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25/05/2016 - Vercelli Città - Società e Costume

ROSALDO ORDANO, UN ANNO DOPO - Scomparso il 10 maggio 2015, un convegno per ricordarlo - Storico direttore della Biblioteca civica, nessuno del Comune trova il tempo di partecipare (ma per inchinarsi a Ledo Prato sì)

Presidente della Socità Storica Vercellese


ROSALDO ORDANO, UN ANNO DOPO - Scomparso il 10 maggio 2015, un convegno per ricordarlo - Storico direttore della Biblioteca civica, nessuno del Comune trova il tempo di partecipare (ma per inchinarsi a Ledo Prato sì)
Rosaldo Ordano

( piera mazzone ) - A un anno dalla scomparsa, avvenuta il 10 maggio del 2015, nulla meglio di un libro scritto da colleghi e amici, avrebbe potuto ricordare Rosaldo Ordano, Direttore della Biblioteca Civica e dell’Archivio Storico di Vercelli, e Presidente della Società Storica Vercellese.

Sabato 14 maggio, presso la Sala Romana del Museo Leone di Vercelli, gremita di storici, ricercatori, soci della Società Storica ed amici, con in prima fila il figlio del dottor Ordano, Luciano accompagnato dalla moglie e dal figlio - che generosamente hanno messo a disposizione le carte dell’archivio personale – ed accanto i principali esponenti della cultura vercellese, è stato presentato il volume: Rosaldo Ordano. L’uomo, l’organizzatore di cultura, lo storico, ideato e curato dall’amico Professor Rinaldo Comba, Presidente della Società per gli studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo con la quale ci fu un’intensa collaborazione e ben dieci pubblicazioni in comune. Due ulteriori contributi dedicati ad Ordano saranno pubblicati a fine anno sul Bollettino: quello del Professor Giancarlo Andenna e della Professoressa Elisa Mongiano, che sabato ha ricordato il suo incontro con Ordano, in occasione del Congresso Storico Vercellese del 1992, al quale si riallaccia il suo studio che approfondisce la riforma statutaria del 1341, focalizzando l’attenzione sul tema della giustizia, molto caro al Presidente onorario della Società Storica.

In copertina al volume è stato riprodotto l’ex libris di Ordano, raffigurante i monti di Oropa e il motto: “Pax in montibus altis”, immagine visiva che sintetizza un’intera vita di studi e di riflessioni morali.

Ordano confidava agli amici più cari che solo salendo verso le amate cime delle “sue” montagne biellesi trovava quella pace che gli permetteva di sentirsi totalmente immerso nella Natura, in una sorta di religioso panteismo.

Giovanni Ferraris, Presidente della Società Storica, ha ricordato gli esordi della Società e l’attività di Ordano come Presidente: la collana editoriale da lui creata, oggi arrivata a quarantotto monografie; il Bollettino Storico Vercellese, inviato ad oltre cinquecento persone ed enti e che conta ormai ben ottantasei fascicoli; l’organizzazione di cinque dei sei Congressi  Storici Vercellesi.

Ordano non cercò mai contributi finanziari presso Enti politici o amministrativi, anzi era solito dire: “Non utilizziamo i soldi dei contribuenti”.

Con la rubrica “Briciole” seppe trasmettere l’amore per la storia anche ai non specialisti, adottando un linguaggio piano e spesso poetico.

Ferraris ha sottolineato anche l’impegno politico, che portò Ordano ad assumere numerosi incarichi in pubbliche amministrazioni, e l’attività pubblicistica: fu direttore di Voce Democratica e Vice Direttore de La Risaia, firmava con lo pseudonimo di Diogene la rubrica La Lanterna sul periodico La Fiamma, organo del PSDI vercellese.

Ordano ebbe numerosi riconoscimenti per il suo impegno culturale e civile: fu nominato Cavaliere della Repubblica, Vercellese dell’Anno, il Kiwanis Club, attraverso la sua persona, attribuì il prestigioso premio We Build per l’attività della Società Storica.

Maria Pia Magrassi, presidente dell’Associazione di Cultura Classica e amministratore della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli ha portato il saluto del Presidente, dott. Fernando Lombardi, ricordando Ordano come “Uomo di cultura e maestro di vita” e ringraziando la Società Storica per aver preso questa importante e significativa iniziativa in sua memoria.

Gianni Mentigazzi, Presidente del Museo Leone, ha dato il benvenuto al pubblico numerosissimo e ricordato Rosaldo Ordano come Direttore della Biblioteca e dell’Archivio Storico del Comune di Vercelli, sottolineando come la giornata scelta per la presentazione sia caduta proprio in concomitanza con il “bookcrossing”, lo scambio di libri che si svolgeva nell’attiguo portico del Museo: “Queste bancarelle colme di pubblicazioni e il brulicare di persone interessate, molto diverse tra di loro, sicuramente gli avrebbero fatto piacere, poiché dedicò una vita a riorganizzare biblioteca ed archivio, predisponendo gli strumenti migliori per studenti, studiosi e lettori”.

La Professoressa Maria Antonietta Casagrande Mazzoli, autrice di un saggio nel volume, ha ricordato come il suo primo incontro con Ordano avvenne proprio nel suo studio in Biblioteca, dove la accolse, subito attento alle sue esigenze di studiosa, ispirandole sentimenti di amicizia e di affetto profondi: “Questa occasione che ha riunito tutti è un modo per colmare l’immenso senso di vuoto che ci ha lasciato la sua scomparsa”.  

Gian Savino Pene Vidari, Presidente della Deputazione Subalpina di Storia Patria, amico di Ordano, ha portato il suo saluto ricordando l’importante edizione del Liber Iurium, noto come Biscioni, avviata con la pubblicazione dei primi due volumi curati da Faccio e Ranno nel 1934 e nel 1939. Nel 1954, su invito del Professor Francesco Cognasso, iniziò per Ordano un impegno durato mezzo secolo: questa edizione resta la sua opera più importante, nella quale riversò la sua passione di studioso e profuse un impegno morale e intellettuale profondo e continuativo, riuscendo a completare l’opera - il cui complesso e travagliato iter è stato studiato con competenza dalla dottoressa Flavia Negro, che l’ha esposto in modo chiaro e sintetico - con la pubblicazione nel 2000 del volume dei regesti di tutti i documenti e con la pubblicazione di documenti inediti.

Ordano avrebbe voluto pubblicare anche un Indice dei nomi, ma non ci riuscì.

Comba, che ha presieduto l’intero convegno, ha fatto notare come la metodologia di analisi storica acquisita nel periodo universitario, improntarono sempre l’opera di Ordano che seppe far tesoro anche delle numerose conoscenze acquisite nell’ambiente torinese. Le due lauree, in storia e in filosofia, si compenetrarono e lo aiutarono a cercare una risposta alla sua inesausta domanda volta sì a conoscere le motivazioni del fare storia, ma che racchiudeva una più alta ricerca di senso. Ha poi fatto notare come tra il pubblico ci fossero anche molti giovani studiosi e ricercatori: “Questi giovani impegnati nello studio e nella ricerca sono il nostro futuro: senza di loro il nostro lavoro non avrebbe avuto senso”.

Isidoro Soffietti è intervenuto ricordando come il suo saggio nel volume sia stato pensato proprio in onore di Ordano, perché racchiude uno studio che gli avrebbe fatto piacere, essendo lo sviluppo di un tema che avrebbe amato.

Fulvio Conti ha portato un ricordo personale di Ordano, frequentato anche nella sua casa biellese di Rosazza: “Sapeva ascoltare e rispettava tantissimo le persone: parlava poco, ma tutte le parole che pronunciava erano dettate da un’esperienza di vita legata al dolore, ed avevano un peso, diceva le cose solo dopo aver riflettuto a lungo”.

Ferraris ha chiuso l’incontro rinnovando l’invito alla presentazione del Bollettino Storico Vercellese il 10 giugno e ricordando che per il 2017 si sta organizzando il VII Congresso Storico Vercellese, che sarà dedicato al Quattrocento ed al Cinquecento.

 

                

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