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08/04/2012 - Vercelli Città - Cronaca

PASQUA - Lo scoprimento del grande Crocifisso del Duomo alle prime luci dell’ alba

Come da antichissima Tradizione in un clima autentico di raccoglimento e Fede alle prime luci dell’ alba è avvenuto lo scoprimento del Crocifisso d’ argento risalente all’Anno Mille


PASQUA - Lo scoprimento del grande Crocifisso del Duomo alle prime luci dell’ alba
Il momento dello scoprimento del Crocifisso



E’ veramente motivo di orgoglio per il nostro giornale potere annoverare tra i Collaboratori giovani così dediti al proprio compito, da accettare di buon grado la levataccia per documentare – alle 6 di questa mattina di Pasqua, in Cattedale, a Vercelli - una delle occasioni liturgiche di più remota tradizione e ricche di significato della nostra terra.


Una disponibilità certo sostenuta anche da una bella e autentica fede nel Risorto, che sarà la compagnia più sicura e verace per il lungo cammino della vita.


(Fran.D) - Alle prime luci dell’ alba come da antichissima tradizione moltissimi fedeli della Diocesi Eusebiana si sono riversati in Cattedrale per assistere alla Santa Messa di Pasqua, momento in cui si svolge l’antico rito vercellese dello scoprimento del Crocifisso simbolicamente segno della Resurrezzione di Cristo.


Fino a qualche decennio fa i fedeli giunti dai paesi della provincia vegliavano in piazza Sant’ Eusebio per poter essere i primi ad assistere allo scoprimento ( “Squarciè ël Crist”  in piemontese). Oggi ancora una notevole presenza di fedeli accompagna il rito in un clima di raccolgimento, devozione e Fede sincera. 


Come spiegato da Monsignor Giuseppe Cavallone il crocifisso antichissimo e preziosissimo dal punto di vista artistico rappresenta la croce non come patibolo ma come trono, secondo l’ iconografia in uso nell’ altomedioevo e derivata dal Vangelo di Giovanni. Proprio per questo è uso in Duomo che lo scoprimento della croce avvenga non come di consueto il venerdì santo, ma proprio all’ alba della domenica di Pasqua. Il documento scritto più antico di questa celebrazione è del Codice Cinquantatre conservato nell’archivio Capitolare. Questo codice descrive come la funzione si svolgeva : la Croce poco per volta appariva dall’alto al basso per dare l’idea del Cristo che usciva dal sepolcro. Ed è proprio così che anche quest’ anno la Tradizione si ripete in un clima mistico ed emozionante. E’ risorto per la NostraSalvezza, Alleluia è Pasqua.


Nella sua Omelia, rivolta con lo sguardo alla Croce, l’ Arcivescovo Padre Enrico Masseroni  ha espresso concetti toccanti e profondi.  “La tua croce è costruita con il legno duro delle nostre croci. - ha detto l’ Arcivescovo- Quella degli innocenti, la croce dei vinti il cui amore tradito impedì di vedere la luce, quella dei martiri di un tempo testimoni di un amore fedele, quelle dei sofferenti e  delle vittime di guerre atroci che divorano vite umane. Ti adoriamo, o Cristo crocifisso perché le tue mani, i tuoi piedi oranti trasudano amore che discende dal Padre! Le tue bracci aperte vedono l’ abbraccio dell’ amore che perdona e accoglie…la tua morte il segno crudele del male sulla terra è il segno più audace del tuo amore. Liberaci, O Signore risorto  da una vita impegnata in un clima segnato da un paganesimo di ritorno che maschera le cose con i volti degli idoli muti. Donaci una Fede forte vittorioso sulla tua  e la nostra morte. La bellezza del tuo volto uscita dalla intelligenza credente della nostra storia millenaria segni il nostro cammino.” Infine ha rivolto l’ augurio di Pasqua alla città in particolar modo alle persone che soffrono o si trovano in difficoltà.


 


Tra poco in Homepage il video dello scoprimento del Crocifisso.


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