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24/01/2017 - Vercelli Città - Enti Locali

UN LAVORO DA ARTISTI / 11 - Diciamocelo: non era vero niente - Nemmeno l'urgenza di bandire la gara tra Natale e Capodanno regge: il vincolo di bilancio non c'è - Sono vere solo le balle che si beve qualche ex allievo - Le bugie hanno le gambe lunghe

Recanti un bel regalo di Natale per qualche (ancora inconsapevole diciamo) massì inconsapevole gestore nato con la camicia.



UN LAVORO DA ARTISTI / 11 - Diciamocelo: non era vero niente - Nemmeno l'urgenza di bandire la gara tra Natale e Capodanno regge: il vincolo di bilancio non c'è - Sono vere solo le balle che si beve qualche ex allievo - Le bugie hanno le gambe lunghe
L'effetto acquatico

( g. g. ) - Diciamocelo: non era vero niente.

 

Non una parola, non una azione di quelle messe in atto, deliberate, corrisponde alle dichiarazioni che abbiamo sentito.

 

A cominciare da tutta questa urgenza di deliberare l’appalto e bandire la gara tra Natale e Capodanno.

 

Perché altrimenti – si diceva – se non si bandisce la gara entro il 2016 si perde la possibilità di spendere i soldi (2 milioni di euro) per tutto il 2017.

 

Attenti bene: tutto il 2017.

 

E chi se la sarebbe mai presa una responsabilità del genere?!

 

Ma voi – si udiva fossero ammoniti i perplessi – non fate gli interessi della città.

 

Così concludeva anche qualche giovane (troppo, forse) Consigliere Comunale partecipando alle riunioncelle di partito, coricato sulle posizioni dell’antica prof. dopo avere conferito all’ammasso l’acerbo cumulo di neuroni.

 

Così gli pareva ragionevole ribattere a chi incominciava a porre seri dubbi sulla opportunità e (vedremo presto perché) anche sulla legittimità di certe delibere natalizie.

 

Recanti un bel regalo di Natale per qualche (ancora inconsapevole diciamo) massì inconsapevole gestore nato con la camicia.

 

Povero ragazzo, anche lui come tanti c’era cascato.

 

Crescerà.

 

Perché a Palazzo Civico, smentendo persino la saggezza dei proverbi antichi, le bugie hanno le gambe lunghe.

 

***

 

A cominciare da quella – la bugia - fondativa: dobbiamo deliberare (a Natale) perché senno per tutto il 2017 quello che altrimenti sarebbe un avanzo di bilancio di 2 milioni di euro non lo potremmo spendere.

 

Non è così: non lo si può spendere finchè non c’è il nuovo bilancio.

 

Cioè fino a metà marzo 2017, poi spendi quello che vuoi.

 

E a pensarci bene perché dovrebbe essere diversamente?

 

Dove andrebbero a finire i soldi, altrimenti, nel tombino?

 

Ci saremmo potuti arrivare anche noi – ma abbiamo preferito sentire il parere di un Tecnico – che pure non siamo introdotti come il Dottore Magistrale TdC.

 

Anzi, Gran TdC.

 

***

 

Ma priva di questa chiosa ( fino all’approvazione del nuovo Bilancio ) la frase pare terrificante: idonea a rappresentare un vero e proprio ricatto politico.

 

Per tutto il 2017 niente costruzione.

 

Sia pure costruzione di un aborto economico in piena regola.

 

Una eccentricità che al campionato mondiale delle facezie si classificherebbe quarta, vicina al podio.

 

Perché solo quarta?

 

Perché non è nemmeno originale.

 

E’ molto, ma molto simile ad analoghe soluzioni che sono state già realizzate altrove.

 

E forse vincerà la gara uno dei costruttori che ne ha già realizzata una uguale.

 

E forse – ancora – si sono sacrificate due corsie della vasca da coprire perché così a sei corsie si sarebbe proprio sovrapposto il progetto ad uno già esistente.

 

Un bel risparmio.

 

Perché bisogna sapere che se ci fosse stata una ragione – una al mondo – per ritenere in qualche modo comunque plausibile questa insulsaggine da zona podio delle insulsaggini, sarebbe proprio stata quella di coprire la vasca attuale da otto corsie, esterna in Via Baratto.

 

No, si tolgono due corsie e così fanno sei.

 

Nasce già piccola, ma uguale certamente ad un’altra da sei corsie coperta qualche anno fa.

 

Che magari sarà stata ancora nel computer tale e quale.


E magari potrà essere ancora nel computer di qualche ufficio tecnico.

 

***

 

Abbiamo già visto che spendere 1,8 milioni di euro per coprire una vasca già esistente e realizzare spogliatoi e servizi nuovi quando a realizzare una piscina coperta come si deve, con annessa vasca bamini e fitness ne bastano 2 milioni, è una cosa che nemmeno a Pompieropoli si sarebbero potuti immaginare.

 

Ma qui siamo ancora solo alla periferia (degradata) di Pompieropoli.

 

Però c’è Amazon.

 

E quindi è già chiaro che d’ora in poi qualsiasi bizzarria dovesse elaborarsi a Palazzo sarebbe propinata pronunciando il mantra: è una minchiata – però c’è Amazon – e se c’è Amazon – non è più una minchiata.

 

Potere taumaturgico e forse anche redentore di Amazon.

***

 

Ebbene, non è vero, dunque, che si sia fatta questa scempiaggine, rimediata senza che fosse sufficientemente meditata, perché c’era una insormontabile ragione tecnica.

 

C’era di sicuro la fregola di fare vedere che qualcosa si stesse facendo, dopo due anni e mezzo di (altre) balle raccontate.

 

***

 

C’era poi la voglia – è la stolida ammissione via social della controfigura vercellese del Capitano Lagaffe, protagonista de “Il Paese dei Campanelli” – di fare vedere che a settembre ci saranno le prime assunzioni di Amazon.

 

E a fine anno si nuota.

 

Due colpi propagandistici (e i contraccolpi dove li mettiamo?) buoni per la campagna elettorale.

 

Uno dei due a spese del contribuente  e che inibirà qualsiasi seria politica degli impianti sportivi per i prossimi 30 anni.

 

***

 

 

Ma veniamo ora agli affari (ancora più) seri.

 

Tralasciando (momentaneamente, nell’attesa di vedere per iscritto – oggi pomeriggio - pareri di Tecnici) le stranezze della deliberazione del 21 dicembre 2016, adottata da una inconsapevole (già in atmosfera natalizia) Giunta Comunale.

 

Bisogna infatti sapere che – ove risultasse applicabile a questo tipo di gara – il tanto (spesso a sproposito) citato nuovo Codice degli Appalti dice chiaramente come, in caso di appalto misto,

sia “trainante” quello di maggiore entità economica.

 

Tradotto (a fondo pagina il testo integrale dell’art. 28) significa: se la costruzione dell’opera, la copertura della vasca,  costa di più di quanto sia  il fatturato derivante dalla gestione della piscina, allora sarà il costruttore a scegliere il gestore.

 

Se invece il valore della gestione triennale è superiore, allora la gara deve essere impostata per la scelta di un gestore che porterà con sé il costruttore della copertura.

 

E già non si vede perché per forza per un lavoro come questo ci si debba andare ad incartare in una interpretazione di norme recentissime, se non per trovare scorciatoie.

 

Ma queste sono opinioni che – tra l’altro – vi è chi non mancherà di esporre a un po’ tutti quelli che hanno il titolo per udirle.

 

***

 

Però qui  il problema è uno e grosso: la componente dell’incarico “misto” di maggior valore economico è proprio la gestione triennale della piscina.

 

Una cosa che vale minimo 800 mila euro l’anno.

 

Vediamo ad esempio che la gestione precedente nel 2009 fatturava (tra biglietti e fatture alle Scuole) circa 720 mila euro.

 

E’ ben vero che erano compresi Centro Nuoto, Enal e Via Prati.

 

Ma in quella gestione Via Prati non aveva propria biglietteria, essendo solo una “dependance” del Centro Nuoto: quando Via Prati chiuse non calò così di un euro il fatturato.

 

Mentre l’Enal (sono dichiarazioni del 2016 del Comune) “pesava” e nel 2016 per 50 mila euro.

 

Però – sempre in jpg a fondo pagina al termine dell’articolo quelle 2013 applicate dalla vecchia società di gestione – con tariffe imposte dal Comune, bassissime.

 

Un esempio?

 

Se si applicassero anche solo le tariffe invece praticate all’Enal nell’Estate 2016, la scorsa, il fatturato aumenterebbe almeno del 30 per cento.

 

E cosa produce il 30 per cento in più di 720 mila?

 

***

 

Ma soprattutto: quanto valga in realtà un’ ipotesi di gestione, con questa gara maldestramente deliberata all’insaputa di tanti assessori alla Vigilia di Natale, il Comune non lo può sapere  - e quindi nemmeno i concorrenti – per la semplice ragione che negli Atti di gara non c’è una previsione di piano finanziario della gestione.

 

E non può esserci piano finanziario perché non ci sono le tariffe.

 

Sicchè: la scelta della Giunta di andare muro contro muro contro l’opposizione appare così incomprensibile, che forse è meglio andare a scavare per capire perché tanta ostinazione.

 

L’opposizione chiede solo un più ragionevole e consueto iter, come quello di sdoppiare le gare: una per la costruzione, rassegnandosi ormai all’aborto della copertura telescopica e un’altra distinta e finalmente ben fatta per la scelta del gestore.

 

***

 

Stavamo per dimenticare, a beneficio del povero ragazzo ex allievo: una simile ragionevole decisione non ritarderebbe nemmeno di un giorno la realizzazione della copertura.

 

Non cascarci, caro ragazzo, ragiona con la tua testa.

 

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