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21/09/2017 - Vercelli - Cronaca

VERCELLI, IL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE DELL'ARMA SI PRESENTA - Arriva da L'Aquila con un lusinghiero curriculm formativo e operativo

A lui ed alla Consorte, che lo accompagnerà nella nostra città, un sincero benvenuto



VERCELLI, IL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE DELL'ARMA SI PRESENTA - Arriva da L'Aquila con un lusinghiero curriculm formativo e operativo
Il Ten. Col. Andrea Ronchey


Arriva molto giovane – 49 anni, è nato a Roma nel 1968 – ad un incarico di grande responsabilità il nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Vercelli, il Ten. Col. Andrea Ronchey.

 

Giovane, ma con un curriculum di tutto rispetto.

 

Ma, prima di esporlo, vale certo la pena di sottolinearne un aspetto che non può non essere caro ad un piemontese.

 

Il suo primo “contatto” con la nostra regione avviene molti anni fa ( 1990 – 1993 )  a Fossano, dove c’è la celebre Scuola per Allievi Carabinieri, cifra della familiarità dell’Arma non soltanto con la città degli Acaja, ma soprattutto con la realtà subalpina.

 

La “Benemerita” nacque infatti a Torino il 13 luglio 1814 quando Vittorio Emanuele I promulgando le “Regie Patenti”, istituì il Corpo dei Carabinieri Reali.

 

Corpo “nei secoli fedele” – giova non dimenticarlo mai – al popolo italiano, di cui è vero beniamino, ed allo Stato.

 

Non necessariamente al Governo, se è vero, ad esempio, che Benito Mussolini, giunto all’epilogo della propria triste parabola, fu arrestato proprio dai Carabinieri.

 

E proprio visitando la Scuola di Fossano – una città nella città – ci si rende conto anche da sintomi  toponomastici di quanto il simbolo di un legame tra cittadino e Arma trovi una espressione persuasiva nella dedicazione di strade – Salvo d’Acquisto, Carlo Alberto Dalla Chiesa, per citarne alcune – che sono le vie percorse per raggiungere i vari padiglioni della Scuola, ma sono altresì i nomi di Vie che sono dedicate alla memoria di eroi in tutte le città d’Italia.

 

Sappiamo che il Carabiniere martire a Torre di Polidoro offrì la vita in olocausto e pegno per la salvezza di innocenti.

 

Gli fu suggerito di rifugiarsi a Roma, nella situazione caotica - dopo l’8 settembre 1943 - che si era venuta a creare, ma ribatté: «Il mio dovere è di essere con la gente che è stata affidata a noi».

 

Fu così che, il 23 settembre 1943, si presentò alla Torre di Palidoro, dove ventidue abitanti di Torrimpietra erano tenuti in ostaggio e minacciati di morte.

 

Sappiamo come andarono le cose.

 

E sappiamo che – soprattutto per questa prova di eroismo nell’amore – è in corso il suo processo di canonizzazione.

 

Sono cose che forse merita ricordare di più in tempi, come quelli odierni, quando qualche isolato cattivo esempio ( due su 100 mila ) taluno vorrebbe prendere a pretesto per tentare di offuscare l’immagine di una Istituzione che il cittadino riconosce e ama come propria.

 

Del resto anche a Vercelli i Carabinieri eroi non sono mancati: esempio luminoso quello di Salvatore Vinci, ma non meno caro a tanti e – se è permesso un ricordo - soprattutto a chi scrive quello del “mitico Capitano”, che fu Comandante a Vercelli e poi divenne il Generale Enrico Barisone, Medaglia d’Oro al Valor Militare.


E non si potrebbero dimenticare - in Valsesia - i Carabinieri martiri ad Alagna il 14 luglio 1944 ( i fatti presero le mosse dal precedente 2 luglio ) in una circostanza che richiama così da vicino il sacrificio di Salvo d'Acquisto e proprio il giorno seguente l'annuale di fondazione dell'Arma.

 

Leggi anche:


http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=37118 


In tutta Italia, Via Salvo d’Acquisto, Via Carlo Alberto dalla Chiesa, sono Vie percorse da cittadini comuni, così come a Fossano lo sono dagli Allievi.

 

***

 

Dunque, il nuovo Comandante: tratto affabile, ma qualcosa suggerisce l’idea che sia bene non approfittarsene, uomo prudente nell’eloquio quanto chiaro nell’esposizione dei concetti, il nuovo Comandante, giovanissimo Ufficiale, è destinato al suo primo incarico alla Compagnia di Verolanuova (Brescia), quindi di Savona e poi di Macomer in Sardegna.

 

Passa poi a ruoli di maggiore responsabilità al Reparto Operativo di Massa ed infine a L’Aquila, dove si misura con la realtà del terremoto conducendo altresì le importanti inchieste purtroppo collegate ad episodi di abuso nella gestione della ricostruzione.

 

Dalla scorsa settimana è Comandante Provinciale di Vercelli, dove è giunto insieme alla sua Consorte senza temere la sfida delle zanzare: del resto, ha sostenuto quella delle scosse telluriche.



 

 

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