VercelliOggi.it
Il primo quotidiano on line della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
14 December 2018 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




Dettaglio News
14/04/2011 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli

MUSEO LEONE - Finem dare - Il confine tra sacro, profano e immaginario

A presentare il volume i professori Maurizio Harari e Francesco Remotti


MUSEO LEONE - Finem dare - Il confine tra sacro, profano e immaginario
I relatori



(glm) - Un tema forte per il mondo culturale vercellese. Una pubblicazione resa possibile grazie al concorso tra attività di studiosi e sinergia tra gli enti-.  Sono queste le parole della professoressa Gisella Cantino Wataghin, presidente del Corso di laurea triennale in “Studio e gestione dei beni culturali” dell’Ateneo vercellese, che hanno introdotto la presentazione del volume degli Atti del Convegno Internazionale “Finem dare. Il confine tra sacro, profano e immaginario. A margine della stele bilingue del museo Leone di Vercelli” che si è tenuto ieri presso il Piccolo Studio del Sant Andrea.


La professoressa Wataghin fu l’anima del convegno internazionale organizzato nel maggio del 2008 dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale e dal museo Leone, dove l’importante reperto, la stele bilingue, si trova esposto dagli anni Sessanta.


A presentare il volume i professori Maurizio Harari  docente di archeologia italica ed Etruscologia all’Università di Pavia  e Francesco Remotti docente di Antropologia dell’Università di Torino con la presenza di Federico Varello della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, del  Soprintendente per i Beni archeologici della Liguria Filippo Maria Gambari e della dottoressa Anna Maria Rosso del Museo Leone. Presente anche il presidente del Museo Leone Amedeo Corio.


Il ponderoso volume degli Atti, curato dalla professoressa  Wataghin, concerne in particolar modo del concetto di confine, oltre che dei problemi archeologici e linguistici in cui si parla in modo tecnico ed approfondito nella pubblicazione.


Ritrovato a 2 metri e mezzo di profondità nelle acque del fiume Sesia nei pressi del ponte ferroviario da cavatori di ghiaia, il prezioso reperto fu fatto recuperare da Amedeo Corio, allora assessore comunale, che ne intuì l’importanza storica, sottolineata anche dalla sua esposizione a palazzo Grassi di Venezia in occasione della grande mostra “I Celti” del 1991. Trasferita al museo Leone la stele fu oggetto di primi studi scientifici che puntarono l’attenzione soprattutto sugli aspetti epigrafici e sulla comparazione del testo latino con quello celtico.


Il testo latino è la più antica iscrizione latina su pietra in Piemonte e permette di cogliere uno dei passaggi fondamentali della romanizzazione del nostro territorio.


Di “confine comune agli dei e agli uomini” parla infatti il testo iscritto sulla pietra, di un’area sacra privata e pubblica, delimitata da quattro “termini”, come le ricerche archeologiche hanno documentato nel periodo tra la protostoria e l’età romana.


Trasferita al museo Leone la stele fu quindi oggetto di primi studi scientifici che puntarono l’attenzione soprattutto sugli aspetti epigrafici e sulla comparazione del testo latino con quello celtico.


Il volume è pubblicato con i contributi dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” e della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli.


 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI
VercelliOggi.it - Network ©
Iscrizione R.O.C. n° 23836 - Data ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2014 - Direttore responsabile: Guido Gabotto
Via F. Petrarca 39 - Vercelli - Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it