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16/06/2016 - Vercelli Città - Economia

ATENA IREN E LA GARA DEL GAS: L'AFFARE L'HA (GIA') FATTO UNO SOLO - E' vero che l'errore fatale lo fece l'Onesto Gabry - Molto più lungimiranti a Casale - Direbbe Claudio Lolli: ho visto anche dei renziani intelligenti

A parte di discorsi fatui dei cialtroncelli di turno



ATENA IREN E LA GARA DEL GAS: L'AFFARE L'HA (GIA')  FATTO UNO SOLO - E' vero che l'errore fatale lo fece l'Onesto Gabry - Molto più lungimiranti a Casale - Direbbe Claudio Lolli: ho visto anche dei renziani intelligenti

Questa volta la lezione potrebbe arrivare dalla Terra di Aleramo.

Perché la pubblicazione di un nostro recente articolo sulle “differenze” tra i comportamenti amministrativi casalesi e quelli vercellesi ha alimentato un po’ di discussione.

 

Ma andiamo con ordine.

 

Qualche Lettore si è preoccupato di analizzare la possibilità che anche l’Amc (Azienda Municipalizzata Casalese) cadesse nelle mani di Iren, che è – dicono – alla ricerca di “porcelli grassi” su cui mettere le mani per distribuire il proprio ingente stock di debito “allargandosi” ed acquistando – a prezzi di realizzo – piccole multi utilities locali.

 

Leggi anche:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=67806

 

Aziende che, invece, essendo state storicamente ben amministrate, presentano bilanci in ordine.

 

Forse anche troppo in ordine così da rivelarsi appetitosi per i lupi renziani.

 

Che stanno in agguato proprio come quello della storia di quei tre porcellini.

 

 

Sappiamo come andarono le cose.

Due costruirono la propria casa  in modo posticcio e solo il terzo la salvò perché aveva faticato pur di edificarla con materiali solidi.

 

Questa, come ogni metafora, sconta qualche scostamento dalla realtà, cui si riconduce con allusioni simboliche.

 

Perché la “solidità” dei materiali in questo caso è costituita dalla “indipendenza” dei “padroni” locali, dagli Amministratori pubblici, dai condizionamenti di partito.

 

Sicchè la affidabilità dell’edificio “Amc” è rappresentata dal fatto che a Casale, anche se sono renziani come a Vercelli, si guardano bene dall’assecondare le brame emiliane e torinesi.

 

E – sempre a Casale – questa fermezza è sostenuta da una condotta decisamente bipartisan che vede uniti a difendere il tesoretto i rappresentanti di tutti gli schieramenti politici.

 

***

 

Ma non sarebbe corretto ricostruire in questa chiave gli avvenimenti vercellesi, senza ricordare come il danno l’avesse, in realtà, già fatto e ben prima l’Amministrazione dell’ Onesto Gabry, che agì in compagnia dell’ancor più onesto Guido Nobilucci con il concorso dell’incommensurabilmente onesto Gian Piero Anadone.

 

Un Tridente rispetto al quale quello di Meneghin – Raga – Flaborea di buona memoria di canestri non vedeva nemmeno uno.


Non era (quasi) ancora nato Matteo Renzi, ma loro erano già renziani ante litteram: una vocazione.

 

Perché furono proprio loro a fare entrare il nemico in casa, con la folle operazione di cessione di parte  - minoritaria – delle azioni di Atena all’allora Multiutiliy genovese che poi – attraverso vari passaggi tra amministratori (allora) comunisti o giù di lì – divenne Iren Emilia e poi altro ancora.

 

Scontarono forse – l’Onesto Gabry e compagni – una radicale ignoranza delle Sacre Scritture.

Le quali, con il Libro del Siracide, sono chiare nell’informare ( Siracide 13,2  ):

Non (…) associarti ad uno più forte e più ricco di te.
Come una pentola di coccio farà società con una caldaia?
Questa l'urterà e quella andrà in frantumi
”.

E così avvenne.

Gli uomini di Iren divennero di fatto i leader in Azienda, lasciando che quelli nominati dal Comune di Vercelli, pur maggioritario in termini di capitale sociale, altro non fossero che percettori del lauto gettone, ma privi di reali poteri di indirizzo.

Sicchè – dando a Cesare quel che è di Cesare – l’attuale Amministrazione si è praticamente trovata in un vicolo cieco, dovendo scegliere soltanto se bene o affogare.

L'alternativa, la terza via, sarebbe stata quella di imparare a nuotare.

Ma sappiamo bene - è un po' maramaldeggiare, ma ci sia concesso - che al solo sentire parlare di nuoto a tanti degli attuali Amministratori viene l'orticaria, se non il panico.

E per evitare che il (loro) prurito diventi anche motivo di pensieri fastidiosi per i più, magari dicono: ma così cresciamo, opportunità storica.

Come appunto cresce la rana che vuole competere in dimensioni con il bue.

A crescere è solo e sempre Iren.

***

Chi dunque in questi ultimi mesi ha parlato di “occasione storica” a proposito della definitiva calata della brache dei vercellesi a favore di Iren lo ha fatto senza rendersi conto che ad aver fatto l’affare – occasione davvero storica – sono stati gli acquirenti.

Ed è proprio in questa circostanza che ha suscitato – tra chi se ne intende e ci ha fatto toccare con mano il problema – ulteriori pensieri.

***

Perché – si dice – molto, se non tutto, ruota attorno alla famosa quanto prossima (non così prossima però) gara del gas.

E vediamo allora alcuni termini macro di questa evenienza futura che sono rivelatori di come il futuro di Atena forse sarebbe stato assai più tutelato se non si fosse proceduto alla operazione del Secolo.

***

Perché bisogna sapere che la gara avrà vincitori e vinti.

Poi – di passaggio – capita anche di udire qualche sventato che dice: non preoccupatevi, ci sarà, a tempo debito, qualcuno che interverrà “dall’alto” e convincerà i potenziali concorrenti di Atena Iren a non partecipare oppure a fare offerte di comodo.

Perché così i grandi attori del sistema si spartiscono il mercato.

Ora, finchè cose pericolose come questa le dice qualche bollito canuto sia di barba che di capelli uso a bazzicare per Via Giovine Italia, pazienza.

Effetto dell’età che avanza.

Ma quando più o meno le stesse parole si odono da cialtroncelli miracolati forse convinti di una impunità dalla radice misteriosa, l’affare si complica.

Ma lasciamo questi fatui discorsi agli irresponsabili che si lasciano sfuggire simili pensieri, per calarci invece in conteggi più fondati.

***

Immaginiamo dunque che nel sistema nessuno voglia turbare gare, che è la cosa in genere più salutare ed igienica.

E quindi vediamo come potrebbe profilarsi una gara per la concessione della distribuzione e delle reti del gas.

I casi sono due.

O Atena Iren la vince, o Atena Iren la perde.

***

Se Iren avesse partecipato e vinto senza Atena, avrebbe dovuto liquidare ad una Atena ancora di proprietà del Comune di Vercelli la somma di circa 20 – 25 milioni di euro per rilevare le reti distributive che oggi sono appunto della società un tempo vercellese.

E Atena (con Iren in minoranza, quindi del Comune) avrebbe incassato quella somma, scegliendo poi di cosa occuparsi (sarebbero restate la distribuzione di acqua ed elettricità ed eventualmente si sarebbe dovuta inventare, come a Casale, servizi cimiteriali, e manutenzioni varie, che danno alla città il vantaggio dell’operatività “in house”).

Iren dunque avrebbe tirato fuori 25 milioni di euro.

Invece, acquistando Atena, ne ha tirati fuori solo 13 o 14 in tutto e quindi già così ha risparmiato qualche milione di euro.

Quindi Iren, in caso di vittoria, vince due volte e il Comune di Vercelli perde due volte.

***

Ma se Iren – Atena perdesse invece la gara, allora sarebbero altri, i vincitori, a dover sborsare quei 20 e più milioni.

A favore questa volta di Atena che però ora è posseduta per la maggior parte delle azioni proprio da Iren.

La quale Iren, in caso di sconfitta nella gara, comunque vincerebbe perché la maggior parte di quei soldi sarebbero suoi.

Ed a perdere sarebbe così due volte il Comune di Vercelli, in quanto da nessuna parte – non siamo riusciti a trovarlo nei nuovi Patti Parasociali, ma se c’è qualcosa sul punto ben volentieri ne daremmo atto – c’è scritto che quei proventi dovranno restare a favore della Città.

Come finirà?

Purtroppo in questo caso è già finita ed il nanismo politico di chi ha voluto questa operazione piegandosi ai diktat renziani  fa apparire come giganti persino quelli dell’allegra combriccola del Rialto (ora Borgo San Paolo) il che è tutto dire.

 

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