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21/07/2016 - Valsesia e Valsessera - Cultura e Spettacoli

VARALLO - Nuovi studi sul Sacro Monte donati alla Biblioteca

Si sta assistendo ad un rinnovato interesse per gli studi sul Sacro Monte, concretizzato in pubblicazioni scientifiche importanti che sono pervenute in dono alla Biblioteca di Varallo



VARALLO - Nuovi studi sul Sacro Monte donati alla Biblioteca
Lorenzo Fecchio

Si sta assistendo ad un rinnovato interesse per gli studi sul Sacro Monte, concretizzato in pubblicazioni scientifiche importanti che sono pervenute in dono alla Biblioteca di Varallo e delle quali mi sembra interessante dare segnalazione per agevolare le ricerche degli studiosi, ma anche le letture di coloro che frequentano la Sala di Studio ed amano conoscere la storia della Valsesia.

Hiroko Sekine, Faculty of Art, Sojo University, Ikeda, Kumamoto City, studiosa giapponese, che nel 2004 aveva discusso la tesi del Dottorato di Ricerca dedicandola allo: “Studio dei Sacri Monti in Italia. Una considerazione dell’origine tramite i mutamenti della forma di riprodurre la città di Gerusalemme”, che ha pubblicato alcuni contributi sul Sacro Monte sul “Bulletin of the Faculty of Art , Sojo University” , quest’anno ci ha portato una copia del suo ultimo lavoro: la traduzione in giapponese del lavoro di Amedée Teetaert de Zedergem: Apercu historique sur la devotion au chemin de la croix, apparso postumo nell’autunno del 1949 sulla rivista Collectanea Franciscana, che in Italia era stato pubblicato in traduzione nel 2004 : Saggio storico sulla devozione alla Via Crucis, in un’edizione curata da Amilcare Barbero e Pasquale Magro, pubblicata dal Centro di documentazione Sacri Monti, Calvari e Complesso Devozionali Europei, in collaborazione con il Centro di Documentazione Francescana del Sacro Convento di Assisi.

Anne Lepoittevin, ci ha fatto pervenire una copia della sua Tesi di Dottorato, discussa il 30 novembre 2013 presso l’Université Francois-Rabelais de Tours, relatore Prof. Maurice Bloch: La statuaire très chrétienne des Sacri Monti d’Italie (1490-1680). Genèse, histoire et destin d’une invention moderne: “La tesi colloca la storia comparativa dei diversi Sacri Monti Italiani in una prospettiva ben precisa: studiare la trasformazione delle architetture che erano copie dei luoghi di Terra Santa in ampi cicli cronologici animati da numerosi affreschi e statue. Le necessità religiose di questi siti definiscono un rapporto originale tra le arti che colloca al primo posto le statue: lo si chiamerà “Paragone cristiano”. La statuaria è eccezionalmente didattica, adatta a suscitare emozioni. Di volta in volta familiari ed esotici, singolari e ricorrenti, molti personaggi delle cappelle compongono delle particolari tipologie. La loro bellezza e soprattutto la bruttezza crudele e deforme, deve essere utile: facendo riferimento ad una lettura fisiognomica delle scene, il pellegrinaggio guidato al Sacro Monte costituisce dunque una catarsi cristiana”.

Questi tesi, articolata in tre volumi, sta per essere condensata in un libro che sarà pubblicato  dalle Edizioni Universitarie di Rennes.

Una Roman D’Elia, Associate Professor, Art History Queen’s University, Kingston, Ontario Canada, era stata autorizzata a riprodurre un’immagine del Libro dei Misteri, un disegno dell’interno della Cappella di Adamo ed Eva raffigurante lo struzzo, da utilizzare come corredo iconografico del volume che stava curando: Raphael’s Ostrich, pubblicato dalla Penn State University Press. Il libro è stato pubblicato nel 2015 e ne è stata inviata una copia alla biblioteca. Il capitolo relativo al Sacro Monte di Varallo è stato tradotto in italiano dal Professor Antonio Bondioli, volontario operante presso la Biblioteca, ed è a disposizione degli studiosi e dei lettori che frequentano la biblioteca. Si tratta di una pubblicazione interessante e curiosa, concentrata sull’iconografia dello struzzo e sulle sue differenti valenze religiose.

Alla fine di giugno è giunto a Varallo in Biblioteca uno storico dell’arte dell’Università di Uppsala, in Svezia, e dell’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma: Johan Eriksson, che sta scrivendo un libro sulla prospettiva rinascimentale, per consultare il Libro dei Misteri.

L’abstract del suo lavoro è stato tradotto da Alessio Macignato, docente di Lingua Inglese presso la Scuola Media di Varallo: “Durante il XV secolo vennero stabilite con modalità differenti nuove forme prospettiche per creare l’illusione dello spazio tridimensionale e nuovi livelli di realtà. Tutto ruota intorno alla “perspectiva artificialis” calcolata matematicamente da teorici e artisti quali Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e Leonardo Da Vinci. Queste prospettive lineari ottenute in base a calcoli matematici divennero con il tempo la norma nelle arti figurative nel XV e XVI secolo. L’idea centrale a livello teorico e pratico era di creare illusioni e nuovi mondi virtuali in seguito rappresentati nei soffitti dipinti della Controriforma. In tal modo vennero stabilite le basi per il 3D attuale. Le rappresentazioni pittoriche della prospettiva lineare anticipano nuovi concetti riguardanti lo sguardo, il soggetto, l’eternità e i paradigmi ancora oggi validi nel mondo digitale. Il progetto ha lo scopo di analizzare la comunicazione visiva del Rinascimento con speciale attenzione alle costruzioni prospettiche, alle illusioni e ai discorsi relativi alla teoria dell’immagine contemporanea. Lo studio si basa su un numero di casi inseriti in un contesto più ampio relativi al concetto di “perspectiva artificialis”. I casi esaminati includono lo studiolo di Urbino, il manoscritto Hesperis, la Sala Palafrenieri a Palazzo Lancelotti e il Sacro Monte di Varallo.  

Nella settimana dell’Alpàa è stata in Biblioteca Marianne Ritsema Van Eck, dottoranda presso l’Università di Amsterdam – Dipartimento di Storia Medievale: “Il mio progetto di dottorato punta l’attenzione sulle trasposizioni francescane tardo medievali e del primo periodo moderno dei luoghi sacri della Terra Santa nell’Europa Orientale. L’istituzione del convento sul Monte Zion a Gerusalemme nel 1336 segna l’inizio della Custodia francescana della Terra Santa a cui seguirono presto molti conventi. Durante il periodo tardo medievale, i Frati della Custodia furono gli unici cattolici cristiani che mantennero una presenza costante in Terra Santa e ricoprirono un ruolo importante nell’accoglienza, nell’assistenza e nella guida dei pellegrini cattolici. All’inizio del sedicesimo secolo i Francescani iniziarono a sviluppare idee e teorie abbastanza dettagliate circa la natura della Terra Santa quale spazio sacro esso stesso; inoltre iniziarono a considerare per se stessi uno specifico ruolo in tutto ciò come un ordine. Queste ideologie e le relative identità sono ciò che ha interessato il mio studio. Come prima cosa il mio studio analizza come i Francescani avevano inteso i luoghi di Gerusalemme e della Terra Santa e, successivamente, come li hanno trasposti nell’Europa Orientale. Per fare questo ho analizzato una duplice tipologia di fonti: da una parte fonti scritte, quali trattati sulla Terra Santa o resoconti di viaggio di Francescani, dall’altra trasposizioni materiali dei luoghi della Terra Santa da parte di Francescani reduci dalla Terra Santa stessa. I primi Sacri Monti in Italia sono un buon esempio di quest’ultima tipologia: sono complessi di piccole cappelle che insieme formano una riproduzione della città di Gerusalemme. La mia attenzione si è focalizzata anche su come queste trasposizioni siano state accolte: o con un coinvolgimento laico, anche attraverso il mecenatismo d’elite, o con un interesse più devozionale da parte dei ceti più bassi della società. Mi sono interessata particolarmente alle costruzioni ideologiche dello spazio, alle geografie della devozione legate al genere di appartenenza, e ai concetti di sacralità e alle loro riproduzioni altrove. La mia ricerca rientra nel contesto più ampio del progetto NOW “Memoria culturale e Identità nel Tardo Medio Evo: I francescani del Monte Zion a Gerusalemme e la rappresentazione della Terra Santa (1333 – 1516)”.

Lorenzo Fecchio di Serravalle - che aveva frequentato la Biblioteca e aveva avuto numerosi colloqui con Stefania Stefani Perrone, già Direttrice del Sacro Monte, che l’aveva accolto con piacere nella sua casa, offrendogli inedite tracce di ricerca - si è appena laureato con la votazione di 110 e lode all’Università di Firenze, Scuola di Architettura, discutendo una corposa tesi: “Il Sacro Monte di Varallo. Vicenda costruttiva, amministrazione e cantiere tra 1565 e 1593”: “Tema centrale della ricerca è la ricostruzione della vicenda edificatoria della Fabbrica del Sacro Monte di Varallo Sesia nei vent’anni che seguirono la redazione del Libro dei Misteri, un volume manoscritto realizzato nel settimo decennio del XVI secolo e attribuito a Galeazzo Alessi. Tale volume, conservato alla Biblioteca Civica di Varallo, illustra, in 320 fogli, un ambizioso progetto di pianificazione del Sacro Monte.  L’analisi e la schedatura di documenti e disegni in gran parte inediti, conservati nella sezione di Varallo dell’Archivio di Stato, hanno permesso di fare nuove considerazioni sull’amministrazione della Fabbrica, sui rapporti tra la comunità religiosa e comunità laica locale, e sulla vita in cantiere. Alla luce di questo ricco apparato documentario è stato possibile riconsiderare il ruolo avuto dal Libro dei Misteri e dai progetti attribuiti a Martino Bassi, conservati alla Biblioteca Ambrosiana, nell’effettiva realizzazione del complesso devozionale valsesiano”. 

Sono molto felice che la Biblioteca abbia avuto un ruolo di sostegno negli studi sul Sacro Monte e che accresca il proprio patrimonio librario e documentario con sempre nuovi studi importanti e significativi.

Piera Mazzone

Direttore Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo

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