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28/09/2017 - Vercelli Città - Enti Locali

CONSIGLIO COMUNALE, PASSA LA DELIBERAZIONE DI MARIA PIA MASSA SULL'ACQUA PUBBLICA - Il Comune si riprenderà l'acquedotto - Con 16 voti contro 10 vince la città che non vuole consegnare ad Iren il proprio futuro

Coro di critiche nei confronti del Presidente di Atena Sandro Baraggioli



CONSIGLIO COMUNALE, PASSA LA DELIBERAZIONE DI MARIA PIA MASSA SULL'ACQUA PUBBLICA - Il Comune si riprenderà l'acquedotto - Con 16 voti contro 10 vince la città che non vuole consegnare ad Iren il proprio futuro


In questa partita, valevole – forse – anche per il Campionato 2019, ha vinto Vercelli contro Iren ed i suoi supporters per 16 a 10 (gli astenuti non contano).


La Deliberazione sull’acqua pubblica


http://vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=ACQUA_PUBBLICA:_COMUNQUE_VADA__IL_CONSIGLIO_COMUNALE_DIMOSTRERA'_CHE_IREN_&id=75348&id_localita=2

che oggi al Consiglio Comunale di Vercelli è arrivata in trattazione dopo essere stata presentata a fine agosto scorso, ha messo di fronte due immagini assolutamente eloquenti e posto la città di fronte ad un’Aula Consiliare dove la linea di demarcazione tra maggioranza e minoranza (reali) non ha più nulla a che fare con quella uscita dalle urne l’8 giugno 2014.

Se ne vorrà prendere atto?


Al punto in cui siamo, sarebbe un atto di onestà intellettuale, però tutto sommato si può anche

andare avanti così: c’è un gruppo di persone che guarda al bene comune.


E ce n’è un altro che pare guardare al bene comune solo se conforme con l'dea che ne ha

il Pd di Torino

che ora pare tutelare Iren, ora Ledo Prato, ora chi arriva arriva.


***


Oggi ha vinto per 16 a 10 la parte di Vercelli che guarda al bene comune con la propria testa.


Con la propria coscienza.


Con la propria cultura (magistrali gli interventi di Maria Pia Massa ed Elisabetta Perfumo) con spontaneità e passione: passione anche per il lavoro umile della gavetta politica (Stecco, Catricalà), con una padronanza tecnico giuridica di argomenti invidiabile (Malinverni). Preciso e inappellabile l’intervento di Paolo Campominosi.


Perché la Vercelli che sulla tutela dell’acqua come bene comune ha votato sia la deliberazione

proposta da Maria Pia Massa e Giorgio Comella con Donatella Capra, Giordano Tosi,

Manuela Naso e Paolo Campominosi, sia l’emendamento prudente (allegato al presente

articolo, al termine, integrale – ieri avevamo illustrato integralmente quello presentato dal

gruppo Pd) che su quel testo si è innestato, proposto dal Centrodestra e SiAmoVercelli, ha

vinto.


Ha vinto su Iren e sui suoi promoter.


Hanno perso soprattutto il Sindaco ed il suo Assessore al Bilancio, quell’ Andrea Coppo che

pure, prima di assumere l’incarico, si era in più sedi impegnato a difendere senza se e senza ma

la riacquisizione dell’acquedotto al possesso ed alla disponibilità del Comune.


Ma il Sindaco ha perso soprattutto perché non è riuscita ad impedire che il Pd imboccasse la

strada suicida dell'emendamento strumentale e dilatorio che ha prodotto senza suscitare

consenso in alcun altro se non l'alleato CambiaVercelli con il nuovo acquisto Adriano Brusco,

a giugno scorso

lucidamente chiamato - rapito dai 5Stelle - da Luigi Bobba e sodali per rafforzare la

maggioranza.


Ora Andrea Coppo forse la pensa diversamente.


Non si sa e, al punto in cui siamo, non è nemmeno detto che interessi.


***

I vincitori di oggi – ha vinto Vercelli, hanno vinto i cittadini, ma sono stati rappresentati dai

16 Consiglieri – hanno anche avuto buon gioco a mettere in luce le contraddizioni gravi

l’imbarazzo recato all’immagine del Comune, dell’Azienda, della città, dalla deprimente

intervista a “La Sesia” rilasciata martedì scorso (a due giorni dal dibattito in Aula) dal

Presidente di Atena Sandro Baraggioli.


Nulla da dire – è persino ovvio precisarlo – sull’ottimo lavoro giornalistico del giovane e

talentuoso Collega Matteo Gardelli, che ha raccolto tra virgolette quanto passava il

convento.


Come ha ricordato Donatella Capra, l'intervista offre l'immagine di un Presidente di Atena ai

limiti del travisamento del mandato: colui che è stato

designato per rappresentare in Atena il Comune di Vercelli, gli interessi dei cittadini, che è

stato nominato dal Sindaco, si è

permesso di bacchettare il Comune e perfino il Sindaco.


Dando l’impressione di tutelare più le necessità di business sull’acqua di Atena Iren che gli

interessi leciti e soprattutto gli indirizzi di politica industriale del Comune, espressi a nome dei

cittadini.


                                                                 ***

Ma veniamo ai contenuti, anche se sono già noti per le cronache dei giorni passati.

Dunque, il testo della deliberazione proposta da Maria Pia Massa e altri.


Lo leggiamo al seguente link:


http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=74859


Mentre nell’articolo di ieri linkato più sopra abbiamo presentato l’emendamento del Pd.


Oggi, di seguito, l’emendamento che ha conciliato le varie posizioni, grazie anche ad un lavoro

di trasparente quanto sapiente mediazione del Coordinatore Cittadino di Forza Italia Antonio

Prencipe.


Al termine dell’articolo integrale.


Qual era il punto cruciale?


Era quello di dare un indirizzo chiaro all’Amministrazione: dal 2020 l’acquedotto dovrà tornare

ad essere nella disponibilità del Comune, quindi sottratto ad Atena che oggi vuol dire Iren.


Ma senza rinunciare ad esperire le necessarie diagnosi tecnico economiche che evitino di

esporre il Comune ad un’avventura finanziaria.


Insomma, manzonianamente “adelante Pedro, con jucio”.


***

Iren non è un demonio.


E’ però un’ Ente, un’ Azienda, che ormai è un colosso privato transnazionale al cui capitale

partecipano Fondi di Investimento che nella propria ragione sociale non hanno il bene

comune, l’interesse pubblico, la tutela dei più deboli.


Iren è una Società che deve (deve anche in senso civilistico: glielo impongono le norme e la

mission, deve tutelare gli interessi leciti dei propri Soci e Investitori) fare profitto.


Non c’entra niente con l’economia sociale di mercato, con la conciliazione tra efficienza della

gestione e rinuncia all’utile speculativo in funzione della tutela dell’interesse pubblico.


Iren non c’entra più niente con le finalità istituzionali del Comune di Vercelli.


Tutto lascia credere che, se i reggitori della Cosa Pubblica non si liberaranno dalla dipendenza

psicologica da Iren, la Cosa Pubblica fatalmente si libererà di loro.

***

Oggi in Consiglio Comunale si è dunque consumata una battaglia tra chi ha capito che la gente deve essere tutelata recuperando la stazione eretta nei confronti di Iren.


La votazione non lascia dubbi: 16 Consiglieri (SiAmoVercelli, Sel e Voce Libera, Indipendenti

di Centrosinistra, Forza Italia, Movimento5Stelle, Lega Nord) contro 10 (Pd con il suo alleato

CambiaVercelli).


Una partita molto importante.


Oggi è un giorno in cui ci si sente orgogliosi di essere vercellesi.


Di avere un Consiglio Comunale con gente come questa, a cominciare dalla splendida “piccola

farmacista giansenista” come ci siamo permessi di descrivere Maria Pia Massa in un nostro

remoto articolo.


Una risorsa che ha veramente molto da dire, anche se lei non vuole mai insegnare nulla a

nessuno, che d’altra parte pare non lo voglia imparare.


***


Ma – al di là delle necessità di cronaca – una consolazione veramente confortante: si è tornato

a parlare di politica, di quella vera, alta, “non l’unica, ma la più esigente forma di carità”.


E, tutto sommato, lo si è fatto, anche in questo Consiglio, sempre con correttezza e garbo

istituzionale, da tutte le Parti.


Quelle che hanno vinto, ma anche quelle che hanno perso.


Ed anche questo è un elemento che può solo confortare, nell’epoca della politica urlata ed

inconcludente, massimalista ed ingenuamente rassegnata all’irrilevanza.


Vercelli – almeno in questo – è diversa.


Piacevolmente diversa.

***


Il testo dell’emendamento che ha conciliato le posizioni:

 

***

Alla C.A. del Sindaco Maura Forte

                                                       e.p.c. al Presidente del Consiglio Comunale

                                                               Michele Gaietta

Oggetto:  Emendamento a proposta di deliberazione prot. N. 40971 del 06/09/2017, presentata dai consiglieri comunali Paolo Campominosi, Donatella Capra, Pier Giorgio Comella, Mariapia Massa, Manuela Naso, Giordano Tosi, ad oggetto: Ripubblicizzazione del servizio idrico - Atto di indirizzo.

nella parte dispositiva modificare come segue:

DELIBERA

di prendere atto delle motivazioni espresse in premessa;

- di realizzare nel corso di questo mandato amministrativo e prima del semestre antecedente la scadenza della convenzione vigente - coerentemente con quanto previsto dai patti parasociali allegati alla delibera consiliare n. 128 del 17/12/2015 - tutte le azioni necessarie e propedeutiche alla giusta valutazione per la riacquisizione delle reti e all'affidamento della gestione del servizio idrico a un soggetto giuridico di diritto pubblico, con le caratteristiche di azienda tenuta all'efficienza e all'equilibrio economico ma senza logiche di profitto, e improntata a criteri di trasparenza e partecipazione,  tenendo conto dell’impatto economico per il Comune che è fondamentale, attraverso uno studio indipendente di fattibilità;

- di avviare già nel corso del 2017 confronti con Atena per l’esame di una possibile e utile anticipazione rispetto al periodo temporal sancito dai patti parasociali tenendo conto che la scadenza della convenzione per la gestione del servizio idrico è fissata al 31/12/2023, data in cui il Comune rientrerà nel libero possesso delle proprie reti senza nessun costo accessorio

- di prendere contatti immediati e stipulare intese con le Amministrazioni comunali che fanno capo agli altri sei gestori dell'ATO2 per l'esame di percorsi convergenti al fine di addivenire, in tempi stretti, alla costituzione del Consorzio pubblico di gestione;

- di demandare ai Settori comunali competenti l'assunzione degli adempimenti amministrativi conseguenti.

I Consiglieri di SiAmoVercelli, Movimento5Stelle, Lega Nord, Forza Italia.

 

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