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16/10/2016 - Vercelli Città - Pagine di Fede

FESTA DEI POPOLI: dalla profetica intuizione di Padre Masseroni, otto anni fa, al "manifesto" del 2016 - Quel viaggio dalla città dell'uomo alla Città di Dio che esige il nostro contributo - GALLERY E FILMATI

Suggestioni sempre vive nella Grande Memoria Storica del Territorio


FESTA DEI POPOLI: dalla profetica intuizione di Padre Masseroni, otto anni fa, al "manifesto" del 2016 - Quel viaggio dalla città dell'uomo alla Città di Dio che esige il nostro contributo - GALLERY E FILMATI
La firma del manifesto, sabato 15 ottobre a Vercelli

( g. g. ) - Siamo all’ edizione numero otto della Festa dei Popoli, realtà non comune che si deve ad una profetica intuizione di Padre Enrico Masseroni

 

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http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=6603

 

che nel 2009 capì e tradusse in un progetto la necessità di “parlarsi” perché al centro di ogni ansia pastorale non può che esserci l’uomo.

 

Con tutta la propria meravigliosa ricchezza di iridescenze che attingono da “diversità” cifra di una pluralità di carismi.

 

Sicchè non fece più di tanto meraviglia, quando – nella edizione successiva, quella del 2010 – le austere, ardite ed insieme composte nella loro sempre stupefacente armonia,   geometrie juvarriane del Seminario Arcivescovile ospitarono anche quanto carismi forse – e diciamo forse – mai visti in quei luoghi offrivano.

 

 

Ecco la nostra videonotizia numero 553 che dà conto ( senza nulla togliere alla danza classica ) di una vera e propria meraviglia di cui sia capace l’umana creatura:

 

http://vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=553

 

I protagonisti di questa esibizione sono il Maestro Alessandro Mai, con la ballerina Alessandra Barberi. Il duo è Campione europeo 2009 della specialità.

 

Le riprese dicono (così, per dire qualcosa anche della nostra esperienza)  una verità che non è mutata da allora: anche noi recitiamo un po’ sempre a soggetto.


Quando arriviamo sul luogo di un evento non possiamo sapere - salvo in rari casi - cosa e come potremo documentare di quanto la vita reale e vera e quindi sempre affascinante della nostra realtà offre.


Sacrifichiamo all’immediatezza la perfezione (lontanta, lontana…) dell’immagine.

Il meglio è nemico del bene.

 

Ma in quella edizione ci furono anche pensose ed intelligenti interviste come quella della promettante Giulia Levi:

 

Leggi anche:

 

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=13215

 

E poi l’anno dopo avrebbe attirato la nostra attenzione (forse complice l’ora che si era fatta tarda, lungo una giornata passata a saltare di qua e di là tra vari eventi) il borsh graziosamente offerto dalla gentilezza di una Signora bielorussa.

 

Insomma, “la panissa e i suoi fratelli” perché è chiaro che lo Spirito può abitare nel Mondo grazie alla materia e così anche questa ha le proprie ragioni e – come insegna anche la Parabola dei pani e dei pesci, anche questo è popolo…

 

Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=25541

 

***

 

Tutte queste esperienze sono sempre a repertorio su VercelliOggi.it , immediatamente accessibili solo digitando le parole “festa dei popoli” – tra virgolette - sulla “Grande memoria storica del territorio”, il nostro archivio ( si accede dalla home page ) che ripropone tutte le notizie da dicembre 2008 in poi.

 

 

***

Insomma la caratteristica forse più evidente ripercorrendo queste suggestioni della memoria è che la Festa dei Popoli non è stata concepita aderendo ad un “format” precostituito.

Non è stata pensata come se si seguisse una “ricetta”, accostandosi invece a quanto i sentimenti suggerivano con l’apertura di chi non intenda eludere l’impegno di una “ricerca”.

E così questo appuntamento è cresciuto in queste otto edizioni acquistando ora una propria fisionomia che oggi – è la novità forse più ricca di futuro della edizione 2016 -  si esprime secondo un proprio “manifesto”.

Cioè?

Si tratta di una “dichiarazione di intenti”, un modo per mettere a tema secondo un metodo la necessità di proseguire nella ricerca in modo aperto ed insieme sistematico, richiamando chi voglia accettare questa sfida al comun denominatore di volori condivisi.

Poi, ognuno trafficherà i propri talenti.

Questo manifesto è stato sottoscritto sabato pomeriggio – 15 ottobre – sulla piazza antistante il  Comune di Vercelli.

Luogo simbolo della convivenza civica, della città dell’uomo.

Affinchè la città dell’uomo, che è sempre aura di quella di Caino, non chiuda la porta all’idea escatologica allusiva a Gerusalemme.


***


Sappiamo come vadano le cose.


Caino scappa, ma non può fuggire.


Non può fuggire al proprio insopprimibile bisogno di vivere con gli altri uomini, non può fuggire dalla compagnia dell’ “altro”.


Ma ha paura della “fraternità”. Teme il ripetersi di quella esperienza diffiicile, tragica, luttuosa.


Allora va via. E non sa trovare altro, per viveve con gli altri uomini, che fondare una città.


E’ così importante per lui che la chiama come il proprio figlio, perché la ama come un figlio: Enoch.


La ama a tal punto perché – nei suoi progetti di umana e fallibile creatura – la città della relazione impersonale con l’altro, lo rassicura.


Il sistema di regole che presidia la vita nella città dell’uomo permette la convivenza, mettendo paradossalmente, ma non incomprensibilmente al riparo dal ripetersi di quella esperienza così difficile e per lui impossibile: il rapporto di fraternità.


Sicchè gli pare di potere lì, nella città dell’uomo, vivere secondo il sistema di relazioni che ha avuto culmine nella sua retorica eppure umanamente plausibile domanda: sono forse io il custode di mio fratello?


***




Da qui, così ed idealmente, il “viaggio” – tema dell’anno – verso l’area dell’ex Ospedale, recentemente restaurata.

Viaggio dalla Città dell’uomo, la città delle “norme” vissute quale ineludibile presupposto per comunicare e conciliare diversità e valori nella dimensione unitaria della convivenza.

L’uomo delle tecniche si fa uomo della relazione con l’altro “a partire” dalla condivisione delle regole, ma senza dirsi mai pago di una relazione rinchiusa nel sistema delle regole.


Perchè il viaggio da Enoch a Gerusalemme ci chiama ad una responsabilità ed una ricchezza ulteriore che è quella dell’amore, anche se - e forse soprattutto se - questo si esprime con l’accoglienza: essere “custodi” del fratello.



Con tutte le difficoltà, contraddizioni, insufficienze, limiti, anche sofferenze, che questo può voler dire.

Ma si tratta di un viaggio, di una ricerca, non rinviabile per chi assecondi la vocazione ad essere “costruttore responsabile della società terrena” sapendo che il viaggio, l’itinerario ed anche infine l’approdo, così come elude il nostro dominio, esiga il nostro contributo

Viaggio che idealmente – in questa Festa dei Popoli 2016 – si è perciò concluso in quell’area che la città ha ritrovato – il vecchio Ospedale recentemente restaurato e offerto a tutti – come luogo di una nuova e possibile vita in comune.

***


Il filmato di quest'anno: http://vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2607


Ma ecco il manifesto, che ha visto primi firmatari il Sindaco di Vercelli Maura Forte e l’Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo.

***

Perché scrivere un MANIFESTO DELLA FESTA DEI POPOLI?

Abbiamo pensato di scrivere un documento semplice e chiaro per costruire le basi delle prossime Feste dei Popoli, evento giunto quest’anno alla ottava edizione.

Durante questo periodo attraversato da crisi di diversa natura (economiche, sociali, di valori), la Festa dei Popoli ha unito le comunità presenti sul territorio vercellese parlando di pace, dialogo, cibo. Ha sensibilizzato la cittadinanza sull’importanza di una approfondita conoscenza reciproca.

Chi si occupa dell’organizzazione della Festa dei Popoli ha affrontato sfide plurime, a volte legate alla comprensione dell'altro da sé, a volte di crescita personale. I partecipanti hanno visto manifestazioni di anno in anno diverse per iniziative e temi, ma caratterizzate da un denominatore comune, il tentativo di un dialogo autentico, nella sua fatica e nella sua gioiosa realizzazione.

Per questo motivo, quest'anno ci è sembrato necessario mettere ordine, dare visibilità, chiedere alle persone che la abitano quale significato abbia la Festa dei Popoli ed iniziare a scrivere un documento che sia non già un manifesto conclusivo, ma un punto di partenza per il futuro.

Poiché il tema della Festa dei Popoli del 2016 sono le STORIE IN VIAGGIO questo documento assume il titolo di DIARIO, con la speranza che ogni anno Vercelli e le sue comunità si impegnino a scriverne una nuova pagina.

Il documento serve a dire chi siamo oggi e averne memoria, a definire le nostre radici ed identità attuali, a tracciare insieme una linea (verso quale Vercelli interculturale vogliamo camminare) ed a verificare, tra qualche tempo, se ci saremo riusciti, se saremo stati fedeli al programma. Questo documento vuole aggiungere alla Festa dei Popoli, consapevolezza di sé e impegnarla in un ruolo sociale attivo verso la città e verso la Vercelli del futuro.

Siamo convinti che la interazione tra persone dipenda da tutti e tutte, per questo non ci siamo limitati a dire di che cosa, secondo noi, abbia bisogno Vercelli per essere più interculturale, ma anche che cosa possiamo fare in prima persona.

Molta strada è stata fatta e tanta ce n’è davanti.

 

Per una Vercelli più attenta e rispettosa delle diversità crediamo ci sia bisogno di

PORRE ATTENZIONE PER OGNI PERSONA

RICONOSCERE E RISPETTARE LA DIGNITA’ DELLE PERSONE

PENSARE  A TUTTE LE PERSONE COME UNA RICCHEZZA

VALORIZZARE LE DIVERSITA’

SCAMBIARE CULTURE

CRESCERE IN ATTEGGIAMENTI DI ACCOGLIENZA

COSTRUIRE UNA CULTURA COMUNE

RIFLETTERE INSIEME SU TEMI QUALI LA SALUTE, L’ALIMENTAZIONE, IL LAVORO, L’AMBIENTE

AVERE SPAZI PER CONDIVIDERE ABILITA’

DIALOGARE SUL FUTURO

 

E NOI desideriamo prendere un impegno in prima persona per:

accostarci all’altro come ad un fratello

condividere la cultura del nostro paese d’origine

rispettare le culture altrui

combattere i pregiudizi

promuovere ED AGIRE una comunicazione non violenta

ASCOLTARE PROFONDAMENTE LE STORIE DI VITA RACCONTATE DA CIASCUNO

lavorare per costruire reti

partecipare a PROGETTAZIONI CONDIVISE

mettere al servizio le nostre competenze

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