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26/06/2013 - Valsesia e Valsessera - Cronaca

PIEMONTE - Metropolitana di Torino: le Fiamme Gialle scoprono truffa da 10 milioni di euro - Gravi contestazioni alla Lauro spa, il colosso delle costruzioni di Borgosesia - Ambrogio Tarditi: "Non ho nessuna dichiarazione da fare"

L’appalto era stato assegnato al consorzio vincitore soprattutto grazie alle particolari qualifiche tecniche possedute dall’impresa vercellese specializzata nella costruzione di gallerie e che per tale ragione era stata prescelta dalla stazione appaltante



PIEMONTE - Metropolitana di Torino: le Fiamme Gialle scoprono truffa da 10 milioni di euro - Gravi contestazioni alla Lauro spa, il colosso delle costruzioni di Borgosesia - Ambrogio Tarditi: "Non ho nessuna dichiarazione da fare"
Guardia di Finanza di Vercelli

 

Aggiornamento -  

L'impresa coinvolta nell’inchiesta
della Guardia di Finanza è la “
Lauro Cantieri spa” di Borgosesia, da tempo
avente sede legale in Torino, Corso Vinzaglio. Raggiunto in serata al telefono, Ambrogio Tarditi, esponente della famiglia che ha fondato la storica impresa valsesiana, è lapidario:"Non ho dichiarazioni da fare". 



***



Sono serviti mesi di indagini agli uomini della Guardia di Finanza di Vercelli per passare al setaccio la contabilità di una importante società per azioni operante in provincia, da decenni impegnata nella realizzazione di opere pubbliche.

Nel mirino delle Fiamme Gialle vercellesi l'aggiudicazione di rilevanti appalti per l'esecuzione di grandi infrastrutture in Piemonte e Valle d'Aosta, tra cui quello relativo alla  realizzazione di una tratta della Metropolitana Automatica di Torino, in associazione temporanea d'impresa con una società torinese.

L’appalto era stato assegnato al consorzio vincitore soprattutto grazie alle particolari qualifiche tecniche possedute dall’impresa vercellese specializzata nella costruzione di gallerie e che per tale ragione era stata prescelta dalla stazione appaltante.

 Ad insospettire i finanzieri il ritrovamento di un “accordo segreto” tra le due aziende interessate alla costruzione del tratto di metropolitana, sulla base del quale l’intera opera veniva realizzata dalla società torinese priva dei necessari certificati di qualificazione e abilitazione senza che la Pubblica Amministrazione ne fosse a conoscenza.

La società verificata ha infatti "prestato" la propria certificazione di idoneità alla società torinese che ha eseguito invece per intero l'opera. L’Ente ha così corrisposto denaro pubblico per oltre dieci milioni di euro alla società vercellese dietro presentazione di fatture false, non avendo mai eseguito alcun tipo di lavoro, nonostante avesse pattuito con la PA la realizzazione del 52% dell'ammontare dei lavori, del complessivo valore di oltre venti milioni di euro.

Inoltre, la società verificata si é tenuta indenne, in forza dell'accordo "occulto", da eventuali risultati economici negativi della commessa.

Quale compenso per gli illeciti servizi resi la società vercellese ha percepito dalla consorziata torinese una percentuale sull’intera opera denominata contrattualmente “sponsor fee”.

Ma le sorprese per gli investigatori non erano ancora finite!

E’ stato infatti constatato che un imprevisto geologico costituito dalla natura franosa del terreno su cui venivano realizzati i lavori aveva determinato l’impiego di una notevole quantità di speciali resine sintetiche e barre metalliche necessarie per rinforzare il sito con conseguente incremento dei costi di realizzazione.

L' attento esame di tutti i documenti di trasporto dei materiali impiegati per l'esecuzione dell'opera ha consentito di accertare che i prodotti impiegati erano quantitativamente inferiore a quello indicato in fattura ed illecitamente liquidato dal Direttore dei Lavori a favore dell’impresa realizzatrice in danno della Pubblica Amministrazione appaltante.

I dubbi dei finanzieri venivano poi definitivamente risolti nel momento in cui veniva effettuato il riscontro sul quantitativo di materiale impiegato direttamente presso le ditte fornitrici, le quali esibivano fatture e documenti di trasporto per importi decisamente inferiori rispetto a quelli contabilizzati dall’impresa e pagati con denaro pubblico.

Veniva pertanto scoperto che non erano mai “entrati” nel cantiere oltre due chilometri e mezzo di barre metalliche e circa centodieci tonnellate di speciali resine chimiche per un valore commerciale pari ad oltre 1.250.000 circa!

La società, preso atto dei rilievi mossi dai finanzieri, ha riconosciuto l’errore ed ha prudentemente deciso di restituire, indagini durante, la consistente somma di 1.125.000 euro circa alla stazione appaltante.

Per gli aspetti relativi alle condotte truffaldine sopra indicate le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino.

I quattro responsabili delle aziende coinvolte sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Torino per truffa aggravata ai danni dello Stato.

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