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26/09/2013 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli

VERCELLI – Aspettando la Festa dei Popoli, si è svolto l’incontro sul tema Donazioni, trapianti e religioni

E’ stata un’interessante serata di confronto tra esperienze scientifiche ed aspetti culturali legati al trapianto ed alla donazione degli organi


VERCELLI –  Aspettando la Festa dei Popoli, si è svolto l’incontro sul tema Donazioni, trapianti e religioni
VERCELLI - Il tavolo dei relatori

(Vicky Paci)In preparazione della Festa dei Popoli 2013, si è svolto ieri sera, Mercoledì 25 Settembre alle ore 21, presso il Seminario Arcivescovile, in Piazza Sant’Eusebio 10, l’evento Donazioni, trapianti e religioni, una serata di confronto tra esperienze scientifiche ed aspetti culturali legati al trapianto ed alla donazione degli organi organizzata dall’Associazione Cardio Trapiantati Italiani Onlus, Sezione G. Guasco, dal comune di Vercelli, dal Centro Servizi Volontariato e dai “padroni di casa” la Caritas Diocesana. Si tratta di un incontro facente parte della settimana di eventi e di appuntamenti sul tema Dialoghi e incontri sull’essere cittadini e “Aspettando la Festa dei Popoli”, dal 21 al 27 Settembre, sono state organizzate varie iniziative per far sì che la giornata del 28 Settembre sia la conclusione ottimale di un percorso condiviso di approfondimento sui temi dell’interazione, della partecipazione attiva e della cittadinanza. L’ultimo evento si svolgerà domani 27 settembre alle ore 18 in piazza Cavour – ospite lo scrittore Fabio Geda. Dopo i saluti di Daniela Mosca – presidente del Centro Servizi Volontariato – Ketty Politi – assessore alle politiche sociali del comune di Vercelli e di Monsignor Giuseppe Cavallone (il quale ha puntualizzato che la chiesa è a favore dei trapianti) durante la serata di ieri è stato affrontato il tema della donazione, con particolare attenzione alle posizioni delle diverse confessioni religiose, con l’intento di fare chiarezza e di diffondere sempre più la cultura del dono, cultura che non può e non deve conoscere barriere. Hanno relazionato il dottor Raffaele Potenza, medico anestesista-rianimatore operante nel Coordinamento regionale delle donazioni di organi e tessuti e la dottoressa in antropologia culturale Elena Messina. Ha introdotto Luca Vannelli – Presidente Provinciale AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue). Un momento molto toccante è stata la testimonianza del signor Enrico Bertolino, cardiotrapiantato, che commosso ha raccontato la sua “esperienza di rinascita“ e, scherzando ha esclamato “Io ho vent’anni anche se li porto male”. L’iniziativa ha trovato valido e fattivo sostegno anche da parte di altre Associazioni presenti sul territorio vercellese, impegnate nel campo della donazione e del trapianto: oltre alle già citate, AVIS, AIDO (Associazione Italiana Donatori di Organi), ANED (Associazione Nazionale Emodializzati – Dialisi e Trapianto Onlus) 3e l’ANOLF (Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere. Come ha illustrato il dottor Potenza “il trapianto rappresenta l’unica possibilità di cura per molti cittadini affetti da disfunzione terminale degli organi. La medicina dei trapianti rende concreto il principio secondo il quale la società  “cura se stessa” grazie al gesto di solidarietà civile di altri cittadini che, dopo la morte, sono disposti a donare i propri organi e tessuti”. Egli ha parlato della difficoltà di dover chiedere ad un familiare già provato per il lutto il consenso all’espianto e di come l’informazione rivolta alla popolazione può migliorare la conoscenza e la consapevolezza di tutti, riuscendo, nel tempo, ad incrementare la sensibilità nei confronti della donazione di organi e a ridurre il tasso di opposizione. In Italia ci sono 8.564 pazienti in lista d’attesa per ricevere il trapianto di un organo solido a fronte di una attività di trapianto in proiezione per il 2013 di circa 3.000 trapianti – anche se l’Italia si colloca nel panorama europeo tra le nazioni più virtuose, il tasso globale di opposizione alla donazione di organi e di tessuti resta ancora alto, collocandosi attorno al 29%, con grande variabilità tra le diverse regioni. Alla base delle opposizioni, così come avviene in tutti gli altri paesi, c’è la scarsa conoscenza dei principi scientifici ed etici della donazione e del trapianto che favorisce ai cosiddetti miti urbani di insinuarsi e consolidarsi tra i cittadini (prelevare organi e tessuti in soggetti non ancora deceduti, scegliere di non curare una persona per trasformarla in un donatore, destinare organi a pazienti facoltosi, contrarietà da parte della propria religione, ecc.). Alcune di queste convinzioni si sono rese particolarmente evidenti nei cittadini provenienti da altre nazioni in cui il proprio bagaglio culturale e religioso, associato alle evidenti difficoltà linguistiche, hanno posto ulteriori barriere alla comprensione della realtà della donazione e del trapianto. Il flusso migratorio verso il nostro paese ci impone di aprirci alla comprensione di culture diverse e di trovare forme di civile convivenza attraverso l’adeguamento dei servizi a modelli più universali. Tutti i relatori hanno comunque puntualizzato che la donazione è. e resterà sempre. una scelta libera e consapevole.

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