

***

Dove invece toccherebbe ad Iren sborsare qualcosa siamo al vero e proprio suk.

Non si è fatto il teleriscaldamento perché la Regione deve ancora decidere.

Non si fa la metanizzazione dei mezzi perché – ohibò – ci siamo accorti che dovremmo allestire pompe distributrici anche di carburanti tradizionali.

Né si fa alcunché per i nuovi laboratori perché – sapete – ci vuole tanto tempo per le autorizzazioni.

Sicchè quello che aveva determinato, a dicembre 2015, il voto favorevole delle (risicata) maggioranza consiliare, i 147 milioni di investimenti, ora sarebbe realizzato solo in ordine ai 3 milioni investiti dal Comune e non da Atena per i Led.

E sarebbe, forse nei disegni di Iren, possibile far credere che Soci industriali non si fossero accorti, allora, che teleriscaldamento, metanizzazione, pratiche autorizzative dei laboratori sarebbero stati oggetto di istruttorie complesse.

Sicchè quelle previsioni di investimento vi è chi – in Consiglio – le ha prese per semplici specchietti per allodole già in proprio vogliose di finire male facendo finire peggio il Comune.

***

Poi la fantasia di nuovo galoppa senza briglie: sì, ma entro il 2022 (non più 2020) vedrete che faremo un impianto per trattare gli scarti di legno. Che prima erano di plastica, ma non è importante.

Poi vedrete, poi faremo, poi vi faremo sapere.

***

Un modo di fare che non sta bene a nessuno, tanto meno a Maria Pia Massa che integra la mozione con questa previsione: entro e non oltre 30 giorni da questo Consiglio Atena deve presentare non solo il piano industriale aggiornato, ma soprattutto la progettazione esecutiva con il crono programma.

Significa: il giorno tale apriremo il cantiere per questo, il tal altro per quell’altra cosa.

Ovviamente, un piano dei conti che veda gli investimenti fatti da Atena e non dal Comune.

***

Si noti che la locuzione reca il termine essenziale “entro e non oltre”; non limitandosi a porre il termine generico “entro”.

Ancorchè ci siano sentenze di Cassazione che in qualche modo attenuino la cogenza del termine, resta il fatto che l’intento dei Consiglieri è chiaro.

Per quel che ci riguarda, noi alziamo subito le mani e ci arrendiamo a prescindere ed a priori.